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martedì 8 gennaio 2013

Il passato

Se penso a come ero in passato , la prima emozione che provo è la rabbia. Mi fa incavolare com'ero: timida all' estremo, non riuscivo nemmeno a salutare le mie compagne di scuola, non riuscivo ad affrontare al meglio un'interrogazione perché la timidezza mi bloccava appena il professore mi fissava... non ero capace di entrare in un negozio e chiedere alla commessa ciò che volevo perché avevo paura di farlo in modo sbagliato, e quà mi scappa un sorriso, perché c'è un solo modo giusto per entrare in un negozio e chiedere "vorrei comprare quella maglia che avete esposta in vetrina"...? Non credo proprio!
Ma alla base di tutto c'è la profonda insicurezza e paura del giudizio altrui, la paura che le altre persone ridano per il mio modo di fare ... meno male che adesso certe situazioni non sono più un problema per me!
Prima ho parlato di rabbia, infatti questa emozione non è legata solo agli aspetti sopra riportati, ma anche a come ero una golosona una volta, se non fossi mai stata così, forse è dico forse oggi le cose sarebbero diverse... mi ricordo i miei eccessi di golosità: frollini bagnati nella cioccolata calda, pane con un bel po' di nutella spalmata sopra (la nutella, tre anni che non la mangio ) , le mie doppie colazioni, una a casa a base di biscotti e latte e una al bar con il croissant alla crema e il cappuccino, l'estate dei due gelati al giorno per circa un mese, il gelato mangiato a colazione e anche dopo ogni pasto, le mega fette di torte che la mia mamma  mi faceva e che io mi mangiavo in ogni pasto della giornata, l'olio messo sopra il prosciutto crudo... e non riesco più a andare avanti....
Nella mia testa c'è l'idea che i miei parenti mi vedevano come faby la golosona e la bella bimba in carne, che sta bene diciamo. Che sta bene perché? Perché chi mangia sta bene, lei è perfino un po' troppo in carne quindi sta bene, l'eterna bambina golosa, ecco come mi sentivo giudicata dalle persone che avevo attorno. Non importava a nessuno come stavo dentro, come mi sentivo inadeguata , come non riuscivo a trovare una mia identità e un mio modo d'essere, e quindi iniziai anche ad andare alla ricerca di un mio modo d'essere che mi soddisfacesse...
È quà mi scappa da sorridere a pensare al mio periodo " emo" che ho passato;mi viene da sorridere perché mi rendo conto come io piccola cercavo di farmi vedere grande...
Alla continua ricerca di un' identità, ecco come mi ricordo. Un' identità che nemmeno ora ho, sono Fabiana certo, ma non mi conosco nemmeno io.

lunedì 7 gennaio 2013

Fiorellino Mio

Ciao a tutti!
Oggi sono andata a scuola, e mi sono sentita "normale", nel senso che mi sentivo in un posto giusto anche per me, infondo una ragazza di 18 anni dovrebbe essere a scuola la mattina, e non in una città distante da casa sua a fare un percorso di cura... ma ci sono le eccezioni, e io sono una di queste!
Comunque, mentre ero a scuola, ho passato molto tempo al day hospital, mi mancava non essere con le ragazze a preparare le quinte per lo spettacolo di mercoledì, mi è mancato non aver visto le dottoresse, che alla fine mi fanno arrabbiare a volte, e sono proprio quelle volte che capisco che la strada che sto intraprendendo è quella giusta.
Non ho mai spiegato perchè ho chiamato questo post " Come un fiore", forse è ora di svelarvelo no?
L'ho chiamato così perchè all'inizio della malattia, quando iniziai a perdere il peso di troppo, una mia amica mi chiamava "fiorellino" , ogni volta che parlavo di diete o calorie mi rispondeva di farmi furba e guardarmi bene allo specchio, perchè non era il caso di dimagrire, perchè in quel momento stavo davvero bene così come ero, sui quarantaquattro chili... ma io testarda come un mulo, ho continuato per la mia strada buia, senza sapere in realtà quale sarebbe stata la meta. Io non mi vedevo un fiorellino.
E quando sono stata ricoverata , questa mia amica mi ha detto "forza, tra poco sboccerai di nuovo e sarai un fiorellino più bello di prima, vedrai, non avere paura"...
Ecco, mille volte mi sono incavolata con me stessa, perchè quante e quante volte mi è stato detto di cambiare strada, mi hanno supplicato più volte, hanno pianto mentre me lo dicevano, e io piangevo con loro, ma non riuscivo ad uscire da quella ragnatela, ormai la mia luna di miele si era trasformata in un incubo. E tutto'oggi continuo a dire a questa mia amica "se solo ti avessi ascoltata, forse non sarei arrivata a ridurmi così". Questo non ci è dato saperlo, ormai sono quà, incastrata in un circolo vizioso tremendo e amaro.
Ma, quando riuscirò a rompere questa gabbia, forse ritornerò "come un fiore".

domenica 6 gennaio 2013

Ancora e sempre tu...


" Ciao Faby, cosa hai fatto sta mattina? Guarda che non mi sfugge niente. Come hai potuto mangiare quella barretta da spuntino? Non ti ricordi? La scorsa estate tua mamma ti aveva obbligata a mangiare quelle barrette per più di una settimana perché non  c'era verso di fare andare giù gli integratori , e ti avevano fatto prendere la bellezza di setti etti? No  che  non lo dimentichi. E nonostante ciò tu oggi hai avuto il  coraggio di mangiarne una? E poi ti senti in colpa se il peso aumenta,;vedi è un controsenso... ti do io la soluzione, restringi sull' alimentazione di oggi, più che puoi, come facevi una volta. In questo modo ti assicuro che il peso non aumenterà. E poi vedi che bella giornata è oggi? Potresti andare a fare una passeggiata dopo pranzo così  bruceresti calorie... e poi io ti conosco bene, sei preoccupata per domani che vai a scuola vero? Se oggi ti dedichi a me, non potrai più pensare alla scuola, perché io ti farò pensare ad altro . Vedi  possiamo ancora andare d'accordo" . Ana.

Sai che ti dico  , ho mangiato quella barretta perché era  buona, e mi è piaciuta ad essere sincera, e so benissimo che se aumento di peso non è colpa dello spuntino di oggi, è una somma di tutto ciò che ho mangiato in questi giorni . Mi fai sentire in colpa, lo ammetto, tu mi tenti ogni giorno con le tue sudici parole, fai proprio schifo. Ma sai cosa farò oggi? Decorerò una tazza da regalare  a mia sorella , cosa che mi piace e mi fa distrarre da te e dal pensiero della scuola. Perché non ti sbagli quando dici che sono agitata per la scuola, ma sai mi fa talmente piacere vedere le mie compagne di classe, che penso che andrà bene, chi se ne frega del voto, io vado per stare con loro.
Continui a colpirmi, continui a farmi sentire in colpa perché mangio, continui a prenderti gioco di me. Ma pensa se fosse al contrario , se io diventassi la tua peggior nemica, come sarebbe bello per me .
Io ti ho chiesto di uscire dalla mia vita, tu non lo hai fatto, ma sei come un parassita, che si nutre di me, quindi sono io che ti devo eliminare. Il come non lo so ancora  ,sarà doloroso per me, sarà una grande fatica, e so che le tue scorie continueranno a vivere nella mia testa, nel mio corpo, ma ti renderò cenere. Combatterò, non mi importa se ci vorranno anni per sconfiggerti, ma io voglio vivere, ho voglia di vivere, di godermi la vita e la mia età, cosa che tu mi hai tolto e che continui a negarmi con i tuoi giochetti malefici.
Ma ricorda bene anoressia cara, io non ti voglio più come amica, mi hai già accompagnato per quasi quattro anni della mia vita, ora vorrei avere altri amici, veri amici, e tu non sei compresa tra loro .ù
Pulce.

sabato 5 gennaio 2013

Lavorare al bar


Penso e ripenso, quanto è stato utile in questi due anni, durante le vacanze scolastiche, lavorare in un bar. Davvero molto.

Il primo giorno di lavoro non lo dimenticherò mai: mi sentivo in cuore in gola, ero super stra agitata, avevo paura di non saper fare le cose nel modo giusto perché io faccio un liceo e non l'istituto alberghiero !  Era stato un giorno davvero difficile, perché prima di tutto dovevo buttare giù il muro della mia timidezza. A forza di batterci contro, dopo un mese finalmente crollò questo muro, in parte ovvio, ma mi sentivo più grande e cresciuta . In più il rapporto con la proprietaria e la cuoca era, ed è tutt'oggi un bellissimo rapporto, creatosi soprattutto nel mio secondo anno estivo di lavoro...
Diciamo che il bar era ciò che mi faceva andare avanti nonostante la malattia peggiorasse, per me era un divertimento andare nel bar, perché c'era da lavorare, da correre, ma alla fine noi ragazze ridavamo e ci divertavamo molto, soprattutto in certe situazione davvero imbarazzanti!
Devo dire che quel lavoro mi ha salvata, e io e la proprietaria, nell' ultimo anno , ci siamo parlate perché a volte a lavoro non stavo molto bene, e quando ha capito il mio " problema " mi è venuta incontro e mi è stata sempre vicino. Addirittura quando sono stata ricoverata, ogni giorno si faceva sentire per messaggi, e un sabato sera era anche venuta a trovarmi!
Anche adesso, ogni settimana passo a salutare queste persone al bar, perché mi fa ricordare i bei momenti passati d'estate, e perché ormai si è creato un legame molto forte che spero duri ancora nel tempo.

venerdì 4 gennaio 2013

Sos fame post cena

E rieccomi quà ... dopo tre giorni di assestamento, ieri sera ho di nuovo provato tanta fame dopo cena, e sono andata a dormire con quella sensazione di vuoto e i crampi della fame nello stomaco . Eppure ho mangiato tutto ciò che prevedeva il mio schema, non ho ristretto niente di niente ed eppure mi è venuta fame... magari l'ansia ha giocato la sua parte, ma io così non vado avanti, non ce la faccio perché la notte molte volte mi sveglio per la fame.
E non mi sento normale, non è giusto, non restringono, mangio tutto ciò che devo con molta fatica mentale, e poi come premio mi rimane la fame?  mi sento lo stomaco enorme . E queste sensazioni mi fanno paura, perché fin da quando ho iniziato ad essere malata, ho l'ossessione e il terrore di cadere nell' altra faccia della medaglia, la bulimia. E allora in quei momenti penso che potrei perdere in controllo e abbuffarmi, mi viene solo da pensare alle tante cose buone e dolci che ci sono nella mia cucina, e io sto nel letto, sognando di mangiarle, ma allo stesso tempo provare tanta paura .
Non so che fare, non so che dire, prima riuscivo a reprimere abbastanza la fame, e adesso invece se non mangio quando devo divento una bestia, non faccio altro che aspettare con ansia il momento del pasto, tutto viene focalizzato sul momento del pasto e non riesco più a pensare ad altro, se non a farmi venire un' ansia terribile per qualsiasi cosa....
Sono nel buio, non so in che mare navigare .
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giovedì 3 gennaio 2013

Allergica alle recite!

Vi aggiorno sul mio percorso in day hospital.
Vorrei scrivere delle cose più belle ma purtroppo, oggi mi hanno pesata le infermiere e .... ho perso peso, non qualche etto, un po' di più. Mi è venuto da piangere, tutti gli sforzi che avevo fatto per arrivare ad un determinato peso stabilito, sono andati in fumo in queste feste. Questo perché gestire il mio sintomo a casa è davvero difficile... ed è da un po' di notti che non riesco nemmeno a dormire, e se mi addormento faccio sogni abbastanza ansiosi. I medici alla perdita di peso danno la motivazione anche al fatto che non dormo, può essere, e questa situazione mi sfinisce anche fisicamente, mi sento molle come una mozzarella .
Infatti in day hospital vige la regola che bisogna stare seduti e non in piedi perché se no si bruciano calorie, ma oggi abbiamo fatto musico- terapia e quindi abbiamo cantato e siamo state in piedi, ma io dopo dieci minuti mi sono dovuta sedere perché ero stanca e non riuscivo a stare su... stiamo cantando perché prepariamo uno spettacolo che ha come argomento "la vita " , e prevede sia parti cantate che parti lette . È una bellissima iniziativa, ma io sono stata sempre allergica alle recite, infatti alle medie non ho mai recitato!! Mi limitavo a fare il canto finale dello spettacolo. Questo perché mi geno molto quando sono davanti a tante persone, e questa quindi per me è anche una prova, non posso giustificarmi con un " mi vergogno "!
Cantiamo tante canzoni belle, alcune più significative e altre meno.
Ve ne lascio una, questa mi piace molto e la dedico a tutti voi
Un bacio

mercoledì 2 gennaio 2013

Il cibo visto come tabù

C'è un aspetto del day hospital che non mi va giù, che sento di doverlo criticare...
Allora dentro al reparto ci sono delle regole molto fiscali, e io le approvo tutte, da quella di tenere sempre i bagni chiusi a quella di consegnare all' arrivo i cellulari ai medici... ma non approvo il fatto che in day hospital, a parte l'incontro con la dietista, non si possa parlare di cibo, viene quasi trattato come un tabù. E sapete come finisce? Che noi ragazze parliamo di cibo di nascosto dai medici e infermiere, andando così ad alimentare false convinzioni e condizionamenti.
Invece io trovo che sia utile parlare delle proprie paure verso il cibo, o condividere le proprie emozioni quando si viene pesata e o si è perso peso, o si è acquisito... è utile condividere le proprie emozioni perché si viene capiti sempre all' interno del gruppo, perché alla fine le paure sono le stesse e ci skate sente tutte sulla stessa barca...
Invece, un episodio che ho trovato davvero irritante, è stato quando, per le feste ,i medici di tutto il reparto di dca si sono ritrovati in una saletta in dh per fare festa, un pranzo a buffet diciamo... e alla nostra domanda c'è una festa? Loro hanno risposto di no  , peccato che da quella stanza proveniva un profumo di pandoro e panettone che era impossibile non riconoscerlo. E poi finita la festa, per portare via gli avanzi dalla saletta, li hanno messi in un carrello coperto da un lenzuolo, in modo che noi ragazze non vedessimo il cibo. Ma perché scusa? Tanto uscite dall' ospedale, siamo circondate dal cibo: supermercati, panetterie, bar, gelaterie, yogurterie, focaccerie e non vado avanti se no la lista sarebbe troppo lunga. E quindi? Avevano paura che ci buttassimo sul carrello per assalire gli avanzi del buffet? Non penso proprio...
Tutto questo tabù mi da noia, infondo le persone normali parlano di cibo, di sport, di cucina. Non è isolandoci per mezza giornata da questi argomenti che noi guariamo...
Non so, sarà solo un' impressione di noi ragazze che ci passiamo mezza giornata dentro, o avremo ragione?
Chi lo sa. Intanto le regole sono regole e su questo non si discute ...

martedì 1 gennaio 2013

2013!

Buon 2013 a tutti!!!
Spero che il vostro capodanno sia andato molto bene ... il mio più o meno diciamo . Avevo deciso di provare a mangiare non da schema e quindi mangiare tutto ciò che la cena prevedeva; in poche parole mangiare come le altre persone presenti a tavola. E così ho fatto, ma dopo... il sensi di colpa mi hanno assalita. Forse era troppo presto, forse era un obiettivo troppo grande per la mia portata, forse sognavo che potesse andare bene e far finta che per una sera il mio dca non esistesse. È invece lei era lì con me, per tutta la serata e mi ha fatta sentire uno schifo.
Oggi è un nuovo giorno di un nuovo anno, e quindi voglio pormi un obiettivo per oggi: nonostante io ieri abbia mangiato molto più di cosa il mio schema alimentare prevedeva, oggi devo trattenermi dal fare restrizioni, devo cercare di soffocare quella parte malata della mia testa, che ieri già pensava alle compensazioni per oggi.
E domani ritorno in day hospital, meno male. La dietista non ci sarà ancora, praticamente è da due settimane che non abbiamo questo punto di riferimento molto importante, e quindi noi ragazze siamo più agitate del solito , perché iniziamo a crearci dubbi e problemi che prima non esistevano. Comunque sono contenta che ricominci perché mi è mancato in questi giorni, intanto potrò anche vedere la mia psico per scambiare due parole, perché ne sento veramente il bisogno.
Ancora tanti auguri per un anno fantastico a tutti voi, spero sia un anno che porti fortuna, cambiamenti, felicità a tutti! Soprattutto fortuna, perché mentre i cambiamenti siamo noi che dobbiamo farli, la fortuna è lei che ci deve vedere ;)
Ciao ! ♡