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sabato 26 gennaio 2013

È ora delle confessioni

Solo ora ho il coraggio di ammettere alcune cose... alcune cose che mi procuravano secondi vergogna e delusione, perché in fondo sembrava un prendere in giro le altre persone...
Ammetto che, quando a Torino ero seguita ambulatorialmente, mi ero rifiutata inizialmente di prendere le maltodestrine e successivamente gli integratori, per prendere peso. Perché io dicevo di voler guarire, ma non era così, in realtà era dolce il naufragare tra le acque dell' anoressia, nonostante mi facesse stare male, mi facesse vivere veramente un incubo, io ero ancora troppo attratta da Lei, dalla perfezione che volevo raggiungere anche se avevo tanta paura, perché era una cosa incontrollabile. Mi teneva nella sua gabbia di ovatta e spine. Verso la fine dell' estate, prima del ricovero,mi vergognavo del mio aspetto, ero solo più uno scheletro che camminava, con un colore pallido e giallo e le labbra viola; già perché io  con 23 gradi all' ombra avevo freddo, tremavo dal freddo. L'unica cosa che mi scaldava un po' era il sole... inizia poi a non portare più le canottiere, questo perché le mie ossa sporgenti non erano belle da vedere, a volte per la strada la gente si girava a guardarmi. E io avrei voluto scomparire in quei momenti.
Cercavo di nascondere la mia magrezza anche alla psicologa, avevo paura che mi dicesse di farmi ricoverare, e a me la parola " ricovero" spaventava parecchio.
Ho detto anche alcune bugie, sul diario alimentare scrivevo cose che in realtà non mangiavo, perché io restringevo, ma non volevo che si sapesse. Davo la colpa del mio dimagrimento al lavoro al bar, perché era faticoso, anche se in realtà la mia titolare, avendo capito di cosa soffrivo, mi faceva fare il minimo indispensabile.
Ammetto di aver più volte pensato di vomitare ciò che mangiavo, ci ho anche provato, ma senza risultati; allora il mio sfogo era l'attività fisica e l'iperattività: facevo i lavori di casa, dai più faticosi ai più noiosi, pur di stare in movimento, pur di bruciare quelle maledette calorie e quei maledetti grassi che si sarebbero impregnati sulle mie ossa e mi avrebbero fatto diventare grassa.
La bilancia era il mio punto di riferimento: se una settimana acquistavo due etti , la settimana seguente avevo come progetto quello di perderne quattro, due non bastavano, volevo essere sicura di non tornare a pesare tot chili...
Queste sono schegge di me, della mia veloce caduta del buio totale.
Rileggere questo post mi fa paura, non tornerò mai più indietro.

4 commenti:

  1. E' un passo importante. Sia il confessare che il non voltarsi indietro.
    Io ancora quel "non tornerò più indietro" non riesco a affermarlo con la massima sincerità. Vedere il peso che aumenta e il mio corpo che ritorna a forma che detesto mi fa venire voglia di ricominciare. E allora faccio liste su liste di motivi per cui il DCA è un problema e non una soluzione, di tutte le cose belle della vita, di tutte le cose che voglio fare...e mi convinco a continuare sulla giusta strada.
    I tuoi pensieri mi sono di aiuto e ispirazione, grazie!

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  2. Anche per me quando vedo il numero sulla bilancia salire vado in crisi, io non li vorrei quei numeri in più, lì vedo di troppo , e mi viene voglia di tornare indietro. Per me è sempre un terrore quando il dh mi chiamano per pesarmi, perché so che qualcosa in più c'è. mI ci vogliono giorni e giorni a accettare quei cambiamenti, non faccio salti di gioia quando aumento di peso. Ma so che è così, che il dca ci mette pochi minuti a impadronirsi di nuovo di te. Ma forza, dobbiamo vivere una vita , non sopravvivere!! ci meritiamo una vita migliore che quella fatta solo di cibo, calorie, ecc... ci meritiamo almeno un po' di libertà , ci meritiamo di vivere !!!!

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  3. Ciao Pulce!Penso che inconsciamente la voglia di dire basta l'hai avuta quando "ti sei vergognata del tuo aspetto"....e poi il ricovero, il dh sono cose che sono venute in quel momento proprio perchè quello era il periodo giusto per te iniziare questo percorso!
    In bocca al lupo Pulce!!!
    Un abbraccio da una tua lettrice! :-)

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  4. Ciao lettrice anonima =)
    Forse hai ragione tu. Forse per una volta ero riuscita a vedermi allo specchio davvero come ero, come king ero ridotta, senza far si che la dispercezione corporea prendesse il sopravvento.
    Meno male che è successo. Se no chissà dove sarei adesso...
    Ti abbraccio
    Con affetto
    Pulce

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