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venerdì 20 dicembre 2013

Sarà solo più un eco

Non mi sembra vero di essere di nuovo quì a scrivere, leggere i vostri commenti e i vostri blog, mi siete mancate troppo...
 Sono distrutta fisicamente dalla lezione di educazione fisica di mercoledì. E quando mi ritrovo in quella situazione posso solo dire grazie a me stessa perchè sono io a essermi creata questa situazione con la malattia... però io non sapevo a cosa andavo incontro, non sapevo a tutto quello che si celava dietro alla semplice restrizione alimentare. Un mondo, potrei scrivere un poema, così come tutte voi. I nostri racconti avrebbero tanti punti in comune ma anche molte
sfumature diverse... perchè è vero che il dca ci toglie tutto, ma noi rimaniamo noi stesse, nella nostra autenticità e unicità. Non siamo "anoressiche" o " bulimiche", noi siamo altro... siamo ragazze che sì, soffrono di una malattia, ma siamo persone come tutte le altre, con un po' più di problemi e pesi sulle spalle magari, ma nessuno ci toglie la dignità di essere persone, e non etichette come molto spesso accade, quelle etichette alle quali poi noi ci attacchiamo e usiamo come scusa in certe situazioni.
Non siamo la malattia, siamo noi stesse, solo che quel noi stesse ci sta scomodo e allora tendiamo a sopprimere quella parte di noi che non ci piace, che ci fa soffrire, che non possiamo accettare. Però ragazze, vale la pena vivere tutta la vita  con questa bestia addosso o è meglio provare a fare piccoli passi verso una guarigione? Con questa domanda so che mi attiro forse molte persone contro.
Però io vorrei dare la mia risposta...
Secondo me vale la pena provare a lottare, per quanto demotivate e deboli siamo in questo momento. Io non voglio passare tutta la vita come una bambola a compiere azioni che in realtà mi fanno stare male e non vorrei fare... onestamente mi sono vista portare via talmente tante cose dall'anoressia che vorrei che lei stessa si portasse via. Però non se ne va, lo so, rimarrà sempre qualcosa. Ma forse ne rimarrà l'eco. Quella voce che adesso urla tanto nella mia testa prendendomi a calci e insultandomi, un giorno, non so quando, rimarrà solo più un eco, un rumore fastidioso, come se tra me e la malattia ci fosse una porta che chiude la bestia in una piccola parte della mia testa.
Io voglio sperarci...
SPERIAMOCI INSIEME!!!

martedì 17 dicembre 2013

Briciole di felicità

Troppi anni, mesi, settimane, passate a vedere sempre i giorni neri, a non apprezzare ciò che la vita mi ha offerto ogni giorno. Ed è ancora così, fatico a sorridere della vita, soprattutto in quest'ultimo periodo, per questa ragione ho deciso di affidarmi un compito... cercare almeno una briciola di felicità nell' arco della giornata. Non pretendo momenti, minuti... anche perchè si sa che la felicità dura poco; sono una specie di cacciatrice della felicità ecco cosa sono, qualche briciola, non di più e faccio già solo fatica a trovare quelle...
Per me la felicità non è avere grandi cose, risiede nelle piccole cose, nelle piccole azioni, nei gesti inaspettati, in parole piacevoli, in sguardi e sorrisi...
E così in questo ultimo periodo ho cercato qualcosa che facesse staccare per un breve momento la mia testa dalle paranoie quotidiane della scuola e della malattia. Un giorno è bastata la canzone " piccola stella senza cielo" di Ligabue per farmi un attimo riposare, per rilassarmi dallo stress quotidiano. Un altro giorno invece la felicità l'ho trovata cullando una bambina di sei mesi all'asilo nido presso il quale faccio lo stage scolastico. Mi sono emozionata quando mio nipote mi ha detto che sono bella, mi sono emozionata allo sguardo di un ragazzo mentre andavo al terminal dei pullman per tornare a casa da scuola. Ho trovato un momento di felicità in una fotografia di quando ero piccola e tutti insieme festeggiavamo il mio compleanno.
Briciole di felicità... arriverò a trovarne tante, e le metterò tutte insieme per trovare in queste una vita non solo fatta di ore vuote e smarrite, ma all'insegna delle emozioni.

Pulce

lunedì 16 dicembre 2013

Mi sentite?

Non mi sento,
mi chiedo se le altre persone mi vedono o se sono solo un pallido riflesso in questa giornata senza sole.
Non mi sento, forse perchè ho sentito troppo in passato e ora il mio cuore si è come anestetizzato?
Eppure le emozioni come la rabbia, il fallimento e la paura le sento bene.
Fermate questa vita, voglio scendere
questa vita non fa per me.
Forse da piccola ho sognato troppo, è stato quello il mio sbaglio?
Ho sempre immaginato un'altra me, diversa da come sono adesso ovviamente.
Sognavo una vita fantastica, tanti amici, divertimento e spensieratezza...
Sogni inutili, troppo alti... Non potevo sognare solo di essere una ragazza normale e basta?
Mi sarebbe bastato adesso.
Ora sogno, sogno di stare meglio,
di avere un po' di fortuna dalla mia parte,
di prendere quel maledetto diploma scolastico,
di ritornare a sorridere alla vita e non idossare sempre questa maledetta maschera.
Cosa sta dietro a questa maschera?
un viso stanco, stanco di tutto
continuamente solcato dalle lacrime invisibili,
provocate dal dolore che sento dentro.
Il viso pieno di cicatrici invsibili lasciate dalle botte della vita;
perchè è così, ogni volta che sembra andare meglio,
la vita ti sferra un colpo per farti piegare nuovamente.
E rimani come un vinto, travolto dalla vita.
Poi ti rialzi, ricominci a camminare lungo il confine della vita.
Esisterà una meta? o vagherò per sempre in questo deserto?
Avrà un fine questo mio vagare? Non lo so, ma sto in bilico,
continuo ad andare avanti, prima o poi arriverò in cima
e forse  solo in quel momento vedrò il sole.

sabato 14 dicembre 2013

Il Signor Dovere

Buongiorno a tutti!
Oggi mi aspetta una giornata poco interessante, piatta... studio matto e disperatissimo come diceva Leopardi, ma ahi me lo studio è su Kant e io e la filosofia non andiamo d'accordo... siamo come il gatto e il topo...
Comunque chiusa parentesi, punto. Avete già capito che io e la scuola quest'anno non andiamo amorevolmente d'accordo. Avete ancora in testa l'immagine della Fabiana studentessa eccellente che prende voti bellissimi e studia senza fatica fino allo sfinimento? se sì bene, toglietela dalla mente, quell'immagine è morta, non sono più così, se sia un bene o un male non so, ma così è...

In questo tempo mi sono accorta come in realtà dentro di me, e credo che anche  in molte di voi, ci sia un autoingannatore, un signor Dovere che ci inganna... quel dover essere sempre la perfezione, il dover sempre rendere in tutto ciò che facciamo.
Mi è stata posta una domanda: " Ma tu quando restringi stai bene? "
la mia risposta è stata di no. E allora la domanda successiva è stata " E allora perchè lo fai? non potresti farti uno spinello invece di restringere?"...tolta questa ultima battutina della domanda che mi ha fatta sorridere, sono stata spiazzata.
Perchè restringo? non sto bene quando lo faccio; mi mancano le forze, la concentrazione, ho le vertiggini, ho mal di testa a causa della fame, odio avere fame. Però lo faccio, restringo, con l'autoconvizione che questo mi farà stare poi meglio, che io starò bene in futuro solo se sarò più magra o almeno avrò questo peso addosso e non di più... non è un ragionamento, non ha senso, me ne accorgo  e pure non riesco a togliermi da questo nodo spinoso. Col tempo una parte di me ha imparato ad autoingannarmi, a farmi credere di essere speciale e unica solo se tagliavo sul cibo... e questa parte non sono ancora riuscita ad eliminarla adesso, non so se andrà via, o magari rimarrà solo più come un eco fastidioso simile alle parole di quei parenti poco graditi in casa tua che non vedi l'ora che escano dalla porta...
Bella storia questa amara convinzione. Quanto potere ha sulla mia mente, tanto, troppo...
Ma intanto continuo a combattere, sperando di riuscire a trovare un piccolo spazio in questo mondo dove vivere non  sarà mai più così difficile...
Un abbraccio

venerdì 13 dicembre 2013

Dopo il lungo silenzio

Ciao... non so come iniziare questo post.  Chiedere scusa non basta, è da più di un mese che non mi faccio viva, che non scrivo...vi ho lascito così, senza preavviso e spiegazione e mi dispiace...
 potrei riassumere tutto ciò che è successo in questo lasso di tempo, ma sarebbe noioso da leggre.
Accenno alcune cose... ho avuto una ricaduta nella malattia, soprattutto psicologica. Tanta voglia di scomparire, ma paura di essere messa da parte, di essere dimenticata,di non essere presa in considerazione... la scuola stressante, io che fatico a studiare e passo tutti i giorni sul libro per faticare a prendere un sei. La voglia di nascondere il mio corpo con maglie larghe, felpe e pantaloni non attillati... ho portato per settimane la tuta ginnica in modo da nascondere ogni mia imperfezione corporea. L'ho sentita, la malattia era di nuovo con me... mi sussurrava di saltare gli spuntini a scuola, ogni tanto le ho dato retta... andavo alla ricerca dei cibi meno calorici, vedevo e vedo l'ora di educazione fisica a scuola come una possibilità di bruciare calorie... mi diceva anche di vomitare,cosa che io non sono mai stata abituata a fare e non faccio. Tanto odio verso il cibo e verso il mio corpo... perennemente stanca e con le occhiaie, ecco come sono.
Mia madre è andata a parlare ai professori e tutti, dico tutti, le hanno detto che non mi vedono molto bene, che sono un po' preoccupati, che non mi vedono mai magiare, che sono sempre pallida e con gli occhi segnati... è così, non sono il ritratto della bellezza e della salute. Però a scuola vado volentieri, soprattutto per alcuni legami che sono riuscita a instaurare con le mie compagne... rido, scherzo, non sono di parte...sono neutrale in mezzo a quei tanti gruppetti.
Lunedì scorso avrei dovuto fare la  simulazione della terza prova d'esame; erano giorni e giorni che studiavo, ansia a mille, e così mi è preso un attacco di gastrite acuta che mi ha tenuta dolorante anche il giorno del mio compleanno e così non sono riuscita a andare a scuola...ero talmente agitata e delusa da me stessa per questa mancanza che ho chiamato la professoressa coordinatrice di classe alle nove e mezza di sera per scusarmi se il giorno dopo non mi sarei presentata a scuola....
 già ora ho 19 anni, strano vero? mi sembra ieri il giorno in cui ho raggiunto la meta dei 18 anni, quelli tanto attesi ma anche paurosi perchè sgnificava avere tante responsabilità e io non le volevo queste. Adesso allora cosa dovrei dire??? mi va bene così, per fortuna quel complesso è passato.
Basta chiacchiere

Scusatemi davvero molto, adesso sono tornata.
Mi siete mancate...passo da voi

sabato 9 novembre 2013

dolcezza, amore e felicità

Vorrei una dieta speciale...
Una dieta fatta di dolcezza, amore, felicità...
Abbracci sinceri, forti, protettivi... sorrisi che risanano cuore e anima, contagiosi, che mandano via il cattivo tempo che hai dentro...
Affetto, quello vero, fatto di sguardi e parole. Quell'affetto in cui il dialogo è silenzioso,  portato avanti sono dagli occhi e dal cuore che sussulta appena capisci di essere scrutata dentro...
Una vita fatta di emozioni, pure, libere, forti... positive e negative che siano. Sentire qualcosa,  è questa la cosa più importate. Mettere da parte l'apatia nei confronti della vita e iniziare ad accettare le emozioni umane: invidia, rabbia, amore, spensieratezza, nervoso, gioia.
Queste sono emozioni, però di alcune il sapore mi sfugge ancora.
Vivere la vita, senza avere troppa paura del domani, infondo il domani arriva anche se ci fa così paura, non possiamo sottrarci ad esso. E quindi va affrontato,  a testa alta, rischiando anche di commettere errori e sbagli, ma l'importante è provarci...


Vorrei una dieta fatta d'amore per me stessa, per gli altri e per la vita...

giovedì 7 novembre 2013

quando c' era il dh :)

Mi ritrovo con un sorriso ebete sul viso,
E scende qualche lacrima... ma non perché sto male, solo perché sto ricordando.
La verità è che mi manca il day hospital all'infinito.  Più di tutto mi mancano le persone che quel percorso mi ha fatto conoscere... tutte dei grandi tesori.
Mi mancano quei momenti speciali.
Mi mancano gli abbracci collettivi post gruppo, quando eravamo tutte stravolte. Mi mancano i discorsi fatti sui ragazzi, sull'amore. Mi mancano le cuscinate tirate di nascosto mentre prendevamo il caffè su quei divanetti blu con i cuscini anti- stress... mi mancano le facce di zero entusiasmo prima del gruppo lettura,  lo ore passate attaccate ai termosifoni a prendere l'aria calda... quei silenzi che sembravano eterni quando nessuno in gruppo voleva parlare. Mi mancano gli abbracci di conforto quando qualcuno di noi era giù di morale o preoccupata,  le coccole scambiate, le sigarette fumate insieme...
Non dimenticherò mai quei momenti in cui eravamo libere di parlare tra di noi mentre disegnavamo o scrivevamo. I pennarelli consumati a forza di colorare mandala... quelle rare uscite di gruppo bellissime, i compleanni, gli auguri, le sorprese, i regali comprati di nascosto.
Bastava uno sguardo per comunicare tra di noi, sia quando volevamo dire qualcosa che ci faceva ridere ma non potevamo,  sia quando eravamo stanche di sentire la solita voce che tanto ci dava noia perché sembrava una cantilena.
Mi mancano i doppi sensi che qualcuno riusciva sempre a trovare nelle frasi pronunciate... le confessioni fatte la mattina presto prima di scendere in dh...
Mi manca tutto.
Mi mancate tanto ragazze
<3
Nonostante il percorso difficile che è stato, sono contenta perché ha permesso di far incontrare la mia strada con la vostra. ♥

martedì 5 novembre 2013

Quel passato così nitido

A volte mi perdo...
mi perdo per quei pochi corridoi della mia scuola, mi perdo nel bagno a fissarmi in quello specchio sistemato un po' troppo in alto per me. Inizio a vagare, e non so dove vado. A far cessare il mio vagare sono alcuni professori che vedendomi nei corridoi o intenta a specchiarmi mi salutano...
Allora torno in classe...
riesco a perdermi anche durante le lezioni... il professore parla e io non so che argomento sta trattando, forse è da mezz'ora che ho la stessa pagina sotto gli occhi e fingo di leggerla, e ogni tanto scrivo una parola sul bordo della pagina come appunto. Magari ha già spiegato altre dieci pagine, ma io non c'ero, ero assente. Fisicamente presente e mentalmente assente.
Anche a casa mi perdo, tra le pagine del libro da studiare, tra gli appunti da copiare in bella calligrafia, nel tema da fare di compito. Quando sono persa ho lo sguardo fisso fuori, verso la natura, verso luoghi che non ho mai visitato, che non conosco. Luoghi in cui vorrei tanto andare, per rompere la solita routine noiosa e triste...
 Magari se fosse colpa dell'amore questo mio annegare nei pensieri, e invece no, sono i ricordi.
Ricordi di ieri, di un anno fa, di dieci anni fa... ricordi legati all'infanzia, a quei momenti passati davanti alla finestra della cucina sperando di vedere arrivare le mie sorelle da lavoro con la loro macchina, per stare così tranquilla perchè voleva dire che Dio non me leaveva ancora portate vie così come ha fatto con la mia nonna. I pianti fatti perchè non volevo andare a scuola, perchè  non essendoci a casa sarebbe potuto accadere qualcosa di brutto ai miei genitori, e a me chi l'avrebbe detto se ero a scuola?
La stessa sensazione che provavo in prima superiore, quella paura dell'ignoto e della morte dei miei cari. Quella paura che mi bloccava ogni volta che dovevo ucire di casa, l'ansia che aumentava quando si faceva sera... quell'ansia che sono andata a placare puntando il mio pensiero e il mio controllo sul cibo e sul corpo. Era l'unico modo che conoscevo per alleviare l'ansia.
E adesso penso al DCA, al cibo, al mio corpo che deve cambiare. Penso tanto, troppo, a volte la notte non dormo.
Vivo nel passato, è questo il mio errore. Quel passato che mi fa cadere lacrime dagli occhi la notte, quei ricordi troppo nitidi per essere passati. Ricordo troppo bene, è difficile dimenticare.
E intanto vago, annego nei ricordi...

domenica 3 novembre 2013

ci saranno dei cambiamenti , eh si!

Ciao a tutti!
Oggi nel cielo c'è un pallido sole, meno male, ho bisogno di un po' di luce che scaldi la mia anima forse fredda in questo periodo. 
Sono presa dalla vita troppo frenetica, dimenticandomi che intorno a me ci sono cose , anche piccole, che potrebbero farmi sorridere o provare un dolce sussulto nel cuore. 
Con l'inizio della scuola ho abbandonato la psicoterapia,  affidandomi solo più a un colloquio privato psichiatrico una volta ogni tre settimane. Nell'ultima seduta ho chiesto se fosse possibile avere un incontro ogni due settimane e la mia proposta è stata accettata dallo psichiatra,  e ne sono felice.  Oddio, felice forse non è il termine adatto, sollevata è un termine migliore.  A una condizione però: devo aumentare di peso, almeno un chilo. Questo mi spaventa, però ho fiducia nel mio dottore e quindi vedrò come fare a prendere peso in modo sano e giusto, senza esagerare...

Martedì vado a Torino,  al day hospital,  a fare un colloquio con la psicologa che mi aveva seguita durante il percorso, per fare il punto della situazione e mi somministreranno quei odiosi e noiosi test lunghi pagine pagine e pagine... quante volte l'avrò fatti? Sette volte di sicuro, e sono sempre gli stessi! Con domande uguali ma poste in modo diverso per vedere se dici la verità o no... va beh,  vorrà dire che li farò,  e sono sicura che nella vita mi toccherà ripeterli chissà ancora quante volte. Però sono felice, per un momento rientrerò in quel luogo che mi manca tanto e che racchiude nelle sue mura speranze, paure, pianti, risate,  confessioni, scherzi, affetto, dolcezza. Quel luogo in cui mi sono sentita rinascere,  la mia seconda famiglia speciale e unica. Non dimenticherò mai tutto ciò che ho ricevuto dalle mie compagne di percorso, dai medici e dalle infermiere. 
Non dimenticherò mai quei sei mesi.
Penso che negli ultimi anni, nonostante tutti gli scogli che il day mi portava ad affrontare,  siano stati i più bei sei mesi vissuti. Fatti di vita. 

Un abbraccio a tutti
Pulce
Buona domenica ♥

sabato 2 novembre 2013

sguardi monelli :)

Sono tornata...ciao a tutti.
Ho avuto una settimana davvero piena di attività e studio, così arrivavo tutte le sere a casa distrutta e non avevo nemmeno la forza di accendere il pc e scrivere...allora vi ho lette.
È così.  Passiamo da momenti in cui sembra che le cose stiano andando meglio e poi arriva quella mazzata che ci stende per terra... io mi sento così anche nel corso di una giornata. Magari c'è qualcosa che mi fa sorridere, sentire un attimo più in pace, e poi arriva qualcosa che mi manda a terra. Più volte in queste mattinate a scuola, ho mandato dei messaggi a mia mamma con scritto che volevo solo scappare e che non ce la facevo più.  Poi mi sono domandata, a cosa serve scappare? Tanto i problemi e i dolori che non affronto oggi me li ritrovo davanti la giornata seguente, oppure sono loro che mi fanno svegliare la mattina dopo avermi tenuta per tutta la notte sveglia... a forza di scappare non si può raggiungere nessun risultato,  e questo l' ho capito.

Per il resto vi aggiorno velocemente.
Devo confessare che non ho più aggiornato anche per la paura di scrivere cose noiose e inutili, senza senso, e magari ripetitive...perché alla fine nelle mie giornate non succede niente di straordinario, è tutto ordinario compresi i momenti no...
 Scuola no comment, ho preso due insufficienze di cui una molto grave. Mi sono sentita una fallita perché per una delle due verifiche insufficienti avevo studiato, e pure molto...poi passo ore e ore a studiare per prendere dei voti che non sopporto,  non hanno senso.
Però una cosa diversa è successa... sono andata a fare lo stage nel micronido. Che carini, amorosi, dolci,  teneri e scatenati che sono quei bambini... sono bellissimi. Alcuni hanno giusto un anno, altri due. Sono delle sagome... all'inizio mi guardavano con sospetto perché non sapevano chi ero, ma poi una volta che li ho aiutati a mangiare merenda e a giocare con loro, sono stati subito come delle cozze che cercavano sempre di attirare la mia attenzione in qualsiasi modo.
Sono così teneri... e dopo quelle due ore passate con loro, ero tranquilla, con loro mi sono dimenticata i miei problemi ed ero solo presa dai loro sguardi monelli... ora passo da voi.
Un abbraccio forte

giovedì 24 ottobre 2013

le mie mani nelle sue

Il cielo ha smesso di piangere. Era da ieri che le sue lacrime cadono velocemente a terra...sentivo solo il rumore delle gocce d'acqua che cadevano sul terrazzo. Vivendo in campagna,  sono abituata a vivere nel silenzio più assoluto,  in mezzo alla natura che in questi giorni sta diventando spoglia e priva di colori.
Abito in un posto solitario, circondata da vigneti e alberi di noci e nocciole. Mi piace il posto, ma in autunno e inverno , mi fanno sentire più sola di quel che già mi sento. Penso che anche la mia cagnolina Luna si senta sola, dorme tutto il giorno senza chiedere coccole e senza mangiare.

Sono due sere che per dormire chiamo mia madre, che con santa pazienza viene a dormire nel mio lettone. Mi sta vicina fino a quando non mi addormento, per poi mettermi un cuscino vicino per continuare a farmi sentire che ho qualcosa vicino. Poi mi sveglio a metà notte, e mi rendo conto che lei è tornata nel suo letto, ma va bene così,  riesco a riprendere sonno abbastanza velocemente, basta tenere lontano i pensieri ansiogeni. Arrivo tutte le sere, stravolta,  ma senza riuscire a dormire. Non riesco a spegnere la mente e  non riesco a non sentire quel vuoto dentro di me. E allora vado a chiamare mia mamma, che non riesce a colmare quel vuoto, ma ha il potere di tranquillizzarmi. Mi addormento sempre rannicchiata vicino a lei, tenendole le mani strette alle mie.
È un atteggiamento infantile lo so, ma è l'unico modo per non scoppiare a piangere perché sento quel bisogno di essere abbracciata,  quella fame d'amore che ormai regna nelle mie giornate, e non sono capace a colmarlo...

Vi abbraccio

martedì 22 ottobre 2013

UN ABBRACCIO






Sono stanca... Vorrei che la giornata fosse già volta al termine...
Ho voglia di scaldarmi, di sentire e avere vicino a me qualcuno che mi abbracci... e che mi possa trasmettere calore, vorrei un abbraccio sincero, puro... uno di quegli abbracci che solo poche persone sanno dare.
Vorrei essere abbracciata e sentirmi al sicuro, far svanire per un po' ti tempo tutte le preoccupazioni che affollano la mia testa. Vorrei piangere in quell'abbraccio, perché so che non sono sola, perché non ricordo nemmeno più cosa sia un vero abbraccio. Vorrei sfogarmi, buttare via in lacrime e parole quella rabbia che nutro da mesi, quel senso di fallimento che sento, quella voglia di urlare al mondo quanto sono arrabbiata con lui.
Vorrei addormentarmi in quell'abbraccio, tenuta stretta e al riparo da quelle braccia. Mi farei talmente piccola da scomparire quasi, come se fossi una bambina.
Di solito, dopo quegli abbracci, riesco a ritrovare il sorriso,  riesco a scherzare facendo scendere ancora qualche lacrima amara, e mi sento esausta, ma più leggera, come se una parte di me se ne fosse andata per una vacanza. So che poi tornerà, niente svanisce,  se bastasse un pianto a far tornare le cose a posto, io a quest'ora starei da Dio!
Non so.  Penso sia una grande fame d'affetto, una fame d'amore... quel vuoto che mi lascia sempre con la testa pesante e piena di pensieri,  con la fame che bussa alla porta e io che mi arrabbio .

La scuola sta procedendo...alti e bassi, oggi ho consegnato la verifica di matematica in bianco... devo stendere un velo pietoso sulla scuola, mi sento ridicola e stupida perché non riesco nemmeno a fare qualcosa di sensato dopo ore di studio faticoso. Va bob, meno male che è il primo quadrimestre. Avrò tempo a recuperare. Ecco il bicchiere mezzo pieno!
  Con affetto

Ps. Vi lascio due mie foto con la nuova acconciatura!
Capelli neri con il ciuffo blu!

Pulce

domenica 20 ottobre 2013

Per tutti voi...


Ci sono giorni in cui ti senti una fallita e basta,
pensi che tua vita sia solo sbagliata, piena di errori e di sbagli. Pensi che non ce la farai, non ce la farai a lavoro, a scuola, a combattere contro la malattia, a essere forte.
Ecco, questo è il momento giusto per iniziare a combattere... continui a nutrire odio verso te stessa, verso quell'immagine che lo specchio ti riflette...e chi è quella ragazza? tu vorresti essere l'opposto. Ma io vi dico ragazze " siete bellissime così come siete", con il vostro fisico, con le vostre lentiggini, la vostra carnagione chiara, con i vostri capelli spettinati. Siete anche belle con il trucco sbavato a causa dei pianti che cercate di soffocare, ma che prima o poi non riuscite più a trattenere. Siete bellissime con i vostri sorrisi timidi, con la vostra insicurezza, la  paura di cadere, i vostri occhi pronti a scrutare tutto ciò che vi circonda come se non aveste mai visto nulla al mondo.
Siete belle quando vi rialzate dopo una caduta, dopo esservi sbucciate anche l'anima, a causa dell'amore, a causa delle fregature, a causa dei voti, del lavoro, del cibo, e degli esami universitari... ma state germogliando di nuovo, state ritornando a essere quel fiore timido che ha bisogno di tanta luce per far si che si apra.
State diventando forti anche non vi accorgete dei cambiamenti, dei passi in avanti che avete fatto, delle decisioni difficili che avete divuto predere e che hanno cambiato in qualche modo la vostra vita...ogni volta davanti ad un ostacolo ricordate quanta strada avete percorso per arrivare fino dove siete arrivate. Avete percorso tanti chilometri, ve ne siete accorte? forse no, perchè eravate troppo impegnate a vivere nel  passato fatto di paura e di errori, di strade sbagliate, di digiuni, di abbuffate, di vomito, di tagli e di bruciature... con la paua costante di ricadere, voi state continuando ad andare avanti, ed è questo che fa di voi le persone speciali che siete.
La bellezza non si misura in numeri, ma in tutte quelle qualità nascoste che dobbiamo tirare fuori e che sono nascoste nel nostro profondo.

Un abbraccio
Pulce

giovedì 17 ottobre 2013

voglio essere VITA

Buongiorno
Mi sono presa questi giorni per pensare, o meglio per mettermi in gioco...
Grazie a tutte per i vostri commenti...sono serviti, alcuni mi hanno spronata, altri mi hanno fatto capire che stavo andando per una strada sbagliata e che avevo perso di mira il mio obiettivo, quello di stare bene, ma veramente e non solo per finta...
Ho scelto la VITA , questa nuova strada. Sono sei giorni che non faccio cavolate con il cibo, è difficile ma ce la sto facendo. Ovviamente il cibo è solo un aspetto della strada che dovrò intraprendere, è solo un piccolo pezzo, poi ci sarà ben altro.
Ma questa volta l'anoressia non mi fermerà più.  Non mi fermerà nessuno, e nessun commento farà cambiare la mia decisione: io non voglio solo vivere, io voglio essere vita. Non voglio solo far vedere che dentro di me c'è energia da emanare, io la voglio tirare fuori questa energia. Voglio rinascere, voglio finalmente vivere. Andando incontro a tutte le difficoltà Sì,  e non mi fermeranno.
Pochi giorni fa mi è arrivato un regalo da una mia amica...giusto un libro che sto leggendo lentamente per comprendere bene il significato,  si intitola" in te non c'è nulla di sbagliato". Parla dell'odio verso sé stessi e di come poter , a passi, sradicare la convinzione di avere in noi qualcosa che non va , qualcosa di sbagliato.

Grazie a tutte per essermi state vicine

Pulce

domenica 13 ottobre 2013

vedo una nuova strada...

Ragazze, sono davanti a una decisione difficilissima. È una decisione che voglio prendere per me stessa, e nessuno mi obbliga a scegliere o una cosa o un'altra.
Mi trovo davanti ad un bivio: posso scegliere di rimanere fisicamente con questo peso ( sottopeso), andare avanti nella vita come ho fatto fino ad ora. Guardarmi allo specchio e ogni tanto vedermi abbastanza giusta. Mangiare il minimo indispensabile e sempre le stesse cose....privarmi però della vita sociale, essere quasi sempre depressa, avere continuamente fame e non concedermi niente.
Oppure potrei cambiare. Potrei cominciare ad avvicinare la mia alimentazione alla normalità e iniziare attività fisica. Questo significherebbe aumentare di peso, aumentare le forme del mio corpo,  e non apparire più come sono adesso. Vorrebbe dire cambiare, andare incontro alla mia paura maggiore: quella di prendere peso. Vorrebbe dire diventare normopeso, non apparire più malata.
Come mi sentirò se cambiassi la mia vita?
Non lo so. Nessuno mi dice se starò meglio o peggio.
Nessuno può darmi una risposta.
Mannaggia quanto è difficile.

sabato 12 ottobre 2013

ohhhilaaah!

ciao...
Nel post precedente ho parlato di come sia importante rompere quel silenzio che la malattia ci porta ad avere nei confronti di chi ci sta intorno, di chi ci vuole aiutare e in
qualche modo cerca di venirci incontro...
È difficile ragazze e lo so. Solo ieri mi è successo che alla domanda "cosa mi racconti?" Me ne sono stata in silenzio, come se la mia vita non fosse importante, con la paura di dire solo cavolate e cose di poco valore.
Sarei piena di cose da urlare, ho tanta rabbia dentro...legata alla scuola,  a me stessa, al cibo, al mio non controllo... piena di emozioni umane, che provano tutti gli esseri umani, e perché io mi devo sottovalutare così? Faccio tutto da sola .

Tolto questo ieri sono andata a farmi tagliare di nuovo i capelli, e mi piacciono molto, peccato che con questo freddo patisco di più la temperatura bassa! Prima avevo una lana a farmi compagnia. E presto mi farò anche il colore...non vi svelo i due colori che ho deciso, posterò poi una foto! Se no non vale :)

Sono sempre stra presa dalla scuola...
Lunedì ho la possibile interrogazione di economia, che mannaggia a me non capisco nulla di grafici. Martedì ho la verifica di grammatica francese. Mercoledì la possibile interrogazione di italiano, giovedì interrogazione di arte e verifica di inglese. Poi basta così. Mamma mia che settimana di nuovo! Si prevede tanto studio, e quindi devo anche impegnarmi sul piano alimentare per riuscire ad avere le forze per affrontare tutto. Adesso mi sento stanca, ma penso siano i postumi della scorsa settimana che era anche lei bella intensa, e di conseguenza la notte faticavo  a dormire. Strano!
Ora passo da voi
Bacioni ★

giovedì 10 ottobre 2013

dobbiamo parlare, dar voce al silenzio!

Buongiorno!
Dopo una mattinata di nebbia e nuvolo, sembra rompere questo enorme grigio un raggio di pallido sole. La natura sembra subito più viva, ancora propensa ai colori...
E anche oggi la scuola è andata. Posso dire bene. Sono stata interrogata di sociologia e ho preso 7 più. Il voto come ha detto la professoressa è stato abbassato a causa della mia timidezza, nonostante le nozioni ci fossero...
Cavolo cavolo cavolo, ma perché non riesco ad apparire sicura di me...e poi il voto, lo sai che potevi prendere di più senza troppi problemi e invece...hai fatto solo caos.
Ecco la vocina nella mia testa, ma sapete,  me ne frego. Sono sufficiente e questa è la cosa importante. Non sono un dannato numero, il voto non conta perché in realtà io so di sapere molto di più che un sette più. Quella è solo una valutazione fatta sul momento, niente di più.
Poi oggi a scuola, la mia ex coordinatrice di classe è stata molto carina e gentile, facendo con me due parole su come stanno andando i miei problemi con il cibo adesso, di come mi sento andando dallo psichiatra privato, e di come sto vivendo la scuola... diciamo che mi sono un po' sfogata, e mi ha fatto bene, e lei è stata gentilissima ad ascoltarmi e a darmi consigli per come cercare di dare meno peso alla scuola,  che detto da un professore sembra quasi impossibile!
Con il cibo sto cercando di fare pace in confronto alla caduta di poche settimane fa. Non è facile,  ma lo sappiamo tutte...alla fine qualche brivido di quella caduta che ti ha fatto male si, ma che ti ha dato sicurezza fasulla, ma pur sicurezza, rimane. Il brivido non sparisce,  quella sensazione di essere forte. Ma sappiamo che quella è la malattia, che non si è bravi per uno spuntino o una restrizione fatta.
Infondo il cibo è quello che dovrebbe farci vivere, tenerci in vita, dovrebbe essere un piacere,  e noi ci priviamo di questo piacere. Non so il perché,  è violenza gratuita mossa da una figura più grande o meglio più spaventosa in noi, la malattia.
Se dovessi definire definire adesso la malattia direi che è una bestia, soffice e pungente allo stesso momento, rifugio ma anche tana dei lupi...distrugge persone, famiglie, e manco chiede scusa. Crea preoccupazione, tensione, rabbia, e nulla da in cambio. Si prende tutto, anima compresa,  e non ci darà le cose indietro, siamo noi che dobbiamo andarcele a prendere. Dobbiamo stringere i denti e andare avanti, e non aver paura di parlare pensando che le cose che abbiamo dentro sia stupidaggini o parole inutili. Non è vero, noi abbiamo bisogno di parlare,  dobbiamo obbligarci a rompere quel silenzio che abita in noi tutti i giorni.
Dobbiamo dar voce a questo malessere.
Da sole non potremo andare avanti,  non potremo essere vincitrici. Dobbiamo essere aiutate, accettare l'aiuto, e fregarcene per una volta di cosa potrebbe pensare la gente di noi...
Noi andiamo bene così,  siamo uniche per le nostre caratteristiche che nemmeno noi sappiamo di avere.
La vita ci aspetta
Vi abbraccio

mercoledì 9 ottobre 2013

l 'emozione ha preso il sopravvento

Ciao...rieccomi dopo un'altra assenza...scusatemi ma sono davvero molto impegnata in questi giorni. Devo ammettere che è quasi uno sforzo per me non aggiornare il blog, perché è una valvola di sfogo e un modo per rimanere a contatto con le persone che questo mezzo di comunicazione mi ha permesso di conoscere. Solo che tra studio, guide, e sedute, non riesco mai a scrivere qualcosa di sensato, però sappiate che vi leggo sempre!
Sono molto presa dalla scuola, che però non da il massimo... ieri ho avuto la verifica di filosofia. Ho studiato per giorni, in modo da non creare troppo caos nella mia mente già piena di altre cose, però ieri quando mi sono ritrovata davanti al foglio bianco con quelle quattro domande con un limite di dieci righe nella risposta mi sono bloccata. Sono andata nel pallone, e ho dimenticato tutto. Risultato: ho risposto solo a mezze domande e a volte sparando veramente delle cavolate, potrei dire di aver inventato una nuova filosofia!
Ammetto che ci sono rimasta davvero male, non me lo aspettavo. E ieri ne ho parlato con il mio psichiatra,  che invece mi ha detto che secondo lui è una cosa molto positiva, perché vuol dire che almeno per una volta mi sono controllata di meno, ho lasciato andare le staffe che tenevano saldo il mio controllo emotivo ed esso mi ha assalito. Non  essendo abituata a provare queste emozioni, mi sono spaventata, e così la mia mente ha cancellato tutto...
È una spiegazione molto valida, e anche positiva, se non penso al voto e a quella verifica.
Adesso torno a studiare sociologia.
Un abbraccio fresco come l'aria che oggi scompiglia i capelli

lunedì 7 ottobre 2013

sorrido, perché quella ragazza ero io

Ieri, non so il perché,  mi è tornata alla mente l'immagine di me all' inizio della prima superiore,  e più ci pensavo,  più tempo rimanevo con un sorriso ebete sulle labbra...
Non potrò mai scordare le struccazzate che mi facevo durante le lezioni senza farmi beccare dai prof, quei quintali di matita nera... tutto con un'ottima complice. Non dimenticherò le sigarette fumate di nascosto, le foto scattate in bagno perché era l'unico specchio alla portata di mano...i disegni sui banchi, le scritte sui libri, le ore passate fuori dalla classe a girovagare per la scuola con la scusa di dover fare delle fotocopie.
Le intromissioni nelle classi dei più grandi per vedere e farci vedere dal ragazzo che ci piaceva. I doppi sensi cercati nelle frasi dei professori, le risate soffocate nella sciarpa per non far rumore... i bigliettini per le verifiche nascosti nei fazzoletti,  nel portapenne e nelle maniche delle felpe. Il profumo a quintali per nascondere l'odore del fumo di quelle sigarette proibite, i discorsi poco seri sui ragazzi, i desideri per il futuro... le verifiche fatte in due o tre, i brutti voti rimediati al pelo con un'interrogazione veloce.
Le ore di lezione passate a cazzeggiare, a messaggiare di nascosto, a leggere le barzellette, a fare le parole crociate. Il solletico fatto dalla vicina quando era ora di leggere il classe ad alta voce, le colazioni al bar fatte con cappuccino e brioche.

Sorrido e mentre scende una lacrima...ero io. Poi sono diventata seria e rigida...ma quella ragazza che si divertiva ero io...

Un abbraccio

sabato 5 ottobre 2013

Faby stai attenta!!

Provo a studiare, ma non ce la faccio.
Apro il quaderno,  leggo due frasi, poi mi alzo, faccio un giro per la casa, ritorno seduta a studiare, mi alzo per farmi in thè caldo, penso al cibo,  poi mi rimetto sul quaderno, non riesco a memorizzare le cose...faccio due passi con il cane, prendo una boccata d'aria fresca che profuma d'autunno... le foglie cambiano colore, le vigne si divertono a prendere gradazioni diverse di rosso e giallo...le nocciole perdono le foglie. Tra queste però spuntano delle piccole bacche rosse.
La mia testa non c'è,  non è propensa allo studio, e sono giorni che vado avanti così.
La prossima settimana a scuola sarà un incubo:
Lunedì interrogazione di economia
Martedi verifica di geometria sulla circonferenza e prima verifica di filosofia
Marcoledi interrogazione di italiano
Giovedi seconda parte della verifica di filosofia
Venerdi interrogazione di scienze sociali...

Davanti a tutte queste cose vado in tilt... meno male che la prossima settimana ho un incontro con il mio psichiatra, sicuramente saprà darmi qualche spunto sul quale riflettere.
Oggi è solo sabato, ho due giorni per prepararmi alla prima interrogazione. Ma non è quella a spaventarmi, è il tutto messo insieme che mi preoccupa. Mi sembra così tanto.
Non pensavo che ricominciare dopo un anno di zero studio fosse così difficile, , pensavo che le cose fossero più facili, che me la sarei cavata dignitosamente come una volta.
Non è così.
Devo accettarlo.
Forse ce la farò,  la scuola serve solo per prendere un diploma, un foglio di carta...non contano i voti, ma conta quello che una persona sa della vita, e conta come essa si comporta nella vita. La scuola è solo un angolino di questa vita.

giovedì 3 ottobre 2013

parole bagnate da acqua salata

Scrivo queste parole con le lacrime agli occhi...
Non sono lacrime di felicità,  non sono lacrime di soddisfazione,  e neanche di vittoria.  Sono gocce di acqua salata di arresa...mi arrendo.
Mi arrendo alla malattia, non nel senso che le darò retta e cadrò di nuovo nel suo abisso, ma cercherò di prendere peso.
Sono arrabbiata? Si.
Sono triste? Sì.
Come vi avevo già accennato, le scorse settimane ho avuto una caduta abbastanza notevole. Ora mi è stato chiesto di rialzarmi, " perché ti devi voler bene".
Ma io non mi voglio bene, non riesco ancora a volermene. E quindi mi arrendo, e lo farò per la mia famiglia, per chi ogni giorno mi ha sostenuta e mi sostiene,  per chi mi vuole bene e per quei miei pochi amici che posso contare sulle punta delle dita.
Ricomincerò a mangiare seguendo uno schema, come facevo una volta.
Mi sento in colpa per essere caduta, ma è stato un rifugiarsi da qualcosa più grande di me, forse la paura per la scuola e il futuro, la paura di non farcela a realizzarmi . Così ci sono ricaduta, così volevo di nuovo vedere le mie cosce allontanarsi sempre di più una dall'altra, leggere e sottili. Ho ritrovato la sensazione di sicurezza nei maglioni grandi, larghi, che in terza media mi stavano attillati.  Mi facevano sentire un pulcino al sicuro da tutto, chiusa nella mia corazza. Di nuovo ho allontanato le persone da me, di nuovo ho ristretto, di nuovo provavo quel vuoto nello stomaco dato dalla fame , che poi
piano piano si attenuava...
Ho riprovato le stesse sensazioni dello scorso anno, ma con la differenza di essere consapevole di cosa stava succedendo,  di cosa mi stavo facendo. Per questo mi sento in colpa verso voi e gli altri, perché sono caduta essendone cosciente,  ma incapace di fermare quel vortice.
Ho ricominciato a fare la brava,  a mangiare, come se prendere peso fosse la soluzione al problema. Ma non è così. Chi ci è stato e chi sta vivendo adesso questo malessere lo sa...
Ce la metterò tutta, promesso.
Mi arrendo ai miei malsani ideali, seguendone di migliori.
Scusatemi per lo sfogo, ma è un peso grande. Non vedevo l'ora di poter condividere queste cose con voi.
Vi abbraccio

martedì 1 ottobre 2013

Ciao!!! E' passata una settimana...lo so

Ciao a tutti...
Sono ritornata! Scusate l'assenza, ma non era prevista.
Mi sono lasciata travolgere da troppe cose, cadendo così in giornate infernali e faticose, senza mai fine...ma adesso va meglio.
È stata una settimana lunga, fatta di cose positive e negative.
Parto dalle più " belle": il mio psichiatra mi ha aumentato i farmaci per dormire, visto che il mio corpo non aveva voglia di fare la nanna, e adesso sembra che le cose vadano meglio, e forse riesco a riposare di più. Le guide per la patente stanno andando bene, ieri l' istruttore ha detto che sono migliorata, e meno male! Se no prima che prendo io la patente divento vecchia!

Ora passo alle cose più serie...
Come ho detto mi sono lasciata travolgere da troppe cose, o meglio ancora, troppo dalla scuola; sono ricaduta in paranoia, sono ossessionata dallo studio maniaco, di notte sogno l'esame orale che dovrò dare alla maturità,  non riesco a mettermi in testa che prima viene la salute mentale e fisica, e poi la scuola. Fatto sta che sono ricaduta, questa volta di molto...da quando è cominciata la scuola ho ricominciato a restringere, saltando anche lo spuntino alla mattina. Mi sono di nuovo fatta illudere da quella voce che mi diceva che ero brava solo se restringevo, se tenevo il controllo, visto che a scuola non riesco ad avere concentrazione e mi sento sempre un passo indietro alle altre ragazze.
Così dopo tante belle parole, sono ricaduta. La stanchezza ha segnato i miei giorni, anche perché a casa al pomeriggio non riuscivo più a studiare, causa gran mal di testa e stanchezza. Non avevo nemmeno la forza di mettermi qui a scrivere...ho continuato a leggervi ma non riuscivo a commentare. Sono stata attratta da quella voce,  e l'ho seguita, forse più che mai, guardando ogni giorno allo specchio se il mio fisico stava cambiando, se le mie cosce si allontanavano sempre di più una dall'altra, fino a quando sabato scorso sono crollata e ho dormito tutto il giorno, compresa la domenica.
Da ieri ho ricominciato a gran fatica a rispettare il mio schema, anche se l'obiettivo dell'olio che avevo raggiunto è stato cancellato e ora il mio obiettivo e mangiare qualcosa a scuola...

Domani ci sarò,  cercherò di scrivere in questo posto, che mi è mancato molto. Mi siete mancate tantissimo, e mi è mancato condividere le mie emozioni e vicissitudini con voi.

Ora vado a studiare filosofia: Spinoza, Locke,  Hume e newton....
Un abbraccio
Vi voglio bene

mercoledì 25 settembre 2013

la più grande responsabilità che possediamo

Ciao a tutti...
Vorrei essere in grado di esprimere un concetti,  ma non so se riuscirò a trovare le parole adatte per farmi comprendere. Comunque ci tento...
I soggetti affetti da dca hanno una grande attrazione per la magrezza; quei corpi esili, che sembrano quasi volare mentre camminano, che sembrano leggeri.... lo ammetto anche io che sono attratta da essi. Però , a parer mio, questi corpi ricordano in qualche modo l'esser bambino, essere piccolo, e quindi l'esser bisognoso di cure e attenzioni per non farci sentire invisibili, non presi in considerazione. È come se non volessimo che il nostro corpo cresca, che prenda le sembianze di un corpo adulto, che ciò comporterebbe dei mutamenti nel fisico stesso. Vorremmo trattenere il nostro corpo nella sfera dell'infanzia, dove nulla ci poteva far troppo male,  dove credevamo agli amori impossibili e alla vita bella senza problemi, senza nessuna responsabilità.  Dove ricevevamo coccole, attenzioni, affetto.
Ma soprattutto non avevamo responsabilità.
Forse è la paura delle grandi responsabilità che blocca la nostra crescita?  Forse vorremmo ancora credere negli amori eterni e nella vita senza ostacoli? Nella non realtà dove tutto è sotto controllo?
Beh, se è così,  e non volevamo prenderci grandi responsabilità,  in realtà ne abbiamo preso una davvero grande: quella di prendere il nostro corpo sotto controllo e avvicinarlo alla morte...giocare con esso a camminare sul filo del rasoio, se pur non coscienti di ciò. L'abbiamo condannato a sforzi e dolori, per arrivare alla perfezione non esistente... quindi , con tutte le nostre forze,  dovremmo riprendere in mano la nostra vita, e con la stessa volontà, decidere di crescere, di prendere responsabilità,  che poi forse saranno meno pericolose di quella che abbiamo preso quando abbiamo deciso di condannare a morte la nostra vita?
Non dico che siamo piccoli, anzi, abbiamo passato cose che ci hanno fatto crescere, che ci hanno fatto maturare, che ci hanno insegnato molte cose... abbiamo preso responsabilità si,  ma anche la vita è una responsabilità,  forse la più grande, e per quanto paura possiamo avere del futuro, di cosa succederà, vale la pena tentare...

Spero di non avervi annoiati e soprattutto che sia abbastanza chiaro il messaggio che volevo trasmettervi.
Coraggio
Un abbraccio
Pulce

martedì 24 settembre 2013

la magia dei bambini

Buongiorno ...
Ho una novità: ad ottobre incomincerò a fare una stage scolastico...
Ecco, io sono sempre stata contraria a questi stage, anche perché non mi interessavano per niente i campi che toccavano...però adesso la mia scuola offre anche la possibilità di andare negli asilo nido e nei micro nidi... e io ho optato alla grande per il micronido!
Mi piace questa idea,  forse perché i bambini così piccoli sono il ritratto della purezza, semplicità e verità.  Loro non mentono, loro non giudicano...donano solo amore e dolcezza, a volte sono dei terremoti si, ma in realtà hanno un cuore enorme, e emanano amore...
Amore, quello che io cerco da anni, quella fame d'amore che mi porta alla ricerca disperata di qualcosa per colmarlo, e in questo caso il mio problema con il cibo...
I bambini sono sinceri, sono teneri e danno amore. Sono dolci. Forse loro riusciranno a far sciogliere il mio cuore ormai gelato dall'assenza di calore?
Forse loro inconsapevolmente mi aiuteranno ad essere accettata per quello  che sono?
E poi, non vi nascondo, che giocare con dei bambini piccoli, essere immersa con loro, mi fa ritornare piccola, quel desiderio che ogni giorno mi accompagna,  anche se so che oramai sono adulta.
Sarà una nuova avventura

lunedì 23 settembre 2013

" non ho più tempo per te"

Non ho più tempo per farti guerra
Non voglio più sprecare tempo a inseguire le tue parole e le tue promesse che ancora adesso mi sussurri alle orecchie
Ho però tempo ad ascoltarti,  ti lascerò parlare
Voglio lasciarti parlare e sai il perché?
Perché io so che le tue parole sono fasulle, che ingannano e fanno male.
Ogni volta che sento la tua voce mi arrabbio e mi dico che non sono forte, perché se fossi forte ti avrei messa a tacere già in passato.
Ogni volta che ti sento, la mia mente si concentra solo su di te, e sul desiderio di non sentirti più.
Però ci sei, sei parte di me.
Scendiamo ad un compromesso: so che i tuoi segni rimarranno in me per sempre, però ti do solo un piccolissimo spazio nella mia vita, nella mia mente,  e il resto lo dono alla vita.
Lo so, come idea non ti piace,  vorresti essere tu la protagonista della mia vita, ma lo sei già stata per molto tempo. E ti ricordo che questa è la mia di vita.
Quindi dimmi quello che vuoi dirmi, ormai le tue parole le so a memoria, io ti lascio parlare,  però a voce bassa, quasi come se fossi solo una musica di sottofondo della mia vita, mentre io proseguo per la mia strada. E magari un giorno ti stuferai di parlare al vento?
Se succederà ben venga,  se invece resterai sempre in un angolino, beh, ho tanto spazio da riempire con mille altre cose...
Questa è per te Ana, mi riferisco proprio a te.

È un esperimento,  forse di nuovo un punto di partenza.  Per l'ennesima volta provo a staccarmi dalla malattia, perché sono stanca di questo schifo...
Ho provato tante volte a rialzarmi, e anche adesso ci riprovo, non ho nulla da perdere.
Cambiando argomento, oggi ho affrontato la mia prima interrogazione dopo un anno, ed è andata bene, un 8 e mezzo di storia dell'arte...
Subito la mia testa a dire "l'anno scorso i tuoi voti di arte non sono scesi sotto il nove più,  e adesso prendi otto e mezzo,  bel voto ma è poco.
Fa lo stesso, l'importante è che sia passata. Ero molto agitata, e mentre esponevo la lezione mi mancava il fiato dall'agitazione, penso di non aver respirato per tutto il tempo! Però alla fine è andata...
Vi abbraccio
Grazie di esserci <3
Appena riesco passo da tutte voi ★

sabato 21 settembre 2013

Quel vecchio articolo di giornale

Ciaoooo...
Grazie a tutti per i commenti di ieri,  ne farò tesoro e li porterò con me♥
pochi giorni fa su fb il mio ex allenatore di pallavolo e grande amico, ha pubblicato un articolo che aveva scritto e fatto stampare su un quotidiano più o meno cinque anni fa... aveva dedicato un articolo a noi ragazze della squadra, per ringraziarci una ad una per il bellissimo campionato che avevamo fatto, per le emozioni che gli avevamo trasmesso.... a un passo dal sogno della Joy Cup, partita finita 26 a 25 del quinto set... non me la dimenticherò mai quella partita e nemmeno quell'articolo.
Lo avevo appeso all' armadio della mia stanza, e ancora adesso, nonostante i vari cambi di mobili e armadi, rimane attaccato al suo posto.
Rileggendolo su fb, le lacrime sono uscite spontanee...la pallavolo, l'amore per quello sport, l'impegno che ruscivo a metterci, la mia abilità nel gioco, la mia valvola di sfogo. Tanti ricordi con le ragazze, risate, pianti, incazzature in campo e fuori, sudori...eravamo una grande squadra.
Poi quando la malattia ha iniziato ad attaccarmi più forte ho cominicato ad odiare quello sport...ero sempre stanca, non avevo voglia di allenarmi, scazzata durante gli allenamenti perchè avevo fame e sonno...e la scuola mi spremeva come un limone...
Però dall'anno scorso ho ricominciato a sentire la passione per la pallavolo scavare ed uscire dalle macerie dentro di me, dal mio cumulo di mattoni rotti. E adesso, consapevole che non riesco più a praticarla, per questioni fisiche e anche psicologiche. Adesso sì che mi rendo conto di quanto sia stata per me una cosa fondamentale nella vita, di come mi abbia insegnato a tirare fuori la grinta nella vita. Per come mi abbia fatt stare con le mie coetanee, anche quando avrei voluto nascondermi da tutto e tutti. Non potevo, io facevo parte di un gruppo, di una squadra.
Non so se mai ricomincerò a giocare di nuovo a pallavolo...forse tra mesi, o forse finita la scuola, o forse rimarrò passiva a guardare le partite e emozionarmi solo fino ad un certo punto.
Non so come andrà a fnire. So solo che adesso, non è ora di ricominciare, non sono capace a mangiare di più per sostenere degli allenamenti, sono già stanca fisicamente così...e so che prima o poi devo mettermi a fare qualche sport perchè devo ricominciare ad avere muscoli, percè il mio corpo zero sodo non mi piace, ma non so ancora quale via sceglierò...forse una tranquilla nuotata, o un pallone tra le mani.
un giorno deciderò. Ma non oggi.

venerdì 20 settembre 2013

oh ma che discorso O_o

Buongiorno!
Finalmente è venerdì,  ci aspetta il week end...non che io ami questi due giorni, perché la mia mente vaga in terre malsane più del solito,  ma per me significa niente scuola per due giorni...è così... non ho voglia di stare a scuola.
L'altro giorno sono arrivata a casa piangendo per il commento di una mia Professoressa. Cito testuali parole perché impresse nella mia mente...
" Miss Gallo, la trovo molto meglio, più energica, più carica, più in salute... ha finito il suo percorso a Torino? Sa, è stata veramente brava a riprendersi così in fretta, davvero brava. Adesso dovrà iniziare di nuovo a studiare,  ma stia tranquilla, per lei non è un problema,  rientrerà facilmente nell'ottica scolastica, anche perché è una studentessa molto diligente e che pretende molto, quindi sarà come una discesa, mi creda. Ha sempre preso voti alti e ne prenderà ancora,  perché lei è sempre stata precisa nello studio e ha sempre preso la scuola seriamente."....
O_o.
Ecco, quella che doveva essere un incoraggiamento credo, per me è stata una mazzata.
Mi sono ripresa? Va meglio ma non sono guarita.
Ho finito il mio percorso a Torino? No, anzi, mi sento abbandonata dai medici a me stessa.
Sono sempre stata diligente, ho sempre preso voti alti, sì è vero, ma lo studio era il mio rifugio ossessivo.  O nella mia testa c'era il cibo e la malattia,  o c'era lo studio...quindi più che un piacere per me lo studio era un modo per scappare dalla realtà e non avere rapporti sociali con i miei coetanei.
Sarà facile riprendere la routine scolastica, come no,  sto seriamente pensando di abbandonare la scuola. Ogni volta che sento le parole sinonimi di perfezione mi sento chiamata in causa e mi vengono le lacrime agli occhi. Non riesco a studiare perché non ho la testa, non so dov'è, forse forse dovrei andarla a ricercare, ma sfugge sempre al controllo...
E poi sono cambiata, basta aspettarsi il massimo da me. Non ce la posso fare a raggiungerlo,  non perché non voglio, ma proprio perché non ce la faccio psicologicamente. Ho mille altre cose per la testa, e la tesina, le interrogazioni,  le lezioni, i test, le verifiche, i voti, le medie, i bonus esame....tutto questo non fa che accrescere la mia ansia.
Mi lasciate in pace?
Scaldo il banco e faccio il possibile ma per favore la smettete di ricordare la Fabiana ottima a scuola, diligente con una delle medie più alte? A me importa uscire da quella scuola con un foglio in mano, che poi non userò neanche perché non intendo frequentare l'università.
Mi lasciate provare a vivere? Visto che le catene me le metto già da sola. Visto che già ho difficoltà a capire cosa vuol dire vivere....


Grazie prof.

giovedì 19 settembre 2013

Come reagisce il tuo corpo?

Ciao...
Oggi vorrei scrivere un post serio...
Quando si cade nella malattia, sottoforma di qualsiasi dca, non si ha bene in mente a cosa si va incontro. Certo, possiamo trarre informazioni da internet, dai libri, da riviste, su come i distrurbi alimentari siano problemi da non sottovalutare, e siano situazioni molto dolorose da passare. Sono malattie subdole, dove dietro a un corpo odiato e flagellato, si nascondono tante cose... a volte troppe-
Si cade così, velocemente, in un vortice senza fine. Sicuramente quando ci cadi, non ti aspetti tutti i danni fisici che la malattia porta con sè, anche perchè prevale l'idea di essere imortali e di cercare solo di raggiungere un 'immagine che possa farci amare dagli altri e da noi stessi...
I danni fisici di queste malattie sono molteplici, e ne ho già parlato in passato...
Vorrei solo rimarcare come ci si mette poco tempo a rovinarsi , e tanto tempo a rimettersi in sesto. Adesso parlo da punto di vista fisiologico.
Posso dire che adesso io mi trovo in una fase di stasi , e che il mio fisico si è un pochino ripreso, anche se non è ancora al top...ma nonostante ciò, ci sono ancora giorni in un il mio corpo da segni di stanchezza, diciamo che non funziona ancora bene.
Semplice esempio è la giornata di oggi: mi sono guardata allo specchio: occhi rossi e gonfi, occhiaie, stanchezza, mal di testa, sono pallida, trascino i piedi camminando, ho mal di schiena da non riuscire a stare seduta...i capelli cadono ancora nonostate mi sia tornato il ciclo, nonostante abbia preso un po' di peso rispetto ad un anno fa...e la mia pelle è ancora secca. La glicemia bassa, così come la pressione, costantemente sotto i piedi.
 Così diventa il mio corpo quando mi trovo in situazioni di  stress, questa è la sua reazione. Si accascia, stanco, desideroso di dormire ma bloccato dai pensieri che rimbombano nella mente. Chiede più cibo che io non sono capace a dargli...chiede aiuto, e solo io posso aiutarmi.
E quà iniziano tutti i problemi psicologici.

I DCA non sono un capriccio, non sono un'etichetta, non sono un modo per diventare " belli impossibili e perfetti", sono una malattia, un freddo lagher...sono una rovina.
Vorrei sottolineare questo.
I danni si portano dietro per anni.

mercoledì 18 settembre 2013

Emdr, e il pranzo fuori casa :)

Hola!
Spero che stiate tutti abbastanza bene...
L'altro ieri, sono andata dalla mia psicologa, e ho sperimentato questa nuova tecnica di lavoro psicologico chiamata Emdr, e come aveva detto -LookingforM- nel suo commento al post precedente,  funziona proprio così: la psicologa ha provocato in me degli stimoli con step di battiti sulle mie mani alternati, cercando di mandare imput al cervello.
È un lavoro legato molto ai ricordi e ai particolari legati ad essi.
Per ora abbiamo riportato a galla un "luogo sicuro", ovvero un ricordo positivo del passato, e in circa mezz'ora,  tra uno step e l altro,  ho cercato di ricostruire nella mia mente l'immagine del ricordo, le sensazioni che provavo, i rumori e i profumi che sentivo, ma soprattutto a cosa pensavo ( vi accenno che il ricordo da me scelto era legato ad un momento molto dolce passato con la mia nonna materna).
Ed ora aspetta un compitino a casa, mettere in pratica questo rifugio. Quindi quando vado in crisi, e mi faccio prendere dal panico e dall'ansia, cosa che succede più volte al giorno, dovrei chiudermi in un luogo per me tranquillo e riportare alla mente quel ricordo e rifugiarmi in esso, cercando di provare quelle sensazioni,  quel calore che mi faceva sentire da piccola sotto la protezione di qualcuno.
Per ora non posso dirvi troppo su questa modalità di terapia, ma posso dire che quelle stimolazioni hanno reso molto limpida l'immagine nella mia mente, mentre prima era offuscata e disturbata.

Invece ieri ho dovuto mangiare fuori casa perché mi dovevo fermare in città.  Avrei potuto portarmi il cibo pronto da casa ma non l'ho fatto, ho voluto evitare questa sicurezza troppo controllata.
Per facilitare le cose allora sono andata a mangiare al bar dove ho lavorato oer due estati. È andata piuttosto bene devo dire: ho mangiato un insalata di verde e pomodoro con un cucchiaino di olio e del mais, e cinque fette di bresaola... non ero in soggezione anche perché i proprietari e la cuoca, essendo miei amici, sono a conoscenza del mio dca, e quindi non hanno fatto commenti, se non che erano felici che avessi scelto di mangiare da loro... poi vi erano esposti i kinder happyhippo, quei dolcetti che mangiavo tanto da bambina, ma che da anni non trovavo più sul mercato. Alla fine R, la proprietaria me ne ha regalato uno, prima chiedendomi se poteva. E io pensando al fatto che era un gesto fatto con amore e amicizia, , perchè lei ha sempre cercato di farmi mangiare qualcosetta, di bere anche solo un succo di frutta, quando stavo per toccare il fondo, poche settimane prima del ricovero, sono riuscita a mangiarlo a merenda senza sensi di colpa.

Stay strong

martedì 17 settembre 2013

sorellone mie...

Buongiorno!
Domani vi aggiorno sulla mia nuova psicoterapia...
Oggi invece Vorrei dedicare questo post alle mie due sorellone, ormai grandi donne...
Vorrei che sappiano che nonostante ognuna di esse ha la loro vita, anche se non abitiamo così vicino ( e in un caso posso dire con l'oceano che ci divide), anche se ormai allo la loro vita fatta di lavoro, figli, momenti difficili e momenti piacevoli, ciò non potrà mai rovinare il legame profondo che ho con loro.
Anche se una dista geograficamente non so quanti chilometri, da molto tempo è fuori casa, è stata la prima ad andarsene a vivere per conto suo lasciando la famiglia, non toglie che il bene che le voglio sia diminuito, anzi, la distanza accresce quei sentimenti,  e permette di godere di più di quei rari momenti passati insieme.
Anche se l'altra mia sorella ormai sposata, ha due figli,  ha tanto lavoro, ci vediamo una o due volte a settimana, questo non cambia tutto ciò che abbiamo passato insieme, e il bene che provo per lei... anche se quando si è sposata, io ho pensato subito a rivoluzionare la stanza, prendendo il possesso su tutto, questo non voleva dire che ero felice che andasse a vivere per conto suo, ma semplicemente era una distrazione per non accettare per un breve lasso di tempo il fatto che ormai anche lei aveva lasciato casa.

Capisco quando loro sono state preoccupate per la mia salute, perché non riuscivano a capire cosa mi stava succedendo, cosa stava capitando davanti a me scontrosa e di mal umore. A volte non trovano le parole giuste da dirmi, e lo ammettono, ma solo il fatto che me lo dicano mi fa emozionare, perché è una dimostrazione d'affetto.
Vorrei dire loro che le voglio tantissimo bene, davvero molto. Che vedo una più come una mamma, e l'altra più come una sorella alternativa e artista...
Nonostante non viviamo più sotto lo stesso tetto, per me è come se ci fossero sempre, perché hanno preso una grande parte del mio cuore, è li è il loro spazio.

Vi voglio bene ♡

domenica 15 settembre 2013

EMDR

Piove...il cielo sta piangendo, chissà perchè?
Pallido, grigio, senza sole. Triste, un po' come la mia anima.
Il cielo mi tiene compagnia, riflette il mio stato d'animo attuale di oggi.
Tanti pensieri per la testa, fanno tanto rumore, sono quasi insopportabili.
Si accavallano l'uno con l'altro, sono uno contro l'altro...e poi quel pizzico di noia non aiuta per niente.
Domani vado dalla mia strizzacervelli e iniziamo una nuova terapia, l'EMDR.


"EMDR è l’acronimo per Eye Movement Desensitization and Reprocessing (Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari). È un metodo clinico innovativo che rientra nell’ambito delle terapie brevi. L’EMDR è una tecnica psicoterapeutica recentissima. Si è rivelata molto efficace nell’intervento delle sintomatologie che si sviluppano in seguito ad un’esperienza traumatica, o dopo traumi ripetutii. Viene usata fondamentalmente per accedere ai ricordi traumatici che sono alla base dei problemi attuali del paziente, per elaborare quei ricordi e portarli ad una risoluzione adattiva. Il presupposto teorico del trattamento con l’EMDR è che qualunque reazione disfunzionale attuale, è il risultato di una precedente esperienza, sebbene non necessariamente di un’esperienza infantile. Secondo l’EMDR, esiste un sistema innato di autoguarigione che agisce attraverso l’elaborazione di esperienze e ricordi disturbanti.
A causa di certe esperienze traumatiche, tale elaborazione a volte non avviene come dovrebbe e l’informazione resta “bloccata”, conservando le stesse emozioni, convinzioni e sensazioni fisiche esistenti al momento dell’esperienza originale. Con il tempo questo fattore si generalizza e provoca sintomi d’ansia, depressione e stress. Il metodo è così efficace proprio perchè la risoluzione del disturbo viene raggiunta attraverso la stimolazione dei naturali processi di autoguarigione del paziente. L’EMDR ha infatti, la capacità di favorire profondi cambiamenti terapeutici molto più rapidamente di quanto tradizionalmente si riteneva necessario, indipendentemente dal numero di anni trascorsi dall’evento traumatico.
La validità della terapia è confermata, rispetto a qualsiasi altro trattamento psicoterapeutico del trauma, da un notevole numero di ricerche controllate. È nata come terapia per il disturbo post-traumatico da stress, ma si è dimostrata molto efficace nel trattamento di numerose patologie psicologiche. In particolare i risultati terapeutici hanno dimostrato l’efficacia dell’EMDR in una vasta gamma di disordini psicologici:
arrowdisturbi d’ansia;
arrowfobie e disturbi di panico, che hanno ottenuto una rapida riduzione della paura e dei sintomi;
arrowsoggetti sofferenti per eccessivo dolore dovuto a perdite di persone care (lutto complicato);
arrowsintomatologia post-traumatica;
arrowvittime di aggressioni sessuali e\o fisiche;arrowbambini e adolescenti traumatizzati."

Ne avete già sentito parlare o l'avete provata??

sabato 14 settembre 2013

senza titolo 2

Buongiorno!
Innanzi tutto,  vorrei ringraziarvi per tutti i commenti dolci e grintosi che mi lasciate. Non riesco più a rispondere singolarmente,  e mi dispiace molto, ma sappiate che vi leggo tutte e i vostri commenti mi fanno sempre aprire il cuore...
Sapete, in questo periodo sono un po' presa...tra la scuola, gli argomenti da recuperare, le ripetizioni private di matematica, le guide...arrivo sempre ko con poco tempo per il resto. Ma questo spazio non lo abbandono.
Ed eccomi quà, seduta alla scrivania, con la tazza del mio caffè americano in mano, sommersa da libri e fogli pieni di numeri.
Nella mia stanza regna il caos totale; strano a dirsi ma vero... tutto l'ordine che impiego nelle altre cose, non rientra nella mia stanza. Alla fine non è un luogo in cui passo molto tempo. Troppi ricordi legata ad essa...ricordi legati alla malattia,  al mio studio ossessivo, alla mia immagine riflessa nello specchio, alle notti insonnie e ai pianti causati dal sintomo o da persone dalle quali mi sentivo tradita ed abbandonata.
Sono un po' infastidita...la mia concentrazione non è più delle migliori: perdo il filo durante le lezioni, mi dimentico in fretta delle frasi dei professori, mi ritrovo appunti senza un filo logico, sono sempre intontita e non riesco mai a fare tutto quello che riuscirei a fare benissimo...come dire, mi devo riabituare al solito tram tram della vita di una studentessa.
Mi abituerò, adesso sono più tranquilla rispetto ai primi due giorni di scuola.
Speriamo duri...
E poi ho una bella notizia: mia sorella sembra voglia cambiare la sua macchina,  comprandone una nuova, e cedermi la sua . Sono contenta all'idea di avere presto una macchina tutta mia...ok è vero, la patente devo ancora prenderla,  e con le guide penso di essere un po' negata, ma prima o poi la prenderò anche io sta cavolo di patente no? Non sarà una cosa impossibile.!
Vi abbraccio

venerdì 13 settembre 2013

cosa rispondere?


Quante volte in questi giorni ho ricevuto la domanda dai professori"come va?" ?.. tante. E io con un gran sorriso "bene grazie"...
Bugia.
Ma cosa potevo rispondere?
Sono più che carini i prof a chiedermi come sto, ma io non riesco a rispondere.
Rispondo bene, quando il realtà vorrei alzarmi da quel banco e scappare dalla classe,  non tornare più a scuola, tornare al lavoro.


Però che dire? " bene grazie"....

giovedì 12 settembre 2013

quando si dice ..."dare i numeri!"

40, il peso che non vorrei mai raggiungere perché mi spaventa
5 l'anno scolastico che sto affrontando
90 le calorie che i miei spuntini non devono superare
3 gli anni di pallavolo persi a causa della malattia
18 gli anni che non vorrei avere
19 i chili persi alla ricerca del mio ideale di perfezione
9 il voto che vorrei sempre prendere a scuola
6 anni vissuti nell'anoressia
14 il bmi che la mia mente malata vorrebbe raggiungere di nuovo
33 il peso minimo che ho raggiunto
13 gli anni che vorrei avere in questo momento
5 gli anni persi di vita sociale grazie alla malattia

Ma poi...
24 sono le ore in cui la mia mente cerca di chetare la malattia, pure la notte
6 i chili acquistati durante i due ricoveri
1 il cucchiaino di olio che ora riesco ad usare al giorno
1 un cibo speciale che mi permetto in una settimana,  dal dolce al salato
La forza di rialzarmi dopo le cadute...
La voglia nel credere che un giorno andrà meglio...
Seguire anche i consigli altrui...
Provare a vivere le emozioni...
Trovare persone fantastiche che mi sostengono e che mi stanno accanto...

Ecco le conquiste, in mezzo ai mille numeri che ossessionano la mia mente.
Ragazze, si può fare, si può stare meglio. <3

mercoledì 11 settembre 2013

giorno 2 di scuola...ahi

Ciao.
Il secondo giorno di scuola è andato...
Però c'è una cosa che non va in me; già ieri ero stressata dalla mia mania di perfezionismo. Già.
Di matematica ho constatato che nemmeno un santo può aiutarmi a recuperare tutto, anche perché,  lo ammetto, è una materia che non va a genio. Poi di arte...mi ha dato da fare una ricerca,  e nella consegna ha sottolineato quanto poi conta la presentazione che ne faremo...ecco quà cado di brutto. Tutto ieri e oggi che penso a come fare una ricerca e poi una spiegazione " perfetta", eccellente, unica e originale. Devo farla così. La mia testa pretende questo.
Ma se già al secondo giorno voglio di nuovo dare il massimo di me stessa, essere quella studentessa modello di un anno fa,  tutti i discorsi che ho fatto, tutto ciò che ho attraversato, non è servito a niente. Perché se seguo questo mio pensiero dove mi caccio?
Di nuovo nelle grinfie più profonde dell'anoressia. Adesso non sono sul fondo, ho fatto qualche passo in avanti, ma con questa scuola proprio non so come fare.
Perché mi obbligo a dare tutta me stessa per un cavolo di voto, una ricerca, una valutazione,  che poi nella vita non sarà così importante? Perché mi voglio sfinire con questa idea di perfezione?
La perfezione non esiste. L'ho constatato io stessa,  con il mio corpo,  con la mia mente, con le mie vicissitudini. E quindi?
Sono nel pallone.
Ho paura.
In più quando parlo in pubblico di nuovo inizio a balbettare un po'.
E per il cibo no comment, troppo troppo troppo....
Spero che per voi stia andando meglio <3

martedì 10 settembre 2013

Magari mi devo solo abituare...

Notte passata quasi tutta in bianco...
Ansia a mille, era per l'inizio della scuola sì.
Il mattino è arrivato, e come tutte le cose che aspetti, è stata una lunga ed eterna attesa. I minuti non volevano passare, i numeri sulla sveglia sembravano andare a rallentatore.

Suona la sveglia: mi sono alzata , lavata, vestita, truccata, riempita di braccialetti porta fortuna (manco dovevo partire per la guerra!) e poi sono andata a scuola... pietrificata in macchina senza voglia di scendere, ho dovuto fare tanti bei respiri profondi e sono scesa dalla macchina. Mamma mia quanto caos, tutti fuori dalla scuola. E io ovvio, non conoscevo nessuno...
Tolta questa fase di tilt totale, eccomi in classe...
Ho sistemato tutto con ordine sul mio banco; prima fila ovviamente.
La  mattinata è poi passata, tra un'ora e l'altra, tra un professore e l'altro. Era strano essere seduta al banco, avere carta e biro per prendere appunti. Da quanto non succedeva? da molto...
Iniziando scuola, mi sono già accorta che alla mattina, e durante la mattinata ho molta più fame... e non so come fare. Già mangio uno spuntino...come faccio? non posso permettermi di mangiare di più perchè già il mio corpo sta lievitando di suo, senza nessun particolare aiuto, quindi non mi sembra il caso.
Magari mi devo solo abituare, magari passera questa fame.
Magari mi abituo.
Alla fine una volta ero abituata.

Vi abbraccio forte

lunedì 9 settembre 2013

Guarda il positivo...e vai avanti

ciao!
Sabato sera sono partita per la montagna...che bello...
Devo ammettere che faceva freddo, ( beh per me la concezione di freddo è molto relativa perchè io lo patisco tantissimo), però sotto bel due piumoni e con addosso un pigiama felpato, sono riuscita a dormire fino alle dieci di mattina. Stranissimo, era da tanto ma tanto tempo che non succedeva di dormire così tanto, sarà l'effetto tranquillante che la montagna ha su di me?
Ieri è stata una bellissima giornata, tolto il fattore cibo, perchè è stato un disastro...
Però non voglio lasciare un post negativo, quindi vi aggiorno sulle cose positive.
Beh, mi sono rilassata. La mattina ha accompagnato un pallido sole, ma caldo. Sentivo il suo colore scaldare la mia pelle, e avevo i brividi... sdraiata su un parto verde, ancora umido, vicino al torrente. Quel suono quasi melodioso dell'acqua che scorreva tra una roccia e l'altra, per arrivare al suo mare, era favoloso.
In casa la stufa era accesa...io me ne stavo rannicchiata a prendere il suo calduccio... cosa avrei voluto di più da quella giornata?
Beh non avere i pensieri della malattia.
Ma ci sono stati, anche forti, e questo mi ha resa molto scontrosa nei confronti di mia madre..
Alla sera, rincasati, abbiamo festeggiato il mio babbo che compie gli anni proprio l'8 settembre...è stata una bellissima festa, tranquilla ma divertente. C'erano anche  i miei nipotini, erano loro a dare vivacità alla serata. 
A mio padre ho scritto una lettera, dove ho cercato di esprimere tutte le emozioni che provo nei suoi confronti, e per ringraziarlo di tutto ciò che ha fatto e fa per me, anche se in passato non lo volevo riconoscere...e poi gli ho regalato una federa per il cuscino con scritto " ti voglio tantooooo beneeeee"...


Vi lascio una foto di me e mio padre...e anche una di me in montagna, al parco giochi! sapete...avrei voluto essere un po' bambina.
Vi abbraccio

sabato 7 settembre 2013

un anno fa...

Un anno fa...
Valigie in mano e salgo al secondo piano dell'ospedale. Ad attendermi c'erano infermieri e hoss...
Mia madre e mio padre camminavano davanti a me, io ero terrorizzata. Ogni tango mia mamma rallentava e mi stringeva la mano,  accennando sul viso un sorriso tirato.
Era un venerdì quando mi ricoverarono. Era proprio il 7 settembre, il giorno prima del compleanno del mio papà.
Mi fecero tante domande,  svuotarono le valigie togliendo tutto ciò che avevo portato  e che potesse essere tagliente o pericoloso.
Il mio letto, il numero 12... dopo vari esami, i medici dissero ai miei genitori che potevano andare. Volevo scappare con loro, e non stare chiusa in un reparto piccolo, con poche stanze e solo un corridoio vuoto.
Mi ricordo mio padre che se ne andava con la testa abbassata e lo sguardo fisso per terra, e mia madre che ogni tanto si girava per mandarmi ancora qualche bacio con la mano.
Rimasi immobile, seduta sul mio letto per quasi un'ora...poi iniziarono a bombardarmi di visite e colloqui, psicologici, psichiatrici, dietologici, dietistici...
Quel giorno passò lentamente, senza sapere cosa mi sarebbe aspettato nelle giornate seguenti.
C'ero io, con la mia malattia,  i miei pensieri,  un libro e le parole crociate. Queste erano le uniche cose che avevo con me. Non avevo voglia di sorridere, non avevo voglia di parlare. Vagavo per i corridoi, per ammazzare il tempo, fino a quando gli infermieri mi dissero di smetterla perché così era come se bruciassi calorie.
Ma io manco ci pensavo a quello.
Pensavo alla grande mancanza e vuoto che provavo dentro.
Ed è già passato un anno...


Ps. Grazie mille per i vostri commenti,  siete tutte molto dolci e carine...grazie :)

giovedì 5 settembre 2013

un bel "sto bene"....


L'estate sta finendo...i giorni volano e tra poco ricomincerà la scuola. È un mio punto fisso e debole. Devo confessare che ho tanta paura di ricominciare la scuola.
Paura di non essere all'altezza di affrontare l'anno scolastico.
Paura di far tanta fatica a studiare e non arrivare alla sufficienza.
Paura di sbagliare.
Forse anche paura di ricominciare in una classe che non è più la mia. Persone nuove. E la paura di non essere accettata da loro, di essere presa in giro,  di essere reputata "timida e goffa", perché diciamocelo...io non sono una ragazza che attira i ragazzi. La mia timidezza e la mia non capacità di essere spontanea, mi rende una ragazza troppo difficile da abbordare. Ho paura di non riuscire ad entrare in relazione sociale con gli altri.
E quì cado. Costruendomi una maschera, e desiderando con tutta me stessa di essere un'altra persona...più sicura di me stessa, più carina, più adeguata, più spigliata...e quindi...più magra. Ecco il pensiero malsano. Magrezza uguale sicurezza. Anche se poi non è così, lo so perché l'ho già  provato su me stessa.
Mi costruisco una maschera.... fatta di trucchi, orecchini, braccialetti, finti sorrisi . Un bel "sto bene" stampato sul viso, , per nascondere tutto ciò che sta dietro a questa maschera...

mercoledì 4 settembre 2013

opera di ricostruzione

Rosso...
Rosso fuoco...
Rosso che brucia e che vive...
Avevo bisogno di sentirmi viva, di apparire viva... ed eccomi con i capelli rossi!
Cambiamento fatto si, non ben visto da tutti ma a me fa lo stesso. Infatti a mia madre non è piaciuto, ma a me si, e quindi dato che i capelli sono miei e sono io che devo portarli, non me ne faccio un problema.
Allora, ho la testa dura no? Bene. È ora che prendo le decisioni con la mia di testa, senza farmi influenzare.
Se prenderò una decisione, e poi sarà quella sbagliata, la accetterò , pur che sia stata presa da me stessa senza alcuna influenza esterna.
Devo vivere,  sentirmi libera di pensare e fare cose decido io. Ormai sono grande, ormai posso decidere io per me. Basta.
Ci sono stati più episodi della mia vita che mi hanno impedito di prendere il volo, di vivere, di realizzarmi. Ormai questi episodi appartengono al passato, non posso cambiarli. Ma posso far cambiare il mio futuro. Ci vorrà coraggio e forza di volontà,  ma devo iniziare a essere del tutto autonoma da ogni figura per me stata fondamentale fino ad ora.
Devo iniziare a camminare da sola, con le persone che mi vogliono bene vicino, ma senza dover sempre chiedere rassicurazioni a loro, e alla mia famiglia... è come se fino ad ora fossi andata avanti ad occhi chiusi, lasciando decidere agli altri,  e anoressia compresa,  cosa fare della mia vita. Adesso tocca a me, devo prendere i mano i fardelli della mia vita e provare a ricostruire qualcosa di decente che assomigli alla vita.
Magari sarà una vita un po' scheggiata, ancora con i segni delle battaglie e delle cadute, una vita che ha sfumature grigie.. forse, piano piano, arriverò almeno
a questo.