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lunedì 28 gennaio 2013

l ' input per guarire

Mi è venuto spontaneo chiedermi cosa mi abbaia dato l'input per decidere di intraprendere la strada della guarigione...
Un fatto scatenante c 'è, e riguarda la scorsa estate. Era luglio, mi ricordo che passai un' intera notte in bianco; ogni volta che facevo per addormentarmi sentivo il mio battito cardiaco aumentare, il cuore in saliva in gola, il fiato mancava e allora ero costretta a scendere dal letto perché era impossibile stare coricata. Il mio corpo non si rendeva conto che era notte e quindi che era il momento di dormire; mi sentivo in forze, avrei scalato una montagna senza problemi. Allora, passai la notte a leggermi buona parte del libro " il fu Mattia Pascal ", ad ascoltare della musica, a giocare con il cellulare, cercando di ingannare in tempo e far si che venisse l'ora di alzarsi. Intanto immagini di cibo, pietanze, e altre cose continuavano a girare ininterrottamente nella mia testa.
Alle sei mi alzai insieme ai miei genitori, mi sentivo strana, un po' spaesata ma sempre piena di forze ... la mattinata fu intensa, mi misi a fare dei compiti, ma poi iniziai a percepire la stanchezza. Dopo pranzo tornai a letto con la convinzione di dormire, e invece appena mi coricavo sentivo tutti i sintomi della notte precedente .
Però ora era diverso, facevo fatica a stare sin piedi: per dieci minuti stavo meglio ma poi la spossatezza mi assaliva, facendomi sentire senza forze e sudavo freddo. A mia madre venne l'idea di misurare la pressione, era 64 la massima, 58 la minima con i battiti cardiaci a 94. Spaventata mi portò pronto soccorso il più veloce possibile...
Arrivata all' ospedale, dopo aver mangiato un po' di zucchero, la pressione risultava migliore, ma sempre bassa ovviamente. Il dottore mi spiegò che era il caso di fare alcune flebo, ma io con la testa dura che ho, non mi sono fermata, ma a patto che se mi sentivo di nuovo male sarei andata a fare quelle flebo, piene di zuccheri e cose che mi avrebbero fatto prendere peso... quando uscii dal reparto il medico mi disse " sappi che il tuo cuore ha fatto uno sforzo assurdo oggi per continuare a battere" . Questa frase non la dimenticherò mai.
Da lì è sorta in me l'esigenza di guarire, di provare a stare meglio.
Questo episodio lo porterò sempre con me, perché anche se sul momento, ho fatto vedere che non ero spaventata e che avevo la situazione sotto mano, in realtà ero spaventata perché non avrei mai pensato che potesse succedere una cosa così a me,perché " io sono diversa, a me non capiterà mai così, io non arriverò mai al punto del del ricovero, perché io sono in grado di fermarmi quando lo vorrò" . Questi erano i miei pensieri, che alla fine risultarono sbagliati al cento per cento.
Ecco una scheggia di me

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