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lunedì 31 dicembre 2012

I miei propositi per il nuovo anno

Ciao a tutti !!
Allora, su consiglio di molte persone, ho deciso di stilare una lista di buoni propositi per il 2013, nuovo anno e quindi cambiamenti!
Di già che il 21 dicembre non è finito il mondo, è meglio farlo avvenire noi un grande cambiamento no? Almeno provarci....
Allora i miei propositi sono :
♥ aprirmi di più nella terapia di gruppo al day... adesso intervengo, ma alcune cose le psico devono tirarmele fuori con le tenaglie, e invece vorrei essere io a dire quando non sto bene, anche se non so dire il motivo, come hanno detto loro si troverà.
♥ cercare di prendere il diploma a scuola ...adesso sto facendo il progetto di sei mesi al day, ma sembra che con la mia buona volontà e la voglia di studiare, che per ora non c'è ancora, posso fare entrambe le cose e quindi uscire da quella scuola già quest'anno
♥ lavorare su me stessa per stare meglio, ma non solo con l ' alimentazione, ma anche con gli altri e con me stessa, quindi cercare di accettarmi il più possibile, senza continuare a farmi del male gratis
♥ riprendere la vita sociale, che in questi anni è andata a perdersi nel nulla
♥ accettare certe situazioni e limiti che io stessa so di avere
♥ acquisire peso per poi poter praticare sport
♥ sorridere alla vita, senza essere sempre ansiosa e nervosa per tutto
♥ riuscire a leggere o guardare un film senza pensare che a stare seduta non brucio calorie
♥ rinforzare la mia persona e far valere la mia dignità
Beh, come lista non è male !
Tosta, tantissimo per me,  ma un passo alla volta mi basta =)

domenica 30 dicembre 2012

cambiamenti!!

Nella mia testa frulla la voglia di cambiamento.... ma non un cambiamento qualsiasi, uno che riguarda la mia figura diciamo . Vorrei tagliarmi i capelli, ma non scalarli solo, dare un taglio netto, ma non ne ho il coraggio !
Insomma, sono da quattro anni che fatico per farmi crescere i capelli, e adesso vorrei cambiare un po', farmi un taglio tipo la cantante Emma, avete presente?
Solo che l'unica cosa che mi blocca è che poi a farli ricrescere sarà una morte e passerò fasi difficilissime, perché piano piano prima sembreranno una scodella riccia, poi una parrucca di un pagliaccio, poi un cespuglio largo e poi forse torneranno normali! Solo che i miei capelli ci mettono molto tempo a crescere mannaggia!
Però ho voglia di cambiare qualcosa della mia immagine ma cosa? Voi avete idee?
Vorrei una figura più grintosa, più combattiva, più forte diciamo ....
Oggi sono a casa dal day, e per quattro giorni non andrò di nuovo. Non ne sono molto entusiasta, perché già la scorsa settimana ho patito a stare cinque giorni  a casa, perché mi manca la tranquillità che provo al day e non a casa, perché gestire il pasto è più difficile, perché non posso parlare in gruppo con persone che mi capiscono, perché non posso fare psicoterapia, e perché non so come impegnare le mie giornate. In poche parole sento molto il bisogno di fare questo percorso... spero che andrà bene lo stesso .
Un abbraccio a tutti
Pulce

sabato 29 dicembre 2012

NO NO E NO

La prima cosa che ho fatto sta mattina è stata guardarmi allo specchio... ho osservato con ansia le mie forme fisiche. Cavolo, quando ero ricoverata navigavo in questo pigiama, e adesso mi sta già decentemente. Ne dovrei essere felice, ma la mia testa ha iniziato invece a insultarmi, a farmi sentire in colpa .
Sentivo la mia voce sussurrare con malvagità e calma" ti sei vista allo specchio? hai visto quanto sei ingrassata? se tocchi i fianchi puoi sentire qualcosa di morbido e non solo le ossa... ti ricordi quando andavi a dormire e controllavi se le tue ossa erano ancora sporgenti come la sera prima? come mai non lo fai più? perchè hai paura ecco perchè cara Faby. Ora le senti le costole sotto le dita, ma non più come una volta.


E adesso che ti è anche tornato il ciclo nonostante i 4 chili di sottopeso? è perchè hai messo su grasso, ecco perchè. Il tuo fisico si è rimesso in moto perchè hai mangiato cose grasse...e non trovare la scusa che te le hanno fatte mangiare i medici, a casa hai sempre seguito lo schema alimentare che ti hanno assegnato, quindi la colpa non è dei medici, è tua. Adesso non serve indossare abiti più larghi per nascondere il peso recuperato, lo hai preso e non ti piaci, ma non è la soluzione giusta, dovresti restringere lo sai..."

NO NO NO E NO. Adesso basta.
Ok è vero, non riesco ad accettarmi, ma non tornerò mai più indietro, ora conosco solo la strada che va avanti. E per quanto riguarda i vestiti larghi, beh, forse cara ana hai ragione, non è la soluzione giusta, la cosa giusta da fare e indossare gli abiti di sempre e accettare che stiano un po' aderenti, visto che prima ci navigavo un pochino diciamo... non ti permetto di farmi ritornare al punto di partenza; dopo tutti i sacrifici e gli sforzi che sto facendo per il mio percorso e per me stessa, non mi lascio condizionare da te, stupida malattia. Sei solo stupida, ecco che cosa sei, sono più forte io, io sono anche ragione, e tu sei solo una parte di me.
Non te ne vuoi ancora andare dai miei pensieri, mi fai sentire sempre in colpa e fai si che la mia immagine allo specchio mi disgusti, ma prima o poi non sarà più così. Non ti voglio più nella mia vita, hai già preso troppo di me.
Stupida.

venerdì 28 dicembre 2012

Voltare pagina

Tutte le mattine, prima di partire per Torino, apro il " libro delle risposte dell' anima " di Carol Bolt. È un libro molto curioso, su ogni pagina c'è scritta una frase o un aforisma tratto da libri religiosi e personaggi importanti e famosi, e in base alla pagina che apri, ti arriva una frase su cui riflettere, volendo ovviamente , se no basta dire " ma che bella frase", chiudere il libro e non pensarci più. Ma come si sa, io sono una che riflette e pensa molto, quindi non è il mio caso!
Comunque la frase di oggi era " è ora di voltare pagina".
Cavolo, me lo dice pure il libro. Dovrei tirare una riga sul passato, sulle situazioni che mi hanno fatta soffrire e cambiare, smettere di essere la solita di sempre, che devo ammettere che a volte la parte della vittima e fragile mi viene bene. Ma chi me lo fa fare?
Ho 18 anni, posso essere grande, posso prendere le decisioni da sola. Posso cambiare, a Torino le psico mi stanno dando dei punti su cui lavorare, ma non mi svelano la soluzione, perché se no sarebbe troppo facile ovvio, devo trovarle io, devo sperimentare, devo impormi di sforzarmi per stare meglio,
In poche parole devo scavare dentro, e sradicare tutte le mie idee errate e cambiarle . Detto così sembra molto facile, si tratta di una frase composta da otto parole, pochissime, ma al contrario, sradicare e cambiare il proprio modo di essere e di mostrarsi agli altri non è così semplice.

giovedì 27 dicembre 2012

Fin che si è in tempo

Ogni volta che io mi aspetto che cambi qualcosa, che quelle persone che io vorrei mi notassero lo facessero davvero, rimango delusa. La mia speranza viene distrutta da altre persone, da situazioni, e a volte anche solo da me stessa o meglio dalla malattia...
Chi mai si interesserebbe a una ragazza, etichettata come  anoressica, che per tutti vuol dire che non mangia o per capriccio o per attirare l'attenzione?
Non riescono a capire che la malattia è un problema per me , che io vorrei essere più presente possibile nella loro vita ,ma che loro dovrebbero anche venirmi leggermente incontro per aiutarmi a inserirmi. Non dico che devono fare passi da giganti verso di me, vorrei solo che fossero più disposti e pazienti con me . E con questo non voglio dire che vorrei usare la malattia come aiuto per interagire con gli altri, perché posso assicurarvi in prima persona che la malattia non aiuta a conquistare amici, aiuta solo a perderli per strada perché il cibo diventerà il migliore amico e migliore nemico allo stesso tempo, tutto il resto non avrà più importanza.
A tutte le persone, ragazze e ragazzi, i quali sono " fissati " con il cibo, calorie, magrezza, diete, vorrei solo dire con tutto il cuore di lasciare perdere queste fisse, perché basta un attimo e involontariamente si può cadere nel baratro dell' anoressia o della bulimia, malattie che portano anche alla morte. Ma senza osservare questo aspetto più estremo, più volte nei post ho sottolineato i lati negativi che un dca porta con sè. Quindi , per favore, fin che potete, tiratevi indietro da questa sfida con voi stessi e con il cibo, perché è una lotta che rovina la vita, e che porterà con sé le conseguenze per sempre.

mercoledì 26 dicembre 2012

Invisibile

Sapete qual'è uno dei mie difetti maggiori?
Illudermi che le persone cambino . Quante volte vengo delusa da alcune persone, che per un breve periodo mi fanno sentire importante, parte fondamentale della loro vita, io allora mi rendo disponibile per qualsiasi cosa, e poi, come per magia, quelle persone quando non hanno bisogno momentaneamente di me, o si offendono perché per una volta non sono riuscita ad accontentarle , mi cancellano dalla loro lista, non mi danno più nessuna attenzione, è mi fanno vedere come hanno trovato qualcuno migliore di me, perché parla di più, perché è più simpatica, perché mangia normale, perché è meglio di me...
E poi? Al momento del bisogno? Ecco che ritorno visibile per quelle persone, vengo di nuovo caricata di attenzioni, affetto, mi fanno sentire importante, e io ricado di nuovo nel loro giochetto, e mentre cerco di dimenticare quanto sono stata male mentre loro non mi prendevano più in considerazione, non mi guardavano più in faccia, non rispondevano più ai miei messaggi , non mi parlavano più come una volta.
E io, come una bambina, mi illudo che le cose siano cambiate, che ora non tornerò più invisibile per quelle persone . Illusioni sopra illusioni, alla continua ricerca di attenzioni, vado avanti per la mia strada .
Con affetto

lunedì 24 dicembre 2012

Vigilia di Natale!

Buona vigilia di Natale!
Che bello, dopo tanti anni sento l'atmosfera natalizia... era da un po' di anni che non succedeva, forse perché la gente più che pensare al Natale come festa, pensa al Natale come un'occasione per spendere soldi...consumismo diciamo.
Domani passerò una giornata tranquilla diciamo! Festeggierò il Natale con mia sorella e con i miei nipotini, quindi tranquilla non so fino a che punto! Ma sono contenta perché da quando mia sorella si è sposata ho passato tutti i pranzi natalizi da lei, invece adesso per un anno si festeggia nella mia casuccia, così anche io sono più tranquilla devo dire...
Intanto vorrei proporvi un' altra bella frase sulla quale riflettere :
" a volte il guerriero della luce si comporta come l'acqua, e fluisce fra gli ostacoli che incontra.
In certi momenti, resistere significa venire distrutto. Allora egli si adatta alle circostanze. Accetta, senza lagnarsi, che le pietre del cammino traccino la sua rotta attraverso le montagne.
In questo consiste la forza dell' acqua: non potrà mai essere spezzata da un martello, conferita da un coltello. La più potente spada del mondo non potrà mai lasciare alcuna cicatrice sulla sua superficie.
L'acqua di un fiume si adatta al cammino possibile, senza dimenticare il proprio obiettivo :il mare. Fragile alla sorgente, a poco a poco acquista la forza dagli altri fiumi che incontra.
E, a partire da un certo momento, il suo potere è totale. "
Non so, anche nel caso di questa frase, la sento mia , come se disegnasse una parte di me .
Quanto è vero che a volte, non resta altro che la possibilità di adattarsi alle circostanze, alle decisioni prese dagli altri al tuo posto, per cercare di andare avanti per la propria strada. Non sappiamo mai cosa ci riserva la vita, ma come l'acqua si adatta al suo corso, così noi dovremmo aver forza di adattarci a ciò che la vita ci mostra, che ci riserva, anche se molto spesso non sono cose gradevoli. Ma dobbiamo essere come una pianta che il vento riesce a piegare ,e mai a distruggere, dovremmo essere flessibili.
Parolone; essere così forti non è una passeggiata, ma non si può avere tutto subito, le cose più grandi e importanti bisogna sudarsele... Buone feste a tutti !!!! Con affetto Pulce

domenica 23 dicembre 2012

Sos festività

Si avvicinano le festività, e questo periodo, per le persone affette da dca è un momento complesso, difficile e anche spaventoso. E perché?
Perché si tratta di affrontare pranzi con famigliari, o al ristorante, o con amici... e quindi comporta stress emotivo, per diversi motivi.
Di solito, quando si consumano pasti con i parenti, in luogo casalingo, è facile ( in realtà neanche molto ) seguire il proprio schema alimentare perché ci si può affidare alla bilancia per pesare i vari alimenti, e rinunciare alle delizie che le altre persone consumano, e per quanto mi riguarda questo causa un po' di rabbia e tristezza per non essere in grado di consumare un pasto da festa. E poi ci sono le domande dei parenti del tipo " perché non mangi questo? È buono sai.? Assaggiane un po', non ti fa mica morire ". Già, non mi fa morire, ma se ho un disturbo alimentare, già affrontare questa situazione non è così semplice, qjuindi vorrei evitare queste domande, o certi scomodi commenti...
E poi c'è il pasto fuori casa, al ristorante per esempio. Quello a me manda in panico totale, perché ogni pietanza ha come ingrediente qualche alimento " proibito ", e poi non si conoscono condimenti, preparazioni, ecc... e poi c'è la paura di ingrassare di un chilo per una cena o pranzo consumato al ristorante....
E poi il Natale è la festa del panettone, del pandoro, dei dolci... e questo mi manda in crisi ancora di più.
Quindi se penso alle festività vado nel pallone , tilt totale.
E penso che buona parte delle ragazze malate di dca abbia questa problematica, noi del day hospital si, ma ci facciamo coraggio insieme! Per quanto mi riguarda, io ho già perso troppe volte la magia del Natale e delle festività a causa del sintomo... sono tre anni, praticamente quattro, che mi rovino quei momenti piacevoli con pensieri sul cibo ecc.... vorrei che questo Natale fosse diverso, vorrei viverlo davvero e non in terza persona perché la mia testa va in un altra dimensione, dimenticandosi della bellezza di passare un Natale in serenità... so che non posso desiderare cose troppo alte per me, non posso pormi come obiettivo quello di vivere questo Natale spensieramente, ma posso provare a pormi come obiettivo quello di cercare di rimanere nel presente, senza lasciarmi prendere dall' ansia di ciò che avrò nel piatto e di ciò che mi aspetterà il futuro.

sabato 22 dicembre 2012

Le due voci dentro di noi

" quando un guerriero subisce un' ingiustizia, generalmente cerca di restare da solo: per non mostrare il proprio dolore agli altri.
È un comportamento positivo e negativo nello stesso tempo.
Una cosa è lasciare che il cuore curi lentamente le proprie ferite. Un' altra è sprofondare nella meditazione tutto il giorno , per paura di sembrare debole.
In ciascuno di noi esistono un angelo e un demonio, e le loro voci sono molto simili. Dinanzi alle difficoltà , il demonio alimenta questa conversazione solitaria, cercando di mostrarci come siamo vulnerabili. L'angelo ci fa riflettere sui nostri atteggiamenti, e a volte ha bisogno di una bocca per manifestarsi.
Un guerriero sa equilibrare solitudine e dipendenza " . Paulo Coelho
Frase fantastica, strabiliante...buongiorno a tutti !!!


Ho tratto questa citazione da un libro che sto leggendo , Il guerriero della luce; già il titolo non è un caso, perché io sono alla ricerca di una luce, ma non una luce che arriva da sola, non esistono i miracoli, devo essere io a trovarla e a conquistarla.
Mi piace molto come frase, perché sostiene che in noi ci sono due voci, una maligna e una buona. Se penso alla malattia è proprio così, ci sono due voci talmente simili che alla fine si identificano con la mia di voce.
Quando sono in crisi, quando non sto bene, questa voce maligna a volte non vuole nemmeno farmi alzare dal letto, mi fa stare male, mi toglie tutta la vitalità e voglia di compiere azioni e attività, che se già sono basse, la voce le stronca in pieno. E poi c'è la voce buona, che cerca di farsi sentire, ma urla in silenzio dentro di me, un urlo che si strozza in gola.
È facile ascoltare la voce cattiva, perché ti rende passiva, ma invece bisogna reagire, alzarsi, svegliarsi da quell'incubo e cercare la luce.
Molto spesso, tendo proprio a chiudermi in me stessa perché ho paura, paura di cosa verrà, paura del male chiglia altri mi possono fare anche involontariamente. Ma non è il comportamento adeguato, bisogna avere il coraggio di fortificarsi è ribellarsi alla nostra voce maligna.
Questa frase può far riflettere tantissime persone, perché la ritengo come u a sorta di saggezza, penso che riuscire a equilibrare dipendenza e solitudine sia una cosa impegnativa e non da tutti... chi ci vuole provare? Anche solo a rifletterci?
Ogni riflessione sarà diversa dalle altre perché tutti noi siamo diversi, non c'c'è persona sulla terra uguale ad un' altra, e trovo che questa cosa sia meravigliosa ...

Un abbraccio forte
Pulce ♡ 

giovedì 20 dicembre 2012

Cambiamenti in day hospital

Domani per l'ultima volta vediamo la dietista, perché poi va in maternità. Noi ragazze del day le abbiamo fatto un regalino per il bimbo, una tutona che così copre dal freddo invernale.
Onestamente sono molto preoccupata per chi la sostituirà , perché io con lei mi trovavo molto bene, mi sentivo capita, anche quando per caso perdervi un po' di peso, lei non era lì pronta a bacchettarci, ma si preoccupava e ci teneva a noi ragazze, e ci stava vicino quando dovevamo superare alcune difficoltà.
E adesso,  visto le mie esperienze passate, sono intimorita dal fatto che arriverà una nuova dietista, ho paura di non essere compresa, di non essere ascoltata, di dover cambiare lo schema alimentare solo perché c'è questa nuova dottoressa. Insomma, non sono tranquilla, ho paura che arrivi qualcuno che non sappia molto fare il suo lavoro, come la dietista che mi seguiva in ambulatorio.
Chissà!!
Intanto passa Natale, magari Babbo Natale ci porta una brava dietista, lo spero tanto !!! Lo speriamo in tanti!
In questi giorni in day va abbastanza bene, ormai intervengo quotidianamente nelle terapie si gruppo, mi piace mettermi in gioco, e dare consigli alle altre ragazze. Lo sento proprio un gruppo legato, a differenza di quello che c'era quando sono entrata io, dove mi vedevo un po' di troppo, e dove regnava il silenzio. Invece noi , nei momenti liberi, parliamo, ci confrontiamo e a volte sparliamo anche !!! È una bella atmosfera, sicuramente grazie all' aiuto delle infermiere che ci tengono su di morale ....
Quindi voto della settimana è per ora 7! =)

mercoledì 19 dicembre 2012

Passi in avanti?

  Ciao a tutti...
Sapete, oggi in gruppo ho capito che ho fatto un ulteriore passo in avanti...
All' inizio del day hospital , tornata a casa, mi vantavo con i miei genitori se riuscìvo a variare leggermente la mia alimentazione, quasi come se dentro di me cercassi di compiacerli, come se lo facevo solo per farli contenti.... infondo il percorso prevede anche una ri alimentazione... e poi era quasi una giustificazione se per caso il mio peso saliva , come per scaricare la colpa sul day hospital e sulla dietista che mi aveva quasi obbligata a mangiare determinati alimenti...
Invece ora è diverso, variare è pur sempre difficile, ma non ho più bisogno di raccontare tutto ciò che mangio ai miei genitori, perché ora ho capito che lo faccio per me, e non per qualcun'altro. Non basta pensare di guarire per far felice le persone che mi vogliono bene, lo devo volere io in prima persona.
Questo percorso lo faccio per me stessa, per imparare a stare meglio, per capire quali cause mi hanno portato a scegliere la malattia come rifugio migliore, io che non sapevo nemmeno cosa fosse l'anoressia; sicuramente non sono andata a cercarla, sicuramente non gioisco al fatto di avere la testa piena di pensieri ossessivi. È arrivata come un tornado che mi ha risucchiata nel suo vortice potente, amaro e dolce allo stesso momento . Cattiva e illusionista come una strega, l'anoressia si prende gioco delle persone, e bisogna trovare prima o poi il modo per allentare la sua morsa.
Comunque sono felice dell' inclinazione del mio pensiero di questi giorni perché sembra cambiata, sono un po' di giorni che va meglio rispetto alla scorsa settimana ...
Un abbraccio forte a tutti

martedì 18 dicembre 2012

Sono importante anche io

Ciao...
Oggi al gruppo, le psico hanno insistito molto sul fatto che devo smettere di chiedere la conferma di ciò che faccio alle altre persone, perché il rischio è di avere un rimando negativo o magari diverso da quella che era la mia intenzione... devo ammettere che hanno ragione, io dipendo molto dagli altri, soprattutto da mia mamma...
Ogni cosa che faccio, devo sempre chiedere conferma a mia mamma, se sono indecisa le chiedo un consiglio, che poi diventa la mia decisione. Io tendo molto a parlare di mia mamma nei gruppi, di cosa mi dice, di cosa potrebbe pensare davanti a certi comportamenti. Ma come dicono le psico, ho una personalità, provo emozioni, e quindi più che a prendere le mie decisioni dagli altri devo prima fermarmi e poi pensare" Faby che cosa vorrebbe fare?".
Poi un mio difetto è fare alcune cose e azioni solo per soddisfare un' altra persona, è non per me stessa; mi sembra di essere importante per una persona solo se le faccio dei piaceri, se l'aiuto, se mi comporto in un certo modo piuttosto che un altro. E qui di nuovo scompare la mia individualità, il mio essere, quasi come se gli altri per me siano più importanti di me stessa... ed è così, questo è il mio pensiero. Prima vengono gli altri poi io.
Con questa modalità in passato mi sono fatta del male, quindi è ora di provare a cambiare le carte in tavola, è faticoso perché vuol dire cambiare un' abitudine, ma penso che ne vale la pena.
Obiettivo: essere più autonoma e prendermi cura di me stessa.
Si parte per il nuovo obiettivo.

una visita per far nascere dei sorrisi

Oggi al day hospital è stata una giornata molto particolare; siamo andati nel reparto dove ci sono i bambini che hanno avuto il trapianto di fegato per portargli i calendari che abbiamo fatto, insieme a altri piccoli regalini. È stata una cosa bellissima ed emozionante; non dimenticherò mai i sorrisi di quei bambini, pronti ad aspettarci nella loro stanza, quasi come se aspettavano l'arrivo di Babbo Natale. In quei sorrisi ho letto speranza, voglia di vivere, di guarire, ma dietro c'era un velo di tristezza. Avrei voluto abbracciarli forte forte uno a uno, avrei voluto giocare con loro, falrli ridere, fargli pensare a altro, e non al fatto che sono chiusi nelle mura di un ospedale.
Loro in cambio ci hanno dato una t-shirt dell' associazione trapianti di fegato. Sono molto sensibile, e in questa occasione la mia sensibilità è arrivata al suo apice, non sono mai stata così entusiasta di un' esperienza, e sono contenta di averla potuta fare, e raccontarvela, perché è davvero una cosa toccante .
Oggi è stato un giorno speciale .

lunedì 17 dicembre 2012

Sono io che devo cambiare

Se c'è una cosa che ho capito è che non devo aspettarmi cambiamenti dalle altre persone, sono io che devo cambiare...
Se c'è una situazione che mi fa stare male e la causa è anche di altre persone, non devo aspettare magicamente che quelle persone capiscano veramente che disagio provo, che bisogni ho, che attenzioni desidererei.... semplicemente devo spostare l'attenzione su altro, sono io che devo imparare a camminare da sola e a fare le cose da sola ... dovrei rinunciare alle idee che le altre persone prima o poi mi capiscano .
Sto facendo un percorso per cercare di conoscermi bene , per capire cosa mi crea malessere interiore. Ma devo diventare sempre più indipendente, capire che anche le mie idee sono valide, che anche io posso fare le cose senza farmi influenzare dagli altri.
Quella che deve cambiare sono io, punto e basta, gli altri non cambieranno perché loro stanno bene così. Sono io che ho dei problemi, da quello alimentare a quello di socializzare, e se voglio stare meglio devo scavare dentro di me, e tirare fuori quella forza per rimettermi in piedi, per affrontare la vita con i giusti strumenti, per vedere dei progetti e non solo della confusione riguardante al mio futuro.

domenica 16 dicembre 2012

Ti voglio bene nonna

Quando si avvicina il Natale, inizio a pensare più intensamente a mia nonna materna... questo perché lei è mancata proprio nei giorni vicino a questa festa.
Ero molto attaccata a lei, davvero tanto, quasi da sostituirla per un periodo alla mia figura materna. D'estate ero sempre a casa sua, insieme parlavamo, giocavamo a carte, giocavamo a bocce, cucinavamo , scherzavamo, ridevamo tantissimo.  E poi andavamo al mare insieme, lei mi aspettava a casa con il pranzo sempre pronto, e che pranzo!
Quando mi ha lasciata, in modo improvviso, il mondo mi è caduto addosso, avevo solo otto anni...
Mi manca tantissimo, ma mi nutro di foto e ricordi divertenti. Ogni tanto in passato la sognavo, potevo sentire la sua voce, potevo abbrhacciarla, per poi svegliarmi e accorgermi di abbracciare il cuscino.
Da piccola, quando mi addormentavo, occupavo solo una piccola parte del letto, perché mi immaginavo che mia nonna era lì, vicino a me, e il mio angioletto doveva dormire con me e farmi compagnia .
Mia nonna mi ha insegnato tante cose, nonostante fossi una bambina, piano piano sto ricordando eventi che avevo voluto rimuovere... una volta ero sicura di non avere ricordi con lei, invece ora mi accorgo che ne ho un mare.
Mi manca tanto , tantissimo, e penso che ricordarla in qualsiasi occasione sia una cosa meravigliosa e utile, perché vuol dire tenerla viva nei mie pensieri.


G
Ti voglio bene nonna

sabato 15 dicembre 2012

La fotografia

La fotografia permette di immortalare momenti della nostra vita, situazioni divertenti, piacevoli, uniche... spesso mi diverto a guardare le foto di quando ero piccolina... a chi non piace?
È bellissimo ripensare a quei momenti in cui si stava bene, dove i sorrisi erano veri. È vero che i bei momenti si ricordano e rimangono impressi nella mente, ma la fotografia aiuta a cogliere delle sfumature di quei momenti, delle cose magari rimosse, dei piccoli particolari.
Quando ero più piccola passavo interi pomeriggi a guardare il mio album di foto dei primi anni di vita, gli album dei miei genitori e delle mie sorelle, facendomi raccontare di che occasione si trattava, di chi era presente...
Una foto può far nascere emozioni profondissime in chi la osserva, porta a vecchi ricordi, e ricorda magari persone mancate alle quali eravamo molto attaccati. Ma a volte fanno sorridere come le foto con le amiche, con le compagne di scuola, di pallavolo...
La fotografia è anche un mezzo di comunicazione, non dimentichiamolo.
Secondo me vale la pena fotografare i bei momenti; se io guardo le mie foto, mi accorgo che dall'età di dieci anni non ce ne sono più, mi mancano delle parti di me, non ho foto dei compleanni, delle uscite con gli amici, e sinceramente adesso vorrei averle qui, da osser vare insieme alle alte.,
Consiglio quindi di fotografare ogni minima cosa, anche la natura, gli animali, i paesaggi, perché tutto provoca emozioni dentro di noi;e riconoscere le emozioni che proviamo dentro di noi, è una qualità da sviluppare perché può essere molto utile nella vita, e ci aiuta a conoscerci veramente... Buon sabato a tutti !!

venerdì 14 dicembre 2012

Come il primo giorno di scuola

Oggi sono andata a scuola, ed è andata bene!!!
Devo dire che ieri sera e sta mattina ero molto agitata, mi sentivo un po' come se fosse il mio primo giorno di scuola dell' anno scolastico, penso che tutti sappiano come ci si sente; infatti non ero preoccupata per le interrogazioni, ero più emozionata perché finalmente rivedevo le mie compagne e i miei prof, chi ci pensava più ai voti!
Mi ha portata mia mamma, e quando era ora di scendere da in macchina davanti all' entrata della scuola mi sentivo il cuore in gola, mi faceva sentire così strana essere davanti a quell'edificio che non vedevo e varcavo da mesi. Una forza mi faceva camminare in avanti, mentre un'altra sembrava quasi che volesse trattenermi e farmi tornare indietro, ero una nuova Faby, sono cambiata rispetto a settembre, sia fisicamente che a livello di socializzazione e reazioni.
È stata una bella mattinata, mi ha fatto così piacere sentire i richiami dei professori perché la classe non stava in silenzio, e sentire le mie compagne parlare. È stato bellissimo rivederle e sentirmi ancora appartenente al gruppo di classe, avrei voluto abbracciarle tutte quante una a una , ma non ci sono riuscita, non sapevo se loro gradivano.




Insomma...tutta quell'ansia che provavo per la scuola è svanita, sono soddisfatta di come ho passato la mattina, a scaldare il mio banco di scuola! E le interrogazioni di storia e francese sono andate bene, tutte e due otto e mezzo, ma il voto non conta, quello che conta è avercela fatta a superare quella difficoltà che tanto mi spaventava.
Buon pomeriggio a tutti!!! ♥ ;)

giovedì 13 dicembre 2012

cosi vanno le cose

Domani vado a scuola, questo è il mio chiodo fisso della giornata ; verrò interrogata di storia e francese, ma non è questo che mi preoccupa...
Sono molto contenta di tornare a scuola, anche se per un giorno solo, perché così vedo le mie compagne. Ma è tutto il contorto che mi fa stare male.
Pensare che le mie compagne hanno già fatto delle simulazioni delle prove d'esame che io mi sono persa, pensare a quanto sono indietro e a come non potrò o non riuscirò a recuperare le lezioni perse, pensare che dovrò gestire due cose insieme che mi creano tanto stress , pensare che dovrò farcela da sola.... tutto questo mi manda in tilt perché non mi sento di affrontare l'anno scolastico adesso, in questa situazione psicologica molto delicata e complessa.
È troppo un peso, già solo al pensiero mi prendono crampi allo stomaco.
Penso di non farcela. Penso di perdere l'anno scolastico, oggi vedo tutto nero...
In merito a domani sono molto agitata certo, soprattutto mi space saltare il day, perché ogni giorno è importante, perché questa malattia prima si cerca di scaricarla meglio è . E ho già perso parecchio tempo, perché non volevo riconoscere la malattia, o meglio bisogna parlare al plurale, non volevamo... e così tra sottovalutazione anche da parte di alcuni medici che mi seguivano, e che in questo momento provo tanta rabbia nei loro confronti, sono arrivata qui...
Sottovalutazione da parte dei medici, strano vero? Eppure è stato così...
Mi ricordo le visite dietistiche... la dietista vedeva che il peso scendeva, che non riuscivo a prendere inteigratori e maltodestrine, è la sua risposta di solito era "brava, continua così, il diario alimentare va bene"... scusa ? Io perdo peso e tu mi dici che va bene così? Non ti fai delle domande, magari che ho bisogno di un nuovo schema o di un aiuto diversi, come un colloquio psichiatrico in ambulatorio? Stesso discorso vale per il dietologo....
E la mia psicologa ? La sua reazione davanti alla notizia che sarei stata ricoverata è stata " e tu come l'hai presa? " . Già, non ti viene in mente che io per un anno e mezzo sono venuta da te per evitare di arrivare a questo punto. Tu hai sempre sottovalutato la mia situazione, il mio malessere. Io per te ero quella che non aveva bisogno di un aiuto in ambulatorio di tipo psicologico perché lo facevi già tu, io non ero un caso che sarebbe mai arrivato al ricovero, io non avevo bisogno di medicine.... e invece ? Sono andata incontro a tutte queste cose per necessità. E le balle che mi hai raccontato psicologa cara? Che il day hospital non era altro che flebo e sacche.... e invece? Vengo a scoprire che è un posto dove non esistono flebo, al massimo integratori, ma che si cerca il più possibile di alimentarsi tramite il cibo .
E io che devo dire?
Che sono stata fregata?
È stato così, ma ormai si volta pagina, basta pensare al passato, c'è il futuro che mi attende .

mercoledì 12 dicembre 2012

Le maschere

... Faby si specchia il viso ...
Lip gloss a posto, fondotinta ok, blush ancora una passata per coprire del tutto il pallore, trucco degli occhi viola, a posto pure lui.... i capelli sistemati in una coda quasi perfetta, il fiore bianco è sgargiante nella chioma di ricci ...gli orecchini pendenti rosa shocking sono abbinati allo smalto rosa evidenziatore.
Faby si mette il cappello grigio in testa, tira fuori il ciuffo riccio, si osserva ancora attentamente allo specchio, fa un sorriso tirato , ed esce dal bagno del reparto pronta a scendere in città . La maschera è fatta, ora Faby non è la vera Faby...
Faby cammina per la strada cercando di mostrare sicurezza, ma non è così, è l'incarnazione dell' insicurezza e della sensibilità troppo accentuata. Nonostante ciò cammina per strada con un passo veloce e sicuro, come se conoscesse e non temesse nulla di ciò che la circonda... si ripete nella testa la frase che una sua amica ha tatuato sulla spalla..." smile for win", sorridi per vincere. Vincere che cosa in questo caso? Una buona apparenza ? Non lo so.
Faby si specchia in ogni vetrina, deve presentarsi bene al mondo esterno.
Dopo sale sul pullman , ancora uno sforzo per portare la maschera ... non vede l'ora di essere a casa, al calduccio impalata davanti all' albero di Natale che lei stessa ha montato e addobbato tutto da sola. Si toglierà questa maschera, e si metterà quella da " casa ". Niente trucco, tuta grande e larga, il sorriso si spegne e si chiude nel silenzio.
Poi indossa altre maschere Faby, dipende dalle giornate e dalle situazioni che deve affrontare...
Faby per ora indossa solo maschere, deve ancora scoprire come è veramente .

martedì 11 dicembre 2012

La Scuola

Ciao a tutti quanti....
Oggi trattiamo un argomento forse un po' scontato, ma oggi non faccio altro che pensare a quello : la scuola.
Come ho già detto in diversi post precedenti, sono in perenne indecisione tra fare il percorso di day hospital di sei mesi e quindi perdere l'anno scolastico( che è l'ultimo), oppure fare tre mesi di day hospital e poi tornare a scuola per fare così la maturità quest'anno...
E intorno a questo dubbio girano mille dubbi e mille frasi:

  • la salute viene prima di tutto; quindi se io ascoltassi questa frase compierei il percorso di sei mesi e alla scuola non ci penserei più per un po'
  • quest'anno scolastico per me è l'ultimo; sono già con un piede fuori dalla scuola che non mi piace,  ho capito di aver scelto la scuola sbagliata per me, ma era troppo tardi per cambiare... quindi se faccio sei mesi, vorrebbe dire avere ancora il peso della scuola non voluta per un anno in più
  • rinunciare a avere voti alti; i medici del day me lo hanno detto in tutte le lingue del mondo, non devo più puntare a voti alti perchè non potrei raggiungerli in questa situazione... infatti io ho già un programma ridotto e questo fa intendere tutto... e anche alla maturità mi hanno detto di non puntare a votoni, ma solo a prendere il diploma e basta, opinione sostenuta anche dai professori, e in realtà sostenuta anche da me. Solo che poi nella mia testa inizia a frullare l'idea che per questi ultimi due anni ho fatto tanta fatica e sacrifici per prendere voti alti a scuola per avere una media utile per uscire con un bel voto alla maturità e poi? mi rovino tutto con un anno...
  • ho paura di non sfruttare a pieno la possibilità del day; allora , il percorso del day di consueto è di sei mesi...tre solo per me perchè vado a scuola... in sei mesi si può lavorare molto per guarire, in tre mesi si lavora la metà. La mia paura è di arrivare ai tre mesi e non aver risolto molto, ma solo un pochino, e quindi tra stress scolastico e alimentare tornare nel tunnel, questo perchè tutte e due le cose, se sono così intense, non sono in grado di gestirle
  • ho paura di non riuscire a scuola; se faccio i tre mesi di day, poi torno a scuola e mi accorgo che non riesco ad affrontare l'anno scolastico che faccio? ho buttato via tre mesi di day per fare una cosa che poi non porto a termine...
Ok, adesso mi sono sfogata...
Quanti pensieri, non so dove sbattere la testa a volte... 
Devo prendere una decisione, sono io che la devo prendere, punto e basta.... ma ora non ho ancora deciso. 
Vi lascio un po' in sospeso allora ...;-)

Bacioni

lunedì 10 dicembre 2012

Domani andrà meglio

Ciao a tutti...
Oggi non sto bene.
Ho un peso dentro, ma oggi in day , con la mia psico , non siamo riuscite a capire che cosa c'è che non vuole uscire, cosa ho dentro che oggi mi fa stare male, e così adesso mi sento pesante. Ho la testa piena di pensieri, ma dentro mi sento vuota. Pesante e vuota allo stesso momento, strano vero?
Ma mi era già capitato due settimane fa, ma ero vuota perché mi ero sfogata, avere tirato fuori cose nascoste da un Po' di anni, e invece ora sono ancora piena, e non so come svuotarmi.
Ho capito che c'è tanta ansia per la scuola , ma non c'è solo quello. Ma che cosa?
Oggi non ne posso più, non mi sento nemmeno in me stessa, come se non fossi lucida.
Cosa mi succede?
Non lo so, non so dove andare, mi ritrovo a camminare per le vie di Torino aspettando il pullman. Fa freddo, ora sono seduta su una panchina. Il tempo sembra trascorrere a rallentatore, la lancetta dei secondi non vuole andare avanti.
Attorno a me ci sono mille persone, passano tutte velocemente, che caos che creano. Ma io sono impassibile, non mi danno noia, io sono da un' altra parte, non sono in me stessa, ho perso la strada, sono persa.
Vorrei chiamare qualcuno è urlare al telefono quanto sto male, ma non riesco ad esprimerlo a parole, quando è il momento di urlare, il grido si soffoca dentro di me , va giù nello stomaco, è pesante.
Domani andrà meglio, continuo a ripetermi questo...domani è un altro giorno e non tutti i giorni sono uguali, domani andrà meglio.

domenica 9 dicembre 2012

Festa a sorpresa!

Ciao a tutti!!
e buona domenica... ieri era il giorno giusto per fare l'albero di Natale e il Presepe... io invece l'ho fatto oggi, tanto per essere diversa!
Ho finito adesso, e devo dire che sono super soddisfatta del mio albero di Natale, questo è il secondo anno che ce l'ho, prima in casa mia non era consuetudine festeggiare il Natale anche con l'albero, ma io l'anno scorso mi sono opposta talmente che mi hanno regalato un albero alto 2m e 10 cm!!! fantastico....
E ieri sera invece, bella sorpresa mi hanno fatto i miei genitori... festa a sorpresa per i miei 18 anni!
mi hanno portata in pizzeria per una serata normalissima, e mi sono trovata davanti a un tavolo accerchiato da tutti i miei parenti... dalle mie labbra non sono uscite parole, sono rimasta di pietra; era così bello vederli tutti attorno al tavolo, seduti uno vicino all'altro, aspettando il mio arrivo...ero io la festeggiata! aspettavano me, quindi ero importante quella sera...
 Sono stata così contenta ed emozionata per tutta la festa, perchè è rarissimo avere tutti i miei parenti vicino a me in una sola serata, allora passavo uno a uno per parlargli, perchè avrei voluto parlare con tutti per tutto il tempo.
E poi, al momento della torta, il mio piccolo nipote Filippo mi ha cantato gli auguri più di una volta, tutta la canzone da solo, alla sua mimmi... mi venivano le lacrime agli occhi, mi faceva così tenerezza, anche lui era lì per festeggiare il mio compleanno... e Alessio, invece, è stato così bravo, era un amore vederlo seduto al tavolo che faceva un po' il pagliaccio.
Vedere tutte le facce dei miei parenti sorridenti mi ha fatto così bene, perchè stavano passando una bella serata, e anche io stavo passando una fantastica serata, infatti il tempo è volato, avrei voluto fosse durato ancora un po', quella situazione unica e indimenticabile.
La sorpresa è stata preparata da mia mamma e da mio papà, anche loro sono stati molto contenti, ed è ancora tutto oggi che sto continuando a ringraziarli per questo secondo regalo.
Ieri sera è stata una serata fantastica. Non la dimenticherò mai.




sabato 8 dicembre 2012

Imparare a dire di no


In molte occasioni , mi sono resa conto di essermi ritrovata a compiere determinate azioni anche se io non ne avrei avuto voglia... e questo perché?
Perché non sono capace di dire di no, per paura di ferire la persona che ho davanti e le persone a cui tengo enormemente, e quindi anche controvoglia mi ritrovo in situazioni che mi fanno stare male e mi provocano a volte anche rabbia e imbarazzo...
Bisogna sapere dire di no nella vita, bisogna avere il coraggio di esporre le proprie idee, dire la propria parola. Invece io quante volte mi sono ritrovata a dire di sì ad una persona, e mentre dentro sentirmi un carico enorme in più, che si accumula a quelli già presenti. L'ho fatto per troppe volte, e ne ho portato e ne sto portando le conseguenze... oggi sono stata definita "persona fragile in cerca di sicurezza e che non sa prendere le proprie scelte". Forse è così, non sono capace a prendere da sola delle decisioni che riguardano anche me, preferirei che siano gli altri a decidere per me in modo da togliermi di dosso la paura di fare la scelta sbagliata ... ma no. Devo crescere, e soprattutto devo imparare a dire di no, a non essere sempre a disposizione di tutti dimenticadomi di me stessa e delle mie priorità.
Cosa non facile, cosa non fatta, ma se voglio prendere in mano la mia vita, forse è meglio che inizio a prendere delle decisioni per me stessa nei miei confronti ... nessuno ci può far sentire inferiore senza il nostro consenso, questa frase è bellissima e tratta dal film " la ricerca della felicità". È un film impegnativo, drammatico ma che fa riflettere molto sul vero significato della vita e della felicità, e insegna come è possibile superare gli ostacoli che la vita ci mette davanti.
Bacioni a tutti

venerdì 7 dicembre 2012

Pro e contro

Un po' di tempo fa, ancora prima del ricovero, più volte mi era stato richiesto da parte di medici e anche da mia madre, di stilare una lista dei lati positivi e di  quelli negativi del fatto di vivere con la malattia ... se ora riprendo in mano quella lista e la leggo mi vengono i brividi, quasi come se non fossi stata io in passato a scrivere quelle cose su un pezzo di carta, sono cose molto futili e che ora la mia testa, essendo più lucida le vede in maniera diversa.
Vi ricopio la lista:
Pro: sapere di avere le gambe piccole quando mi confrontavo con il fisico delle altre ragazze, non potermi lamentare di non essere capace a tenermi nel mangiare, riuscire in qualcosa in cui molte persone non riescono, e a volte essere anche la migliore, sapere di avere le gambe piccole perché nelle taglie 38 ci navigo, avere maggiore sicurezza a scuola e nelle altre situazioni sociali perché so di essere magra, sentirmi all' altezza di certe situazioni e compiti perché la mia , magrezza sottolinea la mia capacità di controllo, sentire di avere appunto tutto sotto il proprio controllo, avere indipendenza sul piano alimentare, avere le attenzioni di chi mi vuole bene...
Contro: essere sempee stanca , non riuscire bene nell' attività fisica , aver rovinato l' armonia della famiglia, non godermi le feste di compleanno e quelle religiose, aver rovinato le amicizie, non avere più il ciclo, avere sempre mal di schiena e percepire sempre tanto freddo.
Ecco la mia lista passata, non ne vado molto fiera, ma è testimonianza di come la malattia riesce a prendere il sopravvento sulla vita e sui ragionamenti di chi ne soffre...
Ora però vorrei fare una nuova lista, i motivi per cui guarire:
Ritornare a sorride, godermi i momenti di festa, ritornare a praticare uno sport, andare a camminare in montagna senza fare troppo sforzo fisico, ritrovare l'energia per andare a scuola e la forza per affrontare la vita con i suoi ostacoli, riuscire ad uscire di nuovo con gli amici, ritornare ad avere un rapporto quasi normale con il cibo e con il mio aspetto fisico, uscire il più possibile dal circolo vizioso della malattia cercando di eliminare almeno in parte alcuni pensieri ossessivi, ritornare ad essere presente per i miei amici e famigliari, ritornare ad avere il ciclo e smettere di avere perennemente il mal di schiena e mal di testa, quest'ultimo a causa dei valori del sangue sballati, ritornare ad avere dei bei capelli lucidi, imparare a volermi bene e accettare di provare a stare meglio .
Questa lista mi piace di più, la sento più mia, mi rispecchia in questo periodo... e mi sembra migliore di quella della scorsa estate !
Ciao ciao ♡

Auguri sorellone

Ciao a tutti!
Oggi è il compleanno delle mie due sorelle gemelle... forse pochi tra voi sapevano che avevo due sorelle gemelle, ma proprio uguali... beh ora lo sapete anche voi!!
Hanno quattordici anni in più di me, tanto vero? Ma abbiamo comunque un bellissimo rapporto, anche se ovvio che loro hanno la loro vita oramai.
Quando sono nata loro erano già grandi ormai, ma mi hanno voluto tantissimo bene fin dall' inizio, anche se avevo portato via una parte della loro mamma. Sono un po' cresciuta con tre mamme, ma i ricordi che ho con loro sono davvero belli e divertenti. Mi sopportavano anche quando dovevano studiare e si davano i turni per prendersi cura di me, tenerissime.
Sono quindi cresciuta come la piccola di casa, e poi più avanti sono cresciuta quasi come figlia unica ....fino a quando non è nato il mio nipote Filippo , che ha preso il mio posto di piccolo di famiglia.
Quindi anche qui ne approfitto per fare tantissimi auguri alle mie sorellone!!!
Oggi è finita un' altra settimana di day hospital, forse è stata un Po' meno intensa di quella precedente a livello emotivo, ma anche perché per tre giorni invece di freddo terapia di gruppo abbiamo fatto attività di gruppo ... ora pausa di due giorni e poi si torna alla solita routine, e venerdì prossimo andrò pure a scuola, tasto dolente, che ansia !!
Buona serata a tutti

giovedì 6 dicembre 2012

Lo Specchio

Odio gli specchi.
Per una persona che non ha problemi alimentari, guardare la propria immagine allo specchio non è un grande dramma.... invece per me lo è.
Quando passo davanti a uno specchio, ad una vetrina, o a qualsiasi altra cosa che possa riflettere la mia immagine, i miei occhi cadono subito sulle mie coscie, e inizio a vederle sempre troppo grandi, storte, non belle , e i pantaloni mi fasciano troppo , non mi riconosco così in carne... mi vedo in carne e sono sottopeso, curiosa vero la cosa.? È normale, è la dispercezione corporea tipica di chi soffre di dca...
Nella mia "luna di miele" con l 'anoressia, non facevo altro che confrontare le mie coscie con quelle delle altre ragazze che mi stavano intorno: le loro erano sempre o più piccole, o più dritte, o più graziose, mentre le mie nonostante i vari sforzi, erano sempre uguali... Adesso purtroppo questo aspetto della malattia persiste ancora, in maniera minore perché i confronti tra il mio fisico e quello altrui li faccio solo più nelle giornate di crisi acuta, ma lo specchio continua ad ingannarmi... in realtà io vorrei rimanere così come sono adesso, ma perché non riesco a vedermi sottopeso, io mi vedo giusta, quindi che bisogno c'è di aumentare ancora .?Questa visione distorta nella realtà , purtroppo si manifesta anche nei confronti del piatto che mi trovo davanti; ci sono dei giorni che vedo la mia porzione di cibo enorme, troppo grande, e quindi inizio subito a pensare che c'è qualche errore nella pesatura... e invece il piatto è uguale a tutte le altre volte, è la mia testa che mi vuole ingannare... È tutto un circolo vizioso, ogni manifestazione del sintomo fa parte di questo circolo, che mi ha stufata davvero molto e che vorrei, prima o poi, non dico eliminare, ma attenuare... I medici dicono che questi pensieri e atteggiamenti tipici del sintomo, sono quelli che ci mettono più tempo ad attenuarsi, prima ci sono mille altre fasi, la prima è il recupero del peso, perché quando si raggiunge un peso accettabile, la testa incomincia a ragionare in modo più giusto e razionale, e poi il cammino varia da persona a persona, ci sono mille percorsi diversi, non c'è mai una situazione uguale ad un' altra...

mercoledì 5 dicembre 2012

Il voler uscire dalla malattia

Durante il mio percorso ho conosciuto ragazze , affette da dca, che esplicitamente ammettono di voler vivere con la loro malattia fino a quando possono....
A me fa senso sentire queste cose, forse perché hanno ideali del tutto diversi dai miei. Ma come può una ragazza di 18 anni dire di non voler guarire? Io non lo so. Sarà perché io ho tanta voglia di uscirne e di ricominciare a vivere la vita, che sentire dire queste cose mi fanno male...
Perché l' anoressia non è uno stile di vita , è una galera. Per uscirne bisogna accettare di affrontare faccia a faccia le proprie paure , mettersi in gioco, far crollare convinzioni , a volte fare uscire cose che dentro bruciano come il fuoco.
Ammetto che anche io, prima del ricovero, dicevo che ne volevo uscire ma non era così. Io stavo "apparentemente tranquilla" nella mia malattia, stavo male dentro ma a tutti dicevo che stavo meglio. In realtà non volevo scappare dalla ragnatela del sintomo perché avevo paura, oramai ero fatta solo più di lei , e non la controllavo più.
Ieri ho incontrato un infermiere del ricovero e abbiamo scambiato due parole, lui era molto carino con me in reparto, quando mi vedeva triste veniva a parlarmi per chiedermi cosa non andava, o se sentivo la mancanza di casa ... alla fine ieri mi ha chiesto se ero ancora arrabbiata con loro , cioè con gli infermieri del ricovero, io gli ho risposto la verità: no. E lui mi ha detto di essere sincera che era normale che ero arrabbiata con loro, ma io ho ribadito che non sono mai stata arrabbiata con loro, anzi che dovevo ringraziarli perché mi hanno aiutata a farmi arrivare fino quà . L'infermiere con gli occhi lucidi mi ha salutata e ha preso l' ascensore... mi ha fatto emozionare questa scena .
Quando ero entrata al ricovero ero arrivata a perdere chili in una sola settimana, ero sul filo del rasoio. Ma grazie allo staff del ricovero, ho capito che mi merito una vita migliore di quelle fatte di case di cura e comunità , seguite da più ricoveril facendo finta di voler uscire dalla malattia , quando in realtà non la si vuole abbandonare .
Io sono decisa a combatterla, punto è basta .
Vi voglio bene ♡

martedì 4 dicembre 2012

18 anni !

Oggi é il mio compleanno, 18 anni! È una tappa molto importante! Al day hospital abbiamo festeggiato e ho passato una giornata bellissima con le ragazze, perché erano veramente vicino a me a festeggiare, e non solo per finta ! adesso non vedo l'ora ditornre a casa, Ma prima io e mio padre andiamo a fare un giro in qualche ipermercato insieme quando mi viene a prendere alpullman, così passiamo un po' di tempo io e lui . Finalmente le dottoresse hanno interpretato il mio sogno, ci abbiamo messo un' ora è mezza per elaborarlo! Praticamente siamo arrivate alla conclusione che il fatto che io volavo sempre più in alto, e ogni volta che salivo sulla cima successiva trovavo soddisfazione, vuol dire che io mi pongo sempre obiettivi più alti delle mie possibilità, e soprattutto mi prendo troppi compiti da svolgere , e poi alla fine cado giù dalla montagna e quindi non riesco a fare tutto ciò che mi sono prefissata e quindi il fiume con le rocce sta a sottolineare il malessere... e io cado così nel malessere. Secondo loro il mio sbaglio è di scaricarmi di troppi impegni fino a crollare prima psicologicamente e poi fisicamente... questo è vero, io da me ho sempre preteso il massimo in tutto , ma alla fine anche quando otteneva buoni risultati non mi soddisfacevano mai , perché avrei potuto fare di più. È tutto come un circolo vizioso anche questo. Pretendere troppo fino a stare male per non pensare ai veri problemi. E invece abbiamo dei limiti , dobbiamo riconoscerli, e prevenire le cadute nei fiumi, che per me significa anche perdere il controllo , perché le pietre sotto di me si sgretolano, insieme alle mille mie pretese ...
buon pomeriggio a tutti
E tanti auguri a me :D ♥

lunedì 3 dicembre 2012

Il saper accettare i propri bisogni

Era da un po' di tempo dentro non sentivo più quella sensazione di mattone nello stomaco come oggi, quel peso troppo pesante , c'è sempre, ma non così tanto... e questo peso mi porta a pensare di saltare gli spuntini perché tanto non ho fame...
A volte è così... con i disturbi alimentari vengono cancellate le abitudini alimentari sane, ma anche le sensazioni che il nostro corpo prova con il suo rapporto con il cibo. Ad esempio io passo dei giorni in cui sento tanta fame, una fame assurda, e mangerei un' esagerazione , e poi ci sono giorni in cui non percepisco quasi la fame, ed è come se non sentissi il bisogno di mangiare perché tanto farebbe solo ingrassare senza alcun motivo . In poche parole non riesco a capire quando ho fame e no, non percepisco i segnali che il mio corpo mi manda quando ha bisogno di energia....
Poi non riesco a riconoscere la fame vera dalla fame nervosa, il senso di saziamento da quello di sazietà...
Al day hospital cercano anche di abituarci alla ri-alimentazione, dandoci orari ben precisi per i pasti, anche per quando riguarda la durata...
Io sono a sostegno di percorsi di questo tipo, perché oltre ad aiutare da un punto di vista alimentare, c'è la possibilità di lavorare molto anche sulle proprie difficoltà psicologiche, e quindi sulla propria persona... io sono contenta di aver scelto questo percorso, perché mi sta facendo bene, nel senso che sono uscite dalle mie labbra cose che non ero mai riuscita a tirare fuori nelle psicoterapie precedenti, e quindi più o meno so su cosa lavorare.Prima avevo sempre paura di essere giudicata dalla persona che avevo davanti, quindi mi facevo dei seri problemi a dire la verità e allora mi tenevo tutto dentro, e non dicevo come erano veramente le cose.
 Invece adesso al day, non mi sento per niente giudicata, nemmeno in gruppo, anzi mi sento compresa. Sto iniziando proprio ad avere l'esigenza di compiere le terapie di gruppo perchè ogni volta mi lasciano qualcosa su cui riflettere, a volte cose leggere e altre volte pensieri meno gradevoli, ma pur sempre cose utili. E la cosa mi fa sentire fiera di me, perchè vuol dire che sono riuscita a entrare nel meccanismo della terapia di gruppo... ci è voluto un mese ma c'è l'ho fatta!

domenica 2 dicembre 2012

Il significato dei sogni


Ciao!!!
e buona domenica a tutti!
... ieri ho passato una giornata piacevole; alla mattina e al pomeriggio ho fatto la baby sitter, mentre ho cercato di studiacchiare un po', come questa mattina che mi sono lanciata su letteratura francese... va beh! lasciamo perdere!!
Sta mattina ho avuto un po' di difficoltà a scegliere cosa avrei mangiato oggi per concordarlo con mia mamma, in modo da non restringere. Non è mai facile scegliere i cibi da consumare perchè io tendo a essere polarizzata solo sui cibi light e con meno calorie possibili... la voglia di ridurre c'è sempre, mi devo rassegnare per ora, forse è troppo presto. Tutti mi dicono che ci vuole tempo, che devo avere pazienza, che devo fare tutto piano piano, ma io non riesco a avere pazienza, vorrei guarire nel giro di pochi mesi. Ma so che non è così, non è possibile, lo dicono i medici, lo riconosco dai racconti delle altre ragazze. 
Sta notte ho fatto un sogno stranissimo, ma che già in passato avevo fatto. 
Nel sogno io ero un uccello e stavo volando... davanti a me avevo le montagne, e io volavo sempre più in alto , volavo sopra torrenti dove l'acqua scorreva velocissima, dove c'erano i ghiacciai, vedevo anche le pietre sotto quell'acqua che sembrava ghiacciata. Continuavo a salire , a volare sempre più in alto, da una cima all'altra e mentre pensavo "so volare, quindi scendere non sarà un problema". Poi sono arrivata in cima alla montagna più alta, il paesaggio era bellissimo, tutto un cielo azzurro senza nemmeno una nuvola. Dopo decido che era ora di scendere ma... non ero più capace a volare, non riuscivo più a scendere e le pietroline sotto i miei piedi iniziavano a sgretolarsi e cadere giù dalla cima , fino a cadere in quel fiume ghiacciato che prima vedevo. Ero agitatissima perchè il terreno sotto di me si stava sgretolando e quindi sarei caduta anche io in quel fiume che scorreva velocissimo... 
Mi sono svegliata, tutta sudata e con l'ansia...
Non so spiegarmi questo sogno, ma io ci credo alle interpretazioni... infatti secondo Freud, autore che mi attrae moltissimo per le sue teorie, I sogni lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli. Anche Ferenczi propose che il sogno può comunicare qualcosa che non si sta dicendo completamente. 
E a voi non è mai successo di essere consapevoli del fatto di trovarsi in un sogno? a me si, molto spesso e allora riesco a manipolare gli eventi del sogno. Infatti alcune persone sono definite "sognatori lucidi naturali" perchè hanno la capacità di rendersi conto di trovarsi in un sogno. Io allora sono un sognatrice lucida naturale!!!
Comunque questo sogno mi ha lasciata un po' perplessa, infatti domani mattina lo racconterò alle psico del day hospital per vedere di trovare un' interpretazione, loro insistono molto anche sui sogni, perchè hanno un significato e io ci credo .
E' interessante la cosa... un po' magica. e a me piacciono le cose magiche:-)
Bacioni a tutti 

sabato 1 dicembre 2012

Quante emozioni...

Ho voglia di raccontarvi la mia giornata di ieri al day hospital. È stata una giornata in cui ho provato davvero tante emozioni...
Alla mattina sono rimasta stupita perché ho avuto il coraggio di mangiare da spuntino uno yogurt intero.... perfino alla frutta, era alla pera... erano quattro anni che non mangiavo yogurt interi. All' inizio della malattia mangiavo quello bianco magro, che ora posso dire che era veramente triste e non mi piaceva affatto. Poi sono migliorata, e ultimamente mangiavo yogurt magri alla frutta però. Sono stata stupita perché non me lo ero programmata! Ho deciso così senza pensarci troppo...
Poi al pomeriggio, subito dopo pranzo purtroppo mi sono venuti dei sensi di colpa per cosa avevo mangiato, ma subito dopo la dottoressa mi ha fatto firmare un nuovo contratto per il peso, e poi uscita dalla stanza mi sono trovata davanti una sorpresa: ho rivisto una ragazza che era in ricovero con me; che bello averla potuta riabbracciare, sono stata così contenta di rivederla ...
Ma poi sono andata crisi perché ho iniziato a pensare alla scuola e al fatto che non riesco a studiare, così sono scoppiata a piangere, perché tra stress per la scuola e tutto il contorno della malattia e del day, rendono già le giornate difficili di per sé, e invece ora devo anche studiare.... sono nel pallone, ieri in un' ora è mezza sono riuscita a studiare una misera pagina di storia, prima nello stesso arco di tempo ne studiavo trenta... e così sono andata dalla mia psico, e ho iniziato a sfogarmi, ma non solo sulla scuola ma anche su tutto il resto in generale, su tutte le cose che mi fanno stare male. Non ne posso più nemmeno oggi, la testa scoppia. Poi dopo esser stata con la mia psico, lei mi ha affidata alle infermiere che mi hanno fatta sfogare ancora sulla scuola e hanno cercato di consolarmi dandomi dei piccoli consigli... mi hanno un po' coccolata e anche le mie compagne di percorso mi sono state vicino, io le ho sentite davvero vicino a me, e la cosa mi ha fatto molto piacere....
E poi è successo che per la prima volta sono andata in giro senza trucco! Perché con il pianto era andato via tutto ovvio.
E oggi sono qui, a cercare di ripassare quella pagina di storia studiata , e con l' obiettivo di studiarne ancora una. E mi chiedo ce la farò? Non lo so .
La scuola per me in questo periodo è davvero un ' ossessione , ho la testa che scoppia di mille pensieri. Help me .
Help me .

venerdì 30 novembre 2012

ciao bilancia come stai?

Ciao bilancia come stai?
Io abbastanza bene e sai da quando? Da quando ti vedo una volta sola alla settimana.... certo, prima del nostro incontro settimanale sento agitazione, mi prende un po' di paura. Non è per niente piacevole vedere quel numero, basso o alto che sia. Mi provochi uno stato d'ansia che poche altre cose mi sanno provocare.; in più quando salgo su di te , dentro provo mille emozioni diverse e mi sembra di essere sulle montagne russe...
Ti vedo ancora come un giudice che mi deve dare il verdetto, se ho colpa o se sono assolta.
Oggi mi sono tornati in mente ricordi del nostro passato...
Ti ricordi quando mi pesavo ogni giorno e a volte anche più volte al giorno? Ti odiavo ma mentre sentivo un bisogno assurdo di vederti, di salire di te, di aspettare che tu mi dicessi il nuovo peso che portavo in quel momento. Quante inacavolature quando il nuovo ero era maggiore rispetto a quello del giorno precedente, e quanta adrenalina e timore e stupore nel vedere invece un numero minore a quello prima...
Che brutto rapporto era il nostro, con gli occhi di adesso lo vedo davvero assurdo. Eppure era così, aspettavo non ansia che tu mi dicessi che il mio peso non era più un normopeso, ma che il mio bmi finalmente era entrato nel sottopeso, quindi ciò voleva dire che ero magra ! Magra, ma magra non abbastanza, magra mai abbastanza.
A volte ti odiavo, eppure tu riuscivi sempre ad attirami , un po' come Ulisse era attirato dal canto delle sirene.
Sei stata la mia ossessione, e ora purtroppo lo sei ancora. È vero, ho ancora bisogno di vederti almeno una volta alla settimana se no vado in crisi acuta . Ma adesso non fai altro che incolparmi perché il numero aumenta. Ma sai, io mi sto allenando a non ascoltarti, a fare finta di non darti troppa importanza , a provare a non giudicarmi solo per il numero che sono. È solo un numero, io sono altro , sono emozioni, sono sensazioni, sono una persona e non un numero....
Spero che il nostro rapporto di indebolisca ancora un po', perché non voglio vivere tutta la vita con te che mi giudichi, e di conseguenza con me che mi reputo solo un numero....
Eravamo amiche, ma ora è tempo di imparare a staccarci. Non mi sei mai stata d'aiuto, anzi hai collaborato a creare questa gabbia invisibile.
Quindi.... il mio verdetto è: piano piano sarò io a vincere su di te .

giovedì 29 novembre 2012

L'inevitabile trascorrere del tempo

Eccomi quà, seduta alla scivania, e intenta a scrivere su questa pagina bianca... oggi non sono andata al day hospital perché per motivi che non ci sono stati comunicati, la struttura è rimasta chiusa...
Ed eccomi a casa da sola, un po' triste proprio perché mi sento sola, a fare il punto della situazione;
Adesso invece che essere qui a scrivere, dovrei studiare... mi è arrivato il programma su cui prepararmi: per ora le materie sono storia, storia dell' arte, filosofia , francese e italiano... ma più guardo i fogli da studiare, più mi viene da piangere... non ce la faccio, non mi sento di studiare, ho la testa completamente altrove, è andata su un altro pianeta. Quasi quasi scapperei anche io, in un posto dove nessuno mi troverebbe, dove però non esiste il problema alimentare e tutto ciò che si cela sotto a questa manifestazione di malessere. Starei così un po' tranquilla, niente ansia da prestazione scolastica, niente ansia al pensiero di stare fuori casa tutto il giorno, niente paura , nessuna perplessità e tristezza, un mondo utopico e inesistente.
... guardo fuori dalla finestra, le gocce rimbalzano sul vetro facendo un rumore quasi angosciante; sembra il rumore delle lancette di un orologio che ricorda continuamente il passare del tempo, il tempo che mi scivola dalle mani, il tempo perso dietro alla malattia e ai suoi giochetti, alle sue bugie e alla forza che lei mi dava, che però arrivata al fondo si è rivelata soltanto debolezza e impotenza ... il tempo passa, passano i mesi ma la situazione è sempre la stessa, ed è così da anni. A volte per consolarmi mi dico che magari in un futuro starò meglio, andrà meglio e che non dovrò più sforzarmi di sorridere e di dire che va tutto bene , quando in realtà non è così.
Vorrei essere libera da queste catene invisibili, da queste sabbie mobili che mi risucchiano piano piano a ogni mio sforzo per uscirne. Vorrei poter recuperare tutte quelle cose e esperienze che la malattia non mi ha permesso di fare , dalla notte di afther con le compagne di scuola, alle cene di classe saltate, ai compleanni e feste passate a pensare ad un modo per compensare ciò che in quelle situazioni ero costretta a mangiare, e con l' idea che da lì a poche ore il mio peso salisse già di un chilo per l'eccesso fatto...
Vorrei essere libera da tutto ciò, vorrei sentire la testa leggera, sgombra da tutte le mie ossessioni.
Vorrei essere libera, libera e ancora libera, leggera come una farfalla .

mercoledì 28 novembre 2012

Bisogno di affetto

Negli ultimi giorni, ho capito che, nella maggior parte dei casi, una persona affetta da dca , vada alla continua ricerca di attenzioni e affetto, un po' come un fiore che ha bisogno di acqua e cure per apparire bello...
A volte, dietro a un disturbo alimentare, si cela proprio questa ricerca di attenzioni. Lo dico anche perché mi rivedo un po.' In questa situazione...
Prima di ammalarmi mi sentivo invisibile agli occhi altrui , nessuno mi chiedeva " come stai? "? Stavo bene , ero in carne e quindi che problemi avrei dovuto avere? E sembra quasi che dopo la scoperta della mia malattia da parte delle persone che mi circondano, la loro presenza nella mia vita sia cambiata...
Ma ho compreso che non é così . Prima ero io che mi chiedevo nella mia corazza, che rifiutavo sempre gli inviti e quindi paradossalmente le attenzioni. E perché ? Perché c.'era la malattia di mezzo che porta all' emarginazione, alla solitudine... e anche che perché le situazioni sociali che comprendono il cibo creano tanto disagio, che si accumula a quello di essere in mezzo ad altra gente pronta a giudicare...
Quindi non é che la malattia ha fatto si che le persone si accorgessero della mia presenza, ero io che rifiutavo i loro tentativi di avvicinarsi a me , potrei paragonarmi a un muro in questo caso.
E devo ammettere che una delle mie paure sia che, una volta che comincerò a stare meglio, le persone si allontanino di nuovo da me e di ritrovarmi così sola , a fare i conti così la mia  parte di testa bugiarda e ingannatrice...
Come è andata oggi al day hospital? Abbastanza bene, è stata una giornata tranquilla, ma ho finalmente superato un mio grande alimento fobico: ho mangiato la milanese di tacchino al forno!! Non fritta ovvio, cotta nel forno tradizionale, ma per me è stata una grande vittoria, erano anni che non ne assaggiavo una... ho deciso di fare un po' di esperimenti nell' ambito alimentare perché mi sono detta " se non lo faccio ora che sono quà, apposta per lavorare sul sintomo, seguita da medici e dietista, quando mai lo farò? A casa no sicuramente.." e così ci ho provato in day, dove mi sento più protetta... non é stata una passeggiata, purtroppo i sensi di colpa per aver mangiato la milanese c'erano, ma sono stata soddisfatta di aver fatto questa specie di prova, per conoscere anche i miei limiti...
La frase di oggi è " i soliti limiti che hai sono quelli che decidi di avere "... un bacio !

martedì 27 novembre 2012

Aiutare gli altri per aiutarsi

Ciao a tutti!
Oggi finalmente ho fatto il tanto atteso piercing al naso! E poi ne ho approfittato per aggiungere un buco in più alle orecchie ! Sono andata a farmi forare potrei dire... però ora mi piace tantissimo!
Mi è servito svagarmi un po', oggi tra terapia individuale e terapia di gruppo ho fatto l' amplain di pensieri ed emozioni...e di stanchezza, perché alla fine lo stress si fa sentire.
Ho compreso come la mia sensibilità e capacità di ascoltare le altre persone sia un grande pregio, ma anche un po' un difetto, questo perché a me piace tantissimo ascoltare le persone, io ci sono sempre per parlare, nonostante non riesca a dare grandi consigli, sono molto empatica: riesco a mettermi nei loro panni della persona che ho davanti e capire cosa provano come emozione, non in tutte le occasioni ovvio perchè non sono un mago, ma la maggior parte delle volte sì. E poi però succede che mi faccio talmente prendere dalle emozioni e stati d'animo delle altre persone , che alla fine li trasferisco anche su di me, provocando così un ulteriore stress che va ad accumularsi a quello che io ho già di solito...
Se potessi, per aiutare una persona a cui tengo veramente, sono pronta a portare il suo peso sulle mie spalle per alleggerire il suo carico, mi farei in quattro per ogni cosa; mi arrabbio tantissimo quando riesco a aiutare una persona  solo tramite affetto e parole, e non concretamente, con i fatti... mi arrabbio perché mi sento impotente, e mi chiedo che se forse io fossi più grande e più forte potrei anche agire concretamente in alcuni casi.
So solo che io per i miei amici che sono difficoltà, sono pronta a non dargli solo la mano, ma anche il braccio intero, io ci sono sempre e comunque, anche nei momenti per me difficili, perché ho provato sulla mia pelle che aiutando gli altri e pensare ai loro problemi, si può aiutare anche noi stessi, perché non pensiamo solo alle nostre "croci", ma anche a quelle altrui... Adoro questa frase: un modo efficace per combattere l'angoscia è preoccuparsi meno di sé e più degli altri. Quando davvero comprendiamo le difficoltà degli altri, le nostre perdono d'importanza ".

lunedì 26 novembre 2012

La paura di crescere

In  molte situazioni , mi rendo conto che vorrei essere invisibile agli occhi altrui, che vorrei scomparire, trovare un posto per rifugiarmi e non affrontare la realtà che mi circonda, il confronto con le altre persone, i commenti altrui, le cose che mi fanno soffrire, le  mie responsabilità.... ebbene si, ammetto che ho paura di crescere, che vorrei tornare bambina, ritrovare quella spenseriarezza tipica dell infanzia, come quando ridevo con le mie amiche per delle piccole cose , dove lottavo per andare a casa dell'amica migliore amica nonostante avessi i compiti della scuola da fare, dove gli unici problemi erano arrivare a casa in  tempo al pomeriggio dopo la scuola per non perdere le puntate dei miei cartoni animati preferiti, oppure preoccuparmi di preparare il balletto da fare per la festa di compleanno dell' amica, e i problemi più grandi erano no dei genitori, che tutt'ora comprendo .
Vorrei ritornare bambina, ecco cosa frulla nella mia testa, pensare che tra pochi giorni divento maggiorenne!. E mi chiedo perché. Mi chiedo se questo mio bisogno abbia giocato anche lui a favore dell' anoressia... infondo la malattia ti porta ad avere un corpo simile a quello di una bambina, il ciclo scompare, e tutti ti attribuiscono un' età inferiore a quella che realmente si ha...ma non capisco.
Io sono sempre stata contenta quando mi dicevano "come sei cresciuta" .Sono stata contenta di aver ricoperto il ruolo di madrina a uno dei figli di mia sorella,  quella è una responsabilità . Sono stata contenta quando finalmente compiuti i sedici anni sono potuta andare in discoteca . Paura di crescere ma voglia di indipendenza ;per due estati ho lavorato in un bar e questo mi faceva sentirete indipendente, prima del ricovero frequentavo già il corso di guida per prendere la patente nonostante io compia gli anni il 4 dicembre, ma almeno appena compiuti avrei potuto prendere la patente e non dipendere più dai miei genitori anche nel trasporto, invece ora il corso é sospeso così come la scuola.
Tutto in sospeso, ora c 'é solo il day hospital e il lavoro che devo svolgere in quel luogo... lavoro non facile e scontato, ci sono certi momenti in cui mi viene da gettare la spugna e scappare, infondo nessuno mi trattiene con la forza, ma io voglio fare questo percorso per stare meglio e affrontare la scuola con un po' più di forze... alla fine penso di aver deciso di affrontare i tre mesi di DH e poi tornare a scuola, per togliermi questa assillante scuola, che per me é un grande problema perché mi carica di stress perché sono ancora nel circolo vizioso del dover prendere i voti più alti possibili , e quindi quando c'è la scuola esiste solo lei con il cibo, dovrei rompere questa convinzione... convinzione nata insieme alla malattia, quasi come se la perfezione abitasse anche nei bei voti a scuola. Che brutta la parola "perfezione", per tropo tempo ha fatto parte della mia vita: una continua corsa e aspirazione alla perfezione inesistente.

Oggi, su un libro, ho trovato una frase bellissima : "il futuro appartiene a coloro i quali credono nella bellezza dei propri sogni".
Mi piace quest' affermazione.
 
Un bacio a tutti

domenica 25 novembre 2012

Il momento in cui ho deciso di guarire

Il due settembre 2012, alla visita psichiatrica a Torino, i medici hanno deciso che per me era ora del ricovero. Il mio ricovero non è stato scelto da me, è stato scelto dai dottori, ma io tra lacrime e paura l'ho accettato. Lacrime perchè è stata una liberazione, finalmente c'era qualcuno che poteva aiutarmi, paura perchè non sapevo cosa mi attendeva, cosa sarebbe successo durante la mia degenza... il ricovero era previsto non prima delle due settimane seguenti, ma poi visto la situazione, fu anticipato al sette settembre. Quel giorno avevo così tante emozioni che non saprei dire cosa provavo realmente, dall' ansia, alla tristezza, alla speranza... so solo che quando i miei genitori uscirono dall' ospedale lasciandomi nella mia stanza di quel reparto apparentemente tanto triste, avrei voluto corrergli dietro e chiedergli di riportarmi a casa, non volevo passare le mie giornate in quel posto. E poi appena arrivata, tra prelievi, esami vari, visite psicologiche e non, devo dire che avevo molto paura di quel posto... Il primo giorno fu terribile, non c'era un menù scelto e fatto per me, come di consueto il quel luogo avviene, ma avevo il menù della ragazza che mi aveva lasciato il suo posto, c'erano cose che non avrei mai mangiato, ma tra una sensazione di odio nei miei confronti e tra i sensi di colpa ho dovuto consumare il mio vassoio. Meno male che per i giorni seguenti potevo scegliere io cosa consumare ai pasti, con il consenso del dietista ovvio, che mi mise dei paletti... dovevo mangiare più di come mangiavo a casa. Sul lato alimentare e del peso non fu per niente facile il ricovero, il mio peso saliva di quattro o cinque etti ogni tre giorni, io ero spaventatissima da questo, non sapevo nemmeno come era in quel momento la mia immagine perché naturalmente non c'erano specchi in reparto, gli aumenti li notavo su come calzano gli indumenti... Le giornate erano lunghe, a volte tristi, scandite dai vari colloqui individuali al mattino e tempo libero al pomeriggio. Non avevo nemmeno il permesso di uscire perchè i medici non volevano che io camminassi troppo, allora mi era permesso scendere per dieci minuti dopo il pranzo, accompagnata dall' assistente al pasto, fino al mini market che c'è dentro all' ospedale. Quindi le giornate erano eterne, io lottavo con i sensi di colpa perchè mangiavo e non potevo nemmeno muovermi più di tanto, passavo i pomeriggi a riflettere, a leggere, a chattare con mia sorella e con alcune mie amiche, ma quelle cose non facevano bruciare calorie, mi facevano solo aumentare aumentare e aumentare.... Diciamo che la mia fortuna è stata condividere la stanza con due ragazze molto più grandi di me, che avevano più o meno sui quarant'anni, e che avevano una grande forza dentro, e sono riuscite a trasmettere questa forza e determinazione anche a me, per questo io riuscii a sfruttare a pieno il ricovero in modo positivo , al punto di riuscire a anticipare le mie dimissioni di un settimana. Adesso cosciente del mio percorso, ringrazio tantissimo il fatto di essere stata ricoverata, per me è stata un' esperienza positiva e ne ho tratto alcuni piccoli giovamenti, per questo ora sto continuando con il percorso di day. Il ricovero mi ha fatta crescere, mi ha fatta staccare dall' ambiente famigliare al quale ero troppo legata, mi ha fatto stare meglio fisicamente, perchè con quattro chili in più ora mi sento più in forze, prima a volte facevo fatica a stare in piedi. Con questo non voglio dire che il ricovero sia una passeggiata, anzi è una corsa dove ti trovi davanti gli ostacoli che la malattia ti impone. Il mio ricovero non è stato uno dei più drastici, non solo perche c'erano situazioni peggiori della mia, ma anche perchè non mi trovavo in una struttura di ricovero dove ti obbligano a mangiare, dove ti vogliono far prendere chili e chili in una settimana... loro ti danno dei limiti oltre ai quali non scendere, e poi sei tu stessa che sul piano alimentare devi decidere di curarti, di provare a stare meglio fisicamente. Io non dico di essere stata brillante in questo frangente, anzi io ho seguito il minimo che mi era stato imposto con molta difficoltà, solo seguire il minimo era per me uno sforzo enorme. Poi ci sono stati giovamenti dal punto di vista psicologico: la mia testa era ed è tornata abbastanza cosciente, i ragionamenti sono più lucidi, so cosa vuol dire farmi del male restringendo l'alimentazione, anche se a volte, seppur raramente, mi succede ancora e il pensiero invece persiste ... ho scoperto alcuni miei punti deboli su cui lavorare e io sono disposta a lavorare su essi . Ho imparato di nuovo a sorridere, a apprezzare ciò che mi circonda, l'affetto che le altre persone riescono a darmi, egoisticamente parlando mi sono accorta che anche le altre persone hanno bisogno di me, e non solo io devo avere bisogno di loro, mi è tornata la forza e la voglia di aiutare le altre persone, di provare nuove esperienze, di mettere piede fuori casa senza cadere nel panico ... Il ricovero per me quindi è stato positivo, non l'ho vissuto come un dramma, anche se è stato difficile perchè a quel punto ormai sono i medici a decidere per te, per il fatto che tu non sei cosciente e quindi bisogna fare lo sforzo di fidarsi e di affidarsi nelle mani dei medici, con l'idea che loro ti vogliono aiutare... E intanto oggi è domanica, il mio giorno preferito perchè sono a casa , posso stare un po' tranquilla e mettere in sesto il casino che durante la settimana sono riuscita ad accumolare nella mia stanza, poi oggi mi darò a qualche attività tranquilla e terapeutica, in modo da provare a allontanare i pensieri del cibo per almeno mezz'ora... chi lo sa, magari con un piccolo passo alla volta riuscirò in futuro a raggiungere l'ora intera o magari anche due ore di pensieri non riguardanti al sintomo... un po' come un allenamento di qualsiasi sport, come nella pallavolo ad esempio, non si può pretendere di imparare a fare un palleggio giusto senza prima capire la tecnica, e ripeterla anche per un anno intero, fino ad arrivare a fare un bel palleggio senza falli e doppi ;) Buona domenica a tutti !!

sabato 24 novembre 2012

Semplicemente io

"  La nostra gloria più grande non sta nel fallire mai, ma nel risollevarci ogni volta che cadiamo".
Questa frase non ha bisogno di tante interpretazioni, dice già tutto da sè...
Nella vita ci sono mille scivoloni, mille cadute, mille sbagli che si possono compiere, ma non bisogna fossilizzarsi su questi, non bisogna lasciarsi prendere dalla paura e dall'affanno per cosa di negativo è accaduto. Tutti siamo umani, tutti sbagliamo, non esiste essere sulla terra che non abbia mai compiuto un errore, che non abbia mai preso una strada sbagliata... il segreto per andare avanti sta nel non rimurginare troppo sugli scivoloni accaduti, accettarli e andare avanti perchè sono parte della vita . E poi, per mia esperienza, quante volte ho imparato dai miei sbagli...
Dopo essere caduti bisogna ritrovare la forza dentro di sè per andare avanti, per vivere una nuova giornata, senza pensare troppo al ieri, perchè cosi si rischia di non vivere il presente, e non si può vivere nel passato.
Molto spesso mi capita di fallire nei miei obiettivi, che possono essere di vario tipo: prendere il massimo voto a scuola, non pensare al cibo per un giorno intero, non restringere niente sul mio schema alimentare, impormi di fare tutto bene, di essere la brava ragazza in tutte le circostanze... ma quante volte non ho raggiunto il massimo a scuola, o ho ristretto l'alimemtazione... sopratutto in quest' ultimo aspetto scivolo molto facilmente, e sul non pensare al cibo per tutto il giorno per ora è un obiettivo utopico. Ma sto cercando di non fare un dramma quando cado, di accettare di avere dei limiti . Nessuno è l'incarnazione della perfezione, quindi io non cerco più di essere perfetta, ma semplicemente io, con i miei difetti e pregi, con le mie manie, con le mie emozioni e reazioni, semplicemente io. Quindi con questo nuovo spirito provo a affrontare le giornate, ci provo, non è detto che al primo tentativo vada tutto rosa e fiori, ma ci saranno altri tentativi da parte mia. Buon sabato a tutti voi!!

venerdì 23 novembre 2012

Bianco e nero

E' passata un' altra settimana di day hospital, non mi sembra possibile di come sia passato veloce il tempo,ieri e' stato il mio complimese, un mese di day hospital giusto... Nonostante la giornata di ieri, dove mi sentivo strana ma in modo positivo, per le conquiste fatte dal lato psicologico, oggi mi sento triste perché dal lato alimentare-psicologico non noto cambiamenti; il sintomo continua a farsi sentire, in ogni momento della giornata ... mi guardo alo specchio, la mia immagine non mi soddisfa.... ma a ben pensarci non mi soddisfaceva nemmeno quando ero più magra o quando ero più in carne diciamo. E allora come faccio?
Così non riesco e non posso andare avanti, ogni giorno sembra quasi che la mia testa  abbia un unico scopo, aspettare con ansia il momento di mangiare, dalla colazione alla cena, vorrei mangiare sempre, il mio sogno sarebbe quello mangiare tanto e tante cose deliziose senza ingrassare. E invece no , esiste il corpo, esistono le taglie dei vestiti, esiste la realtà.... e mi sento ridicola, come faccio a basare il mio umore su questi fattori? Neanche io capisco, ma continuo a stare male. Sono stanca di mangiare e ogni forchettata di cibo pensare "quanto mi farà ingrassare? Quando grasso avrà? " Sono stanca di dover sempre contare le calorie di tutto, ormai conosco a memoria le calorie tutti i cibi, faccio perfino distinzioni nelle verdure.
Voi penserete, ma allora quanto ci vuole a smettere di farsi tutte queste paranoie se è quello che vuole?
Non è così facile e automatica la cosa, l' anoressia non e il semplice rifiuto del cibo, e la manifestazione di più malesseri interiori che continuano a autodistruggerti.
È come se esistessero due parti di me, una cosciente della situazione e volenterosa di uscire da questo schifo, e l 'altra che invece si sente qualcuno solo se c'è la malattia di mezzo, che continua a bruciare dentro e distruggere con la sua voce le mie speranze, che è pronta a rimproverarmi appena secondo lei sgarro... e se poi penso chi è la vera Faby? Non lo so , conosco solo quella legata alla malattia, quella che la malattia ha fatto vedere agli altri, ma sento che sono anche altro, ma come posso capire questo altro?
Mi dispiace essere così negativa ma oggi non riesco a sorridere alla vita, erano un po' di giorni che andava meglio ma adesso sono di nuovo in crisi, non posso neanche pretendere di aver fatto passi da gigante in un solo mese; un mese è poco , me ne servono ancora di più. E continuo ad andare avanti con la speranza di riuscire a creare un bagaglio di strategie per affrontare veramente la vita .
La speranza e la forza di volontà non mancano. Voglio fare un esercizio , ogni volta che metto in bocca una forchettata di cibo, invece di pensare "quanto mi farà ingrassare?", provo a pensare" lo faccio per me e mi fa bene, infondo sono quà per lavorare su me stessa e voglio sfruttare a pieno la possibilità che mi è stata data". Devo imparare a fidarmi dei dottori e affidarmi del tutto nelle loro mani, mettendoci anche il mio lavoro ovvio, si chiama collaborazione dicono...:-)
Vi voglio bene