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venerdì 24 giugno 2016

Citazioni e perplessità

Questa mattina mi sono trovata in una situazione che ha confermato quanto la società sia malata, quanto i media e il mondo dello spettacolo possa influenzare le menti delle persone e portarle alla malattia.
Ero in Piazza dei Signori a Padova, vicino alla mia sede universitaria. Ero seduta tranquilla sui gradini di un palazzo aspettando il bus per tornare in collegio. Si avvicinano un gruppo di ragazzine che avranno avuto 16 anni circa; due di loro stavano mangiando e una dice alle sue amiche " ragazze ieri mi sono pesata e ho perso tre chili. Ecco perchè oggi posso mangiare questo mega panzerotto alla nutella. Se no con il cavolo. Però ho perso peso. Figo no?".
E fu così che calò il silenzio. E insieme mi caddero anche le braccia.
Penso che la mia mimica facciale in quel momento sia stata al top. Mi è venuto spontaneo guardare i fisico di quella ragazza: era un figurino, stretta in quei pantaloni aderenti taglia "inesistente".
Una di loro allora risponde: " Anche io sono a dieta! non mangio più carboidrati! E bevo tantissime tisane drenanti".
E fu così che mi alzai e decisi di aspettare il bus in piedi, perplessa per queste frasi senza senso.
Ma perchè poi mi devo stupire?
Ci troviamo nella società dell'apparire, questi discorsi sono all'ordine del giorno. Perfino le farmacie fanno a gara per vendere beveroni magici per perdere peso o creme snellenti. Altro che salute, ormai si pensa solo più all'estetica, al denaro, alla moda.
Esistono poi quelli che si chiamano disturbi alimentari; quelle malattie mentali a volte letali.
Perchè tutto comincia con una dieta, una semplice dieta che si trasforma in una gabbia, in un incubo, un vortice nero. E allora, forse in quel momento, molte persone e società dovrebbero iniziare a porsi delle domande.

mercoledì 24 giugno 2015

Emozioni da condividere con voi, Sono tornata

5 mesi e 10 giorni...
400 km di distanza da casa...
Il ricovero più difficile, utile, consapevole, pieno di giornate grigie e nere, ma che hanno anche visto l' amore, l' amicizia, la gratitudine, la fiducia, la paura, le lacrime, i sorrisi, gli abbracci, le cadute, le piccole vittorie, le soddisfazioni, sfociare da una semplice parola " aiuto"... circondata da uno staff di medici, infermiere, operatrici che sono UMANE, che provano EMOZIONI, che mi hanno ascoltata, compresa. E tante compagne di viaggio, arrivate da ogni parte d'Italia, con le quali ho condiviso questo percorso, le giornate, i pensieri, le confessioni.
Mi sembra ieri quel 7 gennaio 2015, inizio del mio ricovero: i pianti, la nostalgia di casa, l'impossibilità di contattare qualsiasi persona per le prime due settimane. La voglia di scappare, di andarmene da quel luogo che è poi diventato la mia seconda casa, la bolla di protezione, l'aiuto che inconsciamente stavo gridando con il mio corpo.
Adesso sono tornata, con fatica ho lasciato quella culla, tra abbracci e parole di conforto, lacrime e tante emozioni. Si, emozioni, perchè adesso so riconoscerle, so viverle anche se a volte fa male.
Vorrei condividere molte cose con voi...
se avrete un po' di pazienza...
un poco alla volta.

con affetto
Pulce

venerdì 26 dicembre 2014

Natale e dintorni


Spero che il vostro Natale non sia stato rovinato troppo dal dca. Spero che abbiate passato una giornata abbastanza calma...
Io dopo anni e anni penso di aver passato il mio primo Natale decentemente.
Ho festeggiato con mia sorella e famiglia, quindi anche i miei nipoti e forse sapete già quanta forza mi danno; e poi non so se avete notato ma i bambini hanno quasi un potere in più rispetto a noi adulti: donano amore incosapevolmente.
Avevo deciso di mangiare un po' diversamente dagli altri giorni, cioè uscre dal mio schema alimenatare ferreo e concedermi qualcosa... quindi sapevo a cosa andavo incontro. Mi sono concessa un pizzico di valeriana con mezzo uovo sodo, una purè di zucca con un cucchiaio di crema alla ricotta e gorgonzola, una mini- crepe ricotta e spinaci, un cucchiaio di le,ticchie con una fettina di cotechino.
E fin quà tutto bene, tanti sensi di colpa ma anche soddisfazione nel ritrovare quei sapori. Ho parlato a tavola, ho espresso pareri sul cibo, ho aiutato i miei nipotini a mangiare chiedendomi dove mettono tutta la roba che riescono a mangiare ( davvero tanto!!!!).
E' arrivato il panettone. Al cioccolato. Mi ha fregata. Ne ho mangiato due fette. Troppo.
 Ho cercato di mantenere la calma, mi sentivo stra in colpa, mi sentivo gonfia, avrei voluto tornare indietro e non accanirmi sul panettone... ma io lo so, so di essere ghiotta di dolci, so di poter esagerare su quelli... Per evitare di focalizzare il mio pensiero su ciò che avevo mangiato sono andata a giocare con i miei nipoti. Non mi sono isolata anche se avrei voluto gridare a tutti " guardate come sono diventata? golosa e basta, mangerei dolci e solo dolci! ma non posso ingrassare, non devo..."
Alla sera, ancora ripensando al panettone, mi sono convinta che sia stato solo un errore di percorso. Infondo erano settimane che non mi concedevo qualcosa di dolce e quindi è quasi normale che davanti a quella bontà io abbia un po' esagerato. Ho ripensato alla giornata senza il fattore cibo, alla mia corsa il giorno precedente a comprare dei cappellini da babbo natale per me e i miei nipoti, ai segnaposto fatti a mano da me, alla sveglia la mattina presto per andare alla funzione in chiesa, le foto vicino al mio alberello, l'entusiasmo dei miei nipoti davanti a tutti i loro doni...
Ancora oggi penso al panettone di ieri, a quella fetta di troppo... ma messo sulla bilancia insieme a tutto ciò che ho vissuto in preparazione a questo Natale e al calore che alcune persone importanti mi hanno fatto sentire nell'ultimo periodo, è niente. Quel dolce è niente in confronto al resto...
E oggi sono ritornata a seguire il mio equilibrio alimentare.
Fabiana 1
Anoressia 0

martedì 2 dicembre 2014

erano le 18 di un pomeriggio... e Lei mi riconosce?

Alle 18 di un semi-tranquillo pomeriggio autunnale, mi dirigo al negozio per animali con il fine di comprare le crocchette al mio cagnolino... Alla fine di tutto c'è l'ho fatta e ci ho anche guadagnato due porta chiavi e un disco orario per la macchina di una marca di cibo per cani. Così sono uscita dal negozio soddisfatta del mio acquisto.
Ma non è questo il punto.
Questa è la fine del mio semi-tranquillo pomeriggio, c'è un lasso di tempo che va dalle 18 alle 18 e 20 circa in cui sono stata in piedi, fuori dal negozio a fissare il vuoto e pensare, ricordare, pensare e ribollire di rabbia.
Erano le 18 e all'entrata del negozio noto un viso conosciuto.
Ho sentito le sinapsi del mio cervello lavorare, collegarsi tra loro, illuminarsi ( se fosse anche possibile)... quella era la dottoressa dell'ambulatorio che mi aveva dato la prima dieta in assoluto per l'iperinsulinemia, la dieta che poi mi ha fatta scivolare giù nella malattia entrando a conoscenza dei cardoidrati, grassi, zuccheri, proteine, mamma grassa e massa magra ecc...
Me la sono vista passare davanti e avrei voluto chiamarla, avrei voluto parlarle, forse le avrei solo chiesto " mi riconosce?"
Sì, sono io. Quella ragazzina che a  54 chili per lei - non aveva chili da perdere-, ma che a 48 chili - aveva perso il peso in eccesso-.
Sì sono io, quella bambina ormai grande che mangiava almeno un dolce al giorno, che tre volte a settimana faceva colazione con il croissant, che da merenda si mangiava pane e nutella, cioccolata calda, latte e biscotti, pane e prosciutto, frutta sciroppata, thè zuccherato...
ricordo di esser stata timida mentre le raccontavo come andava lo studio liceale.
Li vede i miei occhi? se sì, li legge? alcune persone mi dicono che sono dolci ma allo stesso tempo tanto tristi. La legge la rabbia? il fuoco nei miei occhi?
Sa, come c'era scritto in quella dieta non mangio nessun dolce; l'unica cosa semi dolce che arriva alla mia bocca sono i corn fakes della colazione. Avrei una gran voglia di mangiare un biscotto, una fetta di torta fatta in casa, anche solo un quadratino di cioccolato, ma non riesco, non posso perchè dopo si scatenerebbe l'inferno, dopo dovrei punirmi, e non so se fa più male rinunciare alle pietanze piuttosto che cadere in tentazione e poi odiarsi a morte e non voler più uscire di casa.
Le vede le mie mani? ho le unghie strappate, le pellicine sanguinanti, eppure metto lo smalto.
E il mio viso? ha notato che non lo trucco nemmeno più? io adoro il make-up, ma non sento di dover valorizzare la mia faccia, così come nessuna parte del mio corpo.
E la sente la guerra in corso nella mia testa? i crampi allo stomaco? e il freddo nelle ossa? quello è micidiale, non bastano gli strati di vestiti per corpirsi e poi sono così pesanti da portare tanti indumenti addosso, ho male a tutti i muscoli della schiena e braccia.

Mi riconosce ancora? ho circa 18 chili in meno, eppure sono un macigno.

E mentre pensavo, quell'audi nera si allontanava dal parcheggio e rimasi sola, con la mia borsa rossa e il peso dei ricordi.

lunedì 24 novembre 2014

Chissà perchè ricordi troppo

"Ma io sto bene".
Una delle più grandi bugie che celano i dca.




Ricordi tutto...
La prima volta in cui hai fumato una sigaretta di nascosto dai genitori sui gradini dall'entrata di scuola...
La prima volta che sei andata a ballare, forse con il documento di una tua amica perchè non avevi ancora l'età per entrare in discoteca.
Ricordi il primo capodanno passato fuori casa a fare il conto alla rovescia ammirando un cielo pieno di stelle, e con lui ricordi anche la prima sbronza.
Ti ricordi ancora di quando eri innamorata di un ragazzo di un anno in meno di te e allora durante l'intervallo ti recavi nella sua classe con la scusa di dover parlare al professore.
E ti si disegna un sorriso sul viso e continui a pensare.
Il sorriso svanisce.
Ricordi...
La prima volta che la bilancia ha segnato un chilo in meno e la decisione di perdere ancora peso...
Ricordi la prima volta che hai ristretto e l'insoddisfazione perchè dovevi digiunare e non " mangiare poco"...
C'è sempre la prima volta...
La prima volta in cui ti sei contorta e piegata in due per vomitare ciò che avevi mangiato...
La prima abbuffata fatta di gelato e nutella e pizza...
E quella volta in cui hai avuto la sensazione di volare in aria perchè le gambe non reggevano più il peso del tuo corpo.
La prima sigaretta spenta sul polso, la seconda e le altre... che oggi lasciano solo più dei cerchietti rossi sulla pelle.
E ancora...
Chissà perchè, ricordi sempre troppo.
E il più delle volte ti nascondevi dietro a quel " Ma io sto bene".

martedì 28 ottobre 2014

settimane instabili e gridi silenziosi

Anni passati ad affamare il mio corpo,
Mesi trascorsi a giocare a cache cache con la salute.
Nonostante il tempo, tutto continua.
Mi chiedo che fine abbia fatto la mia grinta,
Quella che due anni fa voleva spaccare il mondo e la malattia.
Sono rimasta io, sola, con l'anoressia.
Ogni giorno mi odio, odio Lei.
Odio la fame, la stanchezza, l'irritabilità, la mancanza di entusiasmo, l'insonnia, le ossessioni, le ossa, gli specchi, le calorie.
Odio essere così triste, odio scoppiare a piangere ogni giorno tra le braccia di mia madre.
Nonostante tutto questo odio, non riesco a districarmi dalle corde della malattia. A volte le sento così strette al collo fino a togliermi il fiato.
Grido piangendo, urlo che voglio stare meglio, che sono stanca, che non ce la faccio davvero più.
Vorrei uscire da questa trappola, voglio uscire da questo schifo, ma non ce la faccio.
Non so spiegare come sono state queste ultime settimane: giorni di crisi, fame ventiquattro ore su ventiquattro, insonnia, giorni in cui avrei voluto svuotare tutta me stessa, giorni di rabbia, giorni di restrizione, giorni di calcoli calorici, notti di incubi, notti eterne, notti affamate, giorni di attività fisica, giorni di stanchezza, giorni di lacrime.
Settimane instabili.

domenica 6 luglio 2014

passo dopo passo

Scrivo di me...
di quella ragazza che prima ride e due minuti dopo ha lo sguardo fisso nel vuoto perchè sente la mente offuscata da troppi pensieri. Quella ragazza che ha paura di essere ridicola, non adatta alle circostanze, un peso per chi gli sta intorno. Sono quella ragazza che si guarda ancora nello specchio per cercare rassicurazioni che non trova mai, ancorata a quei maledetti pensieri.
Spero, continuo a sperare in un futuro, nel mio futuro. Se guardo in avanti mi vedo, so che ci sarò, so che sarò cresciuta parecchio rispetto ad adesso, ma quel futuro non è ancora arrivato.
A piccoli passi sto cercando di mettere da parte un po' di malattia, di non prenderla in considerazione, ma è difficile... so che tutto non può cambiare da un giorno all'altro; una volta avevo la stupida speranza di svegliarmi un mattino e accorgermi che l'anoressia se ne fosse andata, di conseguenza vivere la mia vita  tranquillamente e serenamente.
Ma non è così, è lunga la salita. Chiedere ad una persona affetta di dca di guarire da un giorno all'altro sarebbe come dire ad una persona rimasta a letto paralizzata per sei mesi o di più di alzarsi e camminare. Come farebbe? Potrebbe iniziare a chiedere aiuto ai medici e dopo due settimane alzarsi, dopo quattro settimane fare due passi, dopo alcuni mesi fare una passeggiata e poi finalmente potrebbe riuscire a fare una corsetta.
Nutro la convinzione che sia così anche con i dca. Quante volte mi sono sentita dire " basta cambiare Fabiana, metterti a mangiare normalmente e basta". No, non è così, non è facile. Per guarire non basta mangiare, prendere peso. I pensieri quelli continuano ad ucciderti ogni giorno, ti pugnalano alle spalle. Resisti certo, ma ogni giorno è una battaglia contro te stessa.
Lo capiranno mai?

giovedì 3 ottobre 2013

parole bagnate da acqua salata

Scrivo queste parole con le lacrime agli occhi...
Non sono lacrime di felicità,  non sono lacrime di soddisfazione,  e neanche di vittoria.  Sono gocce di acqua salata di arresa...mi arrendo.
Mi arrendo alla malattia, non nel senso che le darò retta e cadrò di nuovo nel suo abisso, ma cercherò di prendere peso.
Sono arrabbiata? Si.
Sono triste? Sì.
Come vi avevo già accennato, le scorse settimane ho avuto una caduta abbastanza notevole. Ora mi è stato chiesto di rialzarmi, " perché ti devi voler bene".
Ma io non mi voglio bene, non riesco ancora a volermene. E quindi mi arrendo, e lo farò per la mia famiglia, per chi ogni giorno mi ha sostenuta e mi sostiene,  per chi mi vuole bene e per quei miei pochi amici che posso contare sulle punta delle dita.
Ricomincerò a mangiare seguendo uno schema, come facevo una volta.
Mi sento in colpa per essere caduta, ma è stato un rifugiarsi da qualcosa più grande di me, forse la paura per la scuola e il futuro, la paura di non farcela a realizzarmi . Così ci sono ricaduta, così volevo di nuovo vedere le mie cosce allontanarsi sempre di più una dall'altra, leggere e sottili. Ho ritrovato la sensazione di sicurezza nei maglioni grandi, larghi, che in terza media mi stavano attillati.  Mi facevano sentire un pulcino al sicuro da tutto, chiusa nella mia corazza. Di nuovo ho allontanato le persone da me, di nuovo ho ristretto, di nuovo provavo quel vuoto nello stomaco dato dalla fame , che poi
piano piano si attenuava...
Ho riprovato le stesse sensazioni dello scorso anno, ma con la differenza di essere consapevole di cosa stava succedendo,  di cosa mi stavo facendo. Per questo mi sento in colpa verso voi e gli altri, perché sono caduta essendone cosciente,  ma incapace di fermare quel vortice.
Ho ricominciato a fare la brava,  a mangiare, come se prendere peso fosse la soluzione al problema. Ma non è così. Chi ci è stato e chi sta vivendo adesso questo malessere lo sa...
Ce la metterò tutta, promesso.
Mi arrendo ai miei malsani ideali, seguendone di migliori.
Scusatemi per lo sfogo, ma è un peso grande. Non vedevo l'ora di poter condividere queste cose con voi.
Vi abbraccio

martedì 1 ottobre 2013

Ciao!!! E' passata una settimana...lo so

Ciao a tutti...
Sono ritornata! Scusate l'assenza, ma non era prevista.
Mi sono lasciata travolgere da troppe cose, cadendo così in giornate infernali e faticose, senza mai fine...ma adesso va meglio.
È stata una settimana lunga, fatta di cose positive e negative.
Parto dalle più " belle": il mio psichiatra mi ha aumentato i farmaci per dormire, visto che il mio corpo non aveva voglia di fare la nanna, e adesso sembra che le cose vadano meglio, e forse riesco a riposare di più. Le guide per la patente stanno andando bene, ieri l' istruttore ha detto che sono migliorata, e meno male! Se no prima che prendo io la patente divento vecchia!

Ora passo alle cose più serie...
Come ho detto mi sono lasciata travolgere da troppe cose, o meglio ancora, troppo dalla scuola; sono ricaduta in paranoia, sono ossessionata dallo studio maniaco, di notte sogno l'esame orale che dovrò dare alla maturità,  non riesco a mettermi in testa che prima viene la salute mentale e fisica, e poi la scuola. Fatto sta che sono ricaduta, questa volta di molto...da quando è cominciata la scuola ho ricominciato a restringere, saltando anche lo spuntino alla mattina. Mi sono di nuovo fatta illudere da quella voce che mi diceva che ero brava solo se restringevo, se tenevo il controllo, visto che a scuola non riesco ad avere concentrazione e mi sento sempre un passo indietro alle altre ragazze.
Così dopo tante belle parole, sono ricaduta. La stanchezza ha segnato i miei giorni, anche perché a casa al pomeriggio non riuscivo più a studiare, causa gran mal di testa e stanchezza. Non avevo nemmeno la forza di mettermi qui a scrivere...ho continuato a leggervi ma non riuscivo a commentare. Sono stata attratta da quella voce,  e l'ho seguita, forse più che mai, guardando ogni giorno allo specchio se il mio fisico stava cambiando, se le mie cosce si allontanavano sempre di più una dall'altra, fino a quando sabato scorso sono crollata e ho dormito tutto il giorno, compresa la domenica.
Da ieri ho ricominciato a gran fatica a rispettare il mio schema, anche se l'obiettivo dell'olio che avevo raggiunto è stato cancellato e ora il mio obiettivo e mangiare qualcosa a scuola...

Domani ci sarò,  cercherò di scrivere in questo posto, che mi è mancato molto. Mi siete mancate tantissimo, e mi è mancato condividere le mie emozioni e vicissitudini con voi.

Ora vado a studiare filosofia: Spinoza, Locke,  Hume e newton....
Un abbraccio
Vi voglio bene

giovedì 19 settembre 2013

Come reagisce il tuo corpo?

Ciao...
Oggi vorrei scrivere un post serio...
Quando si cade nella malattia, sottoforma di qualsiasi dca, non si ha bene in mente a cosa si va incontro. Certo, possiamo trarre informazioni da internet, dai libri, da riviste, su come i distrurbi alimentari siano problemi da non sottovalutare, e siano situazioni molto dolorose da passare. Sono malattie subdole, dove dietro a un corpo odiato e flagellato, si nascondono tante cose... a volte troppe-
Si cade così, velocemente, in un vortice senza fine. Sicuramente quando ci cadi, non ti aspetti tutti i danni fisici che la malattia porta con sè, anche perchè prevale l'idea di essere imortali e di cercare solo di raggiungere un 'immagine che possa farci amare dagli altri e da noi stessi...
I danni fisici di queste malattie sono molteplici, e ne ho già parlato in passato...
Vorrei solo rimarcare come ci si mette poco tempo a rovinarsi , e tanto tempo a rimettersi in sesto. Adesso parlo da punto di vista fisiologico.
Posso dire che adesso io mi trovo in una fase di stasi , e che il mio fisico si è un pochino ripreso, anche se non è ancora al top...ma nonostante ciò, ci sono ancora giorni in un il mio corpo da segni di stanchezza, diciamo che non funziona ancora bene.
Semplice esempio è la giornata di oggi: mi sono guardata allo specchio: occhi rossi e gonfi, occhiaie, stanchezza, mal di testa, sono pallida, trascino i piedi camminando, ho mal di schiena da non riuscire a stare seduta...i capelli cadono ancora nonostate mi sia tornato il ciclo, nonostante abbia preso un po' di peso rispetto ad un anno fa...e la mia pelle è ancora secca. La glicemia bassa, così come la pressione, costantemente sotto i piedi.
 Così diventa il mio corpo quando mi trovo in situazioni di  stress, questa è la sua reazione. Si accascia, stanco, desideroso di dormire ma bloccato dai pensieri che rimbombano nella mente. Chiede più cibo che io non sono capace a dargli...chiede aiuto, e solo io posso aiutarmi.
E quà iniziano tutti i problemi psicologici.

I DCA non sono un capriccio, non sono un'etichetta, non sono un modo per diventare " belli impossibili e perfetti", sono una malattia, un freddo lagher...sono una rovina.
Vorrei sottolineare questo.
I danni si portano dietro per anni.

giovedì 12 settembre 2013

quando si dice ..."dare i numeri!"

40, il peso che non vorrei mai raggiungere perché mi spaventa
5 l'anno scolastico che sto affrontando
90 le calorie che i miei spuntini non devono superare
3 gli anni di pallavolo persi a causa della malattia
18 gli anni che non vorrei avere
19 i chili persi alla ricerca del mio ideale di perfezione
9 il voto che vorrei sempre prendere a scuola
6 anni vissuti nell'anoressia
14 il bmi che la mia mente malata vorrebbe raggiungere di nuovo
33 il peso minimo che ho raggiunto
13 gli anni che vorrei avere in questo momento
5 gli anni persi di vita sociale grazie alla malattia

Ma poi...
24 sono le ore in cui la mia mente cerca di chetare la malattia, pure la notte
6 i chili acquistati durante i due ricoveri
1 il cucchiaino di olio che ora riesco ad usare al giorno
1 un cibo speciale che mi permetto in una settimana,  dal dolce al salato
La forza di rialzarmi dopo le cadute...
La voglia nel credere che un giorno andrà meglio...
Seguire anche i consigli altrui...
Provare a vivere le emozioni...
Trovare persone fantastiche che mi sostengono e che mi stanno accanto...

Ecco le conquiste, in mezzo ai mille numeri che ossessionano la mia mente.
Ragazze, si può fare, si può stare meglio. <3

martedì 10 settembre 2013

Magari mi devo solo abituare...

Notte passata quasi tutta in bianco...
Ansia a mille, era per l'inizio della scuola sì.
Il mattino è arrivato, e come tutte le cose che aspetti, è stata una lunga ed eterna attesa. I minuti non volevano passare, i numeri sulla sveglia sembravano andare a rallentatore.

Suona la sveglia: mi sono alzata , lavata, vestita, truccata, riempita di braccialetti porta fortuna (manco dovevo partire per la guerra!) e poi sono andata a scuola... pietrificata in macchina senza voglia di scendere, ho dovuto fare tanti bei respiri profondi e sono scesa dalla macchina. Mamma mia quanto caos, tutti fuori dalla scuola. E io ovvio, non conoscevo nessuno...
Tolta questa fase di tilt totale, eccomi in classe...
Ho sistemato tutto con ordine sul mio banco; prima fila ovviamente.
La  mattinata è poi passata, tra un'ora e l'altra, tra un professore e l'altro. Era strano essere seduta al banco, avere carta e biro per prendere appunti. Da quanto non succedeva? da molto...
Iniziando scuola, mi sono già accorta che alla mattina, e durante la mattinata ho molta più fame... e non so come fare. Già mangio uno spuntino...come faccio? non posso permettermi di mangiare di più perchè già il mio corpo sta lievitando di suo, senza nessun particolare aiuto, quindi non mi sembra il caso.
Magari mi devo solo abituare, magari passera questa fame.
Magari mi abituo.
Alla fine una volta ero abituata.

Vi abbraccio forte

lunedì 5 agosto 2013

4 : " cosa non va?"

A volte si è talmente pieni di pensieri, emozioni, sensazioni,  che non si è neanche non grado di capire e spiegare... ti senti qualcosa dentro, quel vuoto e quel pieno,  quel peso...ma che cos'è?
Non lo sai.
E mi chiedono " cosa c'è che non va?" Io rispondo " niente perché?, e mi si ribatte "guarda che ormai ti conosco, si vede dalla faccia che qualcosa non va"...
Si hai ragione. Ma davvero non so cos' ho.
Oggi parlando con mia mamma, le ho detto che molto probabilmente non riprenderò pallavolo il prossimo anno, ma solo per un motivo, fisicamente non mi sento e non ce la posso fare. Non ho muscoli, le ossa mi fanno male così come i nervi. Non ho resistenza. E soprattutto come dice mia madre, mangio per andare avanti e non per vivere,  mangio per stare in piedi, quel poco necessario,  che non mi permetterà mai di fare uno sport sul serio... perché non uso l'olio, perché non mangio condito, perché non uso lo zucchero e via dicendo.
Subito ci sono rimasta male, quante volte abbiamo affrontato questo discorso, e quante volte ci siamo attaccate a causa di ciò.
Ma forse ha ragione, vado avanti continuando a mangiare le solite identiche cose, per  tenere stabile il peso, o al massimo per non prendere più di un chilo in un mese, per non aumentare troppo diciamo. Per continuare ad avere questo controllo sotto le mie mani.
E per questo mi ritrovo delle sere a piangere dicendo che ho fame.  Ma non ho una fame normale,  la mia è fame di quelle cose che non mangio da anni, fame di dolci, di cibi salati, di gusti dimenticati.
Potrei mangiarli,  ma non ce la faccio. E piangersi addosso non serve a nulla.

Ho bisogno di riflettere, ho bisogno di pensare.
Ho la testa che scoppia,  divisa in due.

martedì 23 luglio 2013

una fuga

Ciao ragazze, grazie per i commenti che mi avete lasciato ieri...siete dei tesori davvero, appena riesco rispondo a tutte...

La mia nemica è tornata all'attacco.
Siamo io e lei sul ring...ha già fatto la prima mossa, e io questa mattina ho ripetuto le sue parole a mia madre...le ho confessato che non mi dispiacerebbe perdere uno o due chili, mi accontenterei di quelli. Sempre al limite, sempre sul filo del rasoio...
Lei mi ha detto di non farlo, perché già adesso secondo lei sono al limite, di non buttarmi via così,  perché se no non sarei più una bella ragazza se perdessi ancora chili...
Ma non è questione di estetica, lo sapete. Ad un certo punto non importa più la magrezza...inizia a essere importante quel peso x che si vuole raggiungere, quel peso dove credi di poterti fermare, quel peso che pensi ti faccia stare meglio.
Ho davanti a me la malattia, ma non ho ancora ceduto ai suoi colpi. Mi ha tentata tante, troppe volte, in questi giorni,  ma io ho proseguito per la mia strada, tra pianti, inciampi, cadute e botte.
Dentro urlo, mi insulto,  vorrei essere diversa... da fuori sono sorridente, muta davanti a questi miei pensieri malsani...
Mi sento ancorata, tenuta stretta dalla malattia. Mi divincolo, mi sforzo, sto male...e mi chiedo stavo più male l'anno scorso o ora?
Ho fatto passi in avanti si,  ma la mia testa, quella, come sta adesso?
Che confusione.
E domani ho l esame di teoria per la  patente...
Vorrei che il tempo non andasse più avanti...forse è scappare questo.
Si voglio scappare.
Da tutto questo.

lunedì 22 luglio 2013

i continui paragoni

Ore passate su internet a navigare alla ricerca di qualche centro, anche privato, nella regione Piemonte, per la cura dei dca.
Non c'è niente da fare, a torino non riesco più a trovarmi bene...e io mi sento sola in tutto questo.
Comunque non ne ho trovate nessuna di nuova, solo una comunità vicino a dove abito, ma è una comunità dove bisogna stare come minimo 36 mesi... forse se non avessi un anno di scuola da fare, deciderei quasi di provare a guarire. Perché in questi giorni ho perso la speranza,  mentalmente il cibo è ritornato a essere un chiodo fisso, tentata da esso in tutti i sensi...
Ieri sono crollata davanti a mia mamma, preoccupata per la mia continua pressione bassa...74 e 48 ieri, 81 e 52 venerdì scorso, 74 e 47 giovedì scorso...e i battiti sempre tra 80 e 90...che dire?
Lei mi supplica di mangiare di più,  di mangiare cose che mi facciano salire la pressione,  tipo cioccolato o usare zucchero nel caffè e tisana, iniziare a usare l'olio...e io ieri sono scoppiata a piangere perché ho messo la punta di un cucchiaino di zucchero nel caffè.  Piangevo come una bambina, continuavo a dirle che è difficile, che mi sento tornare indietro, che non ce la faccio. Le ho urlato quanto è straziante guardarsi allo specchio e non potersi mai vedere come si è realmente,  è una tortura. Mi vedo sproporzionata, le gambe grandi e il sedere pure...la pancia gonfia.
Vedo un mostro.
E poi, appena vedo Una ragazza con il fisico invidiabile, inizio a chiedere a mia mamma "lei è più magra di me vero? Guarda che cosce piccole che ha...vorrei essere così".
E lei mi risponde che ognuno è com'è.
È vero, ma non riesco ancora ad accettarlo, ad accettarmi...

giovedì 18 luglio 2013

Ho messo via...

Ieri mi sono dedicata alle pulizie...sapete tra un quiz e l'altro, ogni tanto bisogna staccare...(sta arrivando il 24 mamma mia che ansia, non ci devo pensare!!!)...
comunque ho fatto piazza pulita nella mia stanza e ho eliminato:

  • agendine che contenevano il nome di alimenti e prodotti dolciari, con annotati vicino i grassi, i grassi saturi e le calorie. L'anno scorso giravo su internet e mi annotavo tutte queste cose, a volte ripetute in diverse pagine, perchè magari due settimane dopo ero ritornata sullo stesso sito e mi ero risegnata lo stesso alimento e gli stessi valori nutrizionali, pur sapendo si averlo già annotato, ma tra me pensavo " scriverlo una volta in più non fa male..." Ebbene quelle sono finite nel cestino della carta e li rimangono.
  • i miei diari alimentari...quelli non li ho buttati, ma imballati in uno scatolone e portati in soffitta e li staranno per un po ' di tempo, per ora non riesco a staccarmene. E' già difficile non segnare più quello che mangio, ma sapete, in un certo senso è liberatorio, e riesco a seguire più il " cosa vorrei mangiare" e non il " cosa devo mangiare"...mi spiego meglio : se prima avevo il tic che dovevo variare ogni giorno gli alimenti, adesso se in una settimana mangio due o tre volte lo stesso alimento perchè mi piace e mi fa piacere non me ne faccio un problema, anzi, è successo che poi non ho più toccato quell'alimento per giorni e giorni.
  • ho nascosto leggermente la bilancia dalla mia vista, ovvero ora, entrando nella stanza , non la vedo più... non perchè voglio pesarmi o ne sono tentata, solo perchè mi fa tornare in mente brutti momenti passati in bilico toccando il fondo più nero 
  • ho tolto dalla mia stanza il libro " La bibbia delle calorie" per me quasi santa negli ultimi anni, dove vi erano anche ricette dietetiche, calcolate le calorie per porzione dell'alimento cucinato ecc...

Come mi sento ora?
Normale, come prima. Forse con un peso in meno, come quando ho consegnato le merendine che tenevo nascoste a mia mamma...
Ho tolto una parte di me.

lunedì 15 luglio 2013

reagire, reagire, reagireeee

come avevo detto, vi avrei tenuti aggiornati sul mio tentativo di portare un'amicizia sbagliata ad una sana...ma a causa di eventi e parole, ciò non è andato come credevo...
venerdì sera, all'ora di cena, mio padre è salito in casa per mangiare, e mi ha detto che aveva visto la mia amica A., e che lei le aveva detto di ridarmi indietro questo...in una borsa c'era il beauty e gli asciugamani che lei mi aveva ricavato e che da anni teneva a casa sua, in modo che tutte le volte che andavo là non dovevo portarmi troppe cose, e mi aveva procurato uno spazio anche nell'armadio per le mie cose...era una cosa molto simbolica per entrambe.
Quando ho visto quelle cose, sono scoppiata in lacrime... ho pianto per due ore consecutive, come una bambina, rimanendo quasi senza fiato. Se avevo un po' di fame, mi era scappata tutta...il mio stomaco si è chiuso all'istante, era un colpo troppo duro per me.
Era per noi due una cosa simbolica: avevo un posto a casa sua, un rifugio dove andare quando c'era qualcosa che non andava, quando avevo bisogno di staccare la spina...e invece ora non esiste più.
Ci siamo sentite per telefono, io e A, e abbiamo deciso che ne parleremo a voce, solo io e lei, con calma...
Sono stata molto male per questo episodio... un punto di riferimento per me una volta così saldo, mi ha tirato una mazzata...

Tolto questo, sabato sera, per pensare poco a tutto ciò che è accaduto, sono uscita...già! avete letto bene! prima si era programmato un aperitivo, poi alla fine abbiamo fatto un giro per la città e chiacchierato seduti al bar in una delle piazze principali della città. E sono stata contenta...in realtà fino a mezz'ora prima continuavo a ripetere a mia mamma che non volevo uscire, che ero stanca, che non ne avevo voglia...e invece alla fine mi sono fatta carina, due foto, e poi sono uscita, ed è andata bene! tornata a casa tardi ma subito addormentata, non mi sembra vero...

Vi abbraccio






ps: vi lascio due mie foto prima di uscire di casa sabato sera

mercoledì 10 luglio 2013

E' ora di togliere un pezzo della gabbia

Ieri ho preso una decisione, non facile, anzi, era da giorni che ci rimurginavo sopra...
E' un po' simile alla decisione di non pesarmi a casa ma solo più una volta al mese dalla dietista...
Questa volta voglio provare a smettere di scrivere il diario alimentare; quello strumento che prima mi ha distrutta e poi mi ha aiutata nel mio percorso.
Non tutti i giorni è piacevole scrivere il diario, e ci sono stati giorni in cui farlo era davvero un peso profondo. Non faceva altro che alimentare la mia ossessione  nei confronti del peso e del cibo che ingerivo, molte volte a mala voglia...
Forse aveva senso tenerlo quando andavo in day hospital , perchè pesandomi una volta a settimana e notando cambiamenti ponderali, potevo andare indietro a vedere l'alimentazione della settimana passata; ma sinceramente adesso che mi peso una volta al mese, se vedo un cambiamento, sia un aumento che una diminuzione del peso ponderale, mica devo riferirmi all'ultima settimana alimentare? è passato un mese, e non sarà mica un gelato mangiato venti giorni fa a farmi ingrassare no?
Penso che non abbia più senso.
Ci sono stati momenti in cui prendevo un foglio bianco e scrivevo quante volte, nell'arco di un mese, avevo mangiato un determinato alimento, e quante volte ho preferito buttarmi sui cibi paracadute ( meno calorici e abituali), e questo non faceva altro che rafforzare il mio bisogno di controllo.
Quindi ho eliminato il blog del mio d.a. quà su blogger, e in primis vorrei smettere di segnare ciò che mangio, tanto me lo ricordo no?
Voglio provare ad essere libera, e poi mi creo io stessa gli strumenti per la mia gabbia.
E' ora di togliere un pezzo. Non servirà tanto per quanto riguarda la mia incapacità di socializzare, ma forse mi aiuterà a liberare la mente da quel " dovere" di segnare ciò che mangio.
Un dovere in meno, cinque minuti in più guadagnati nella mia giornata, da impiegare come voglio, in meglio spero...
Voi siete in tante ad usare un d.a.?
Questo strumento io l'ho utilizzo da tre anni... e all'inizio mi distruggeva perchè mi rendeva fiera quando scrivevo di aver ristretto o aver saltato qualche spuntino... mi rendeva forte. E poi invece, dopo il ricovero, mi invogliava a variare alimentazione, a provare nuovi sapori...e ora...ora lo voglio fare fuori dalla mia vita.

Bacioni

giovedì 4 luglio 2013

un anno fa....

Ho sempre avuto il vizio di scrivere,  di riepilogare le mie giornate, le mie emozioni...tutto scritto su carta, con una calligrafia attenta ed elegante, impiegandoci più tempo, ma serviva per calmarmi...
Ho trovato un foglio, dove avevo raccontato la mia giornata...che poi erano tutte così le mie giornate di un anno fa...

" sta mattina mi sono svegliata presto, anche se non vado a scuola....
Oggi è martedi, mamma era nei filari , allora mi sono pesata. Lo so, le avevo promessi che mi sarei pesata solo in sua presenza una volta a settimana, ,ma visto che ho ristretto l'alimentazione in questi giorni,avevo paura di aver perso peso, e quindi sono salita sulla bilancia.  Mezzo chilo in meno....non ci credo, ho ancora perso.... non è bene lo so, ma almeno non ho preso peso.  Sono sempre più vicina ai 35, che numero, non mi ricordo nemmeno più quando ero quel peso. Forse in quinta elementare?
Non dovrei perdere. Se mamma lo scopre si preoccupa troppo. Da domani devo cercare di mangiare qualcosa in più.
Poi ho fatto colazione. 50 ml di latte con 50 ml di acqua, mi serve fare così.  Mi sembra di bere più latte,  o meglio, mi sembra di seguire il mio schema. Poi ho pesato i cereali, quelli semplici, oggi non mi andava di esagerare.
Poi sono andata al computer a navigare su internet. E purtroppo ho passato la mattinata su internet, a navigare e visitare i siti delle marche alimentari. Lo so. Quei siti li ho già visitati mille volte, ho guardato tutti i loro prodotti, alla ricerca di qualche alimento che posso mangiare anche io. Ma niente rientra nei miei schemi. Troppe calorie, troppi grassi....  eppure vorrei tanto mangiarli, devono essere così buone quelle merendine, quei biscotti...
Spero un giorno di poter mangiarli..
Poi ho fatto pranzo, ma prima mi sono preparata il sugo.  L'ho fatto sia per me, che per i miei genitori. Ovviamente a loro ho messo l olio e a me no, non ingerirei per niente al mondo quella cosa grassa che non ti riempie nemmeno. Io ho fame,  e l 'olio non sazia. Dopo sono andata al lavoro...
Che fatica. Oggi ci hanno massacrato di lavoro, e  ogni volta che entravo in cucina mi prendevano i crampi allo stomaco, c'erano troppi profumi, troppo cibo, e in me troppa voglia di mangiare.
Avevo tanta fame.
Però alle quattro ho fatto merenda, un frutto. Ma continuavo ad avere fame, a sentirmi stanca. Subito dopo sono andata a scuola guida per le lezioni di teoria, ma non sono riuscita a seguire. Ho passato un'ora a pensare al cibo che a, mattino avevo visto sul desktop del computer, poi ho programmato tutto ciò che dovrò mangiare, oggi a cena, domani a colazione e a pranzo. Avevo diverse possibilità,  ma è una pratica che richiede tempo, devo calcolare tutti i grassi e le calorie, e vedere cosa mi conviene.
Ora sono quà, dopo cena, con la fame. Ho mangiato cena si ma ho ancora troppa fame. Tra poco mi bevo una bella tisana bollente per stroncare in parte questa sensazione. E dormirò?
Non lo so.
Non ne posso più.  Tutti i giorni sono scanditi da questi riti e pensieri.
Che schifo."

Rileggere queste cose, e pensare alla situazione in cui mi ritrovo ora, mi fa capire quante cose sono cambiate, quanti passi in avanti ho fatto...
Era un incubo. Anche adesso non vivo in una vita normale e tranquilla, ma prima era solo dolore e tristezza.

martedì 2 luglio 2013

Aggiorniamo un po' vah....

Ieri sono andata alla visita di controllo dietistica e alla prima visita nutrizionale.
Non me lo immaginavo ma il peso è rimasto stabile, e questo mi rasserena un po', anche perché avevo paura di essere aumentata, e perché la mia immagine allo specchio confermava la mia idea. Come sempre la dispercezione contribuisce parecchio....
Ho conosciuto la nuova nutrizionista. Sembra molto brava....di sicuro posso dire che mette molta tranquillità,  perché ha un tono di voce dolce e pacifico. Niente soggezione nei suoi confronti, meno male.
Sapete, in questi giorni sono un po' preoccupata per la scuola. Lo so che manca ancora molto tempo per l'inizio del nuovo anno scolastico, ma io già mi proietto nel futuro.
Ho paura, paura perché continuo a prendere ansiolitici e psicofarmaci, e questo mi riduce la concentrazione di molto. Adesso fatico a stare concentrata un'ora a lezione di teoria per la patente,  come farò poi a reggere cinque ore?
Ho paura che questi medicinali diminuiscano le mie prestazioni scolastiche, e quindi andare male a scuola. Proprio perché sento che non ho concentrazione,  forza di stare attenta....gli psicofarmaci agiscono sulla mente come se fossero sostanze stupefacenti,  quindi sonora molte potenti, e creano dipendenza.  Ormai ne sono assuefatta ma non riesco a farne a meno. Proprio come una drogata.
Almeno all'inizio ne trovavo giovamento,  ma ora vado avanti solo più grazie a quelle, e i medici non parlano ancora di diminuire la dose.
Alla fine, fino a che punto aiutano?