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domenica 24 marzo 2013

Ho fame. Di cibo. Di amore

Silenzio.
L'unico rumore è il brontolio della mia pancia.
Seduta sul divano
Come se per inerzia non riuscissi ad alzarmi e raggiungere il tavolo per fare qualcosa di attivo.
Alla mia destra, appoggiato ad un cuscino c'è un libro, sto leggendo "Fallen", dopo appena aver finito "una vita sottile"
Ma non ho la forza e la testa per leggere.
Alla mia sinistra c'è un foglio con una matita,  potrei disegnare le bozze di qualche orecchino da realizzare.
Sul tavolo mi aspetta lo zaino di scuola da cucire con bottoni e perline per renderlo così colorato.
Le lancette dell'orologio scandiscono i secondi che passano
I secondi che sto sprecando della mia vita.
Mille progetti,piccoli progetti, niente di assurdo
Volano nell'aria, persi, perché per loro nella mia testa adesso non c'è spazio.
Regna la nullità,  la voglia di reagire che però è debole.
Regna il sintomo con tutti i suoi pensieri.
E ogni giorno è cadenzato dallo stesso rituale alimentare
Quasi come se l'unica cosa che mi permettesse di arrivare alla fine della giornata fosse lui, il cibo.
Ma non quello che mangio di solito, ma quello che mi nego da anni.
Quel desiderio che non riesco a colmare.
Quel vuoto sempre più vuoto.
Ho fame.
Di cibo e di amore verso me stessa.

6 commenti:

  1. Come ti capisco, anche io sono dominata da questa voglia di fare niente. Voglia solo di farsi del male per me, come se nulla avesse più un senso.
    Forse dobbiamo iniziare a lottare proprio da qui, da questa piccola cosa: alzarci e fare qualcosa. E non rimanere rinchiuse nella gabbia dei nostri pensieri...

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  2. Ti capisco ... io mi sento una vera e propria inetta.
    Ma prima o poi qualcosa che ci dia uno scossone lo troveremo, no?
    un bacio

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  3. Disegnare orecchini, addobbare il tuo zaino... sono delle bellissime idee. A maggior ragione se pensi che stai sprecando attimi della tua vita, dovresti metterti subito a farle. Sia perchè sono attività che ti distraggono, e quindi ti tolgono la testa dal sintomo, sia perchè essendo attività costruittive, ti permettono di vedere quali piccoli passi puoi concretamente fare per andare avanti... Perciò, non indugiare: se ti viene in mente qualcosa da fare, falla. Cominciala subito. Cominciala adesso.

    P.S.= Anche la lettura può andare benissimo come distrattivo... eviterei però, fossi in te, i libri sull'argomento DCA: ti tirano ancora di più dentro al loop, te lo dico per esperienza... ho letto qualcosa di libri sui DCA, ma poi mi sono accorta che quelle letture mi facevano più male che bene, quindi le ho cassate.

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    1. Grazie Veggie...seguendo il tuo consiglio ho già creato due orecchini e ho iniziato a cucire perline di legni al mio zaino...e è servito a non aspettare con ansia il momento del pasto...
      Anche io mi sono accorta che leggere i libri sui dca non sia proficuo, anzi, quindi spazio negli altri generi.
      Un abbraccio forte

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  4. Cara faby, mi ha colpito molto l'ultima parte della tua affermazione:Quasi come se l'unica cosa che mi permettesse di arrivare alla fine della giornata fosse lui, il cibo.
    Ma non quello che mangio di solito, ma quello che mi nego da anni.
    Quel desiderio che non riesco a colmare.
    Quel vuoto sempre più vuoto. Mi ha estremamente colpito xk è ciò che succede anche a me. Ci sono delle volte in cui mi sento inutile, ma ciononostante non ho la voglia, lo stimolo di fare niente e il mio pensiero è la, rivolto al cibo, al mio successivo pasto. Quel pasto che diventa aspettato, atteso, desiderato come si desidera l'incontro con qualcuno di amato, che ti fa stare bene, ma che nel contempo ti smuove un infinità di emozioni, fra cui anche il timore, la paura x quell'incontro. Ci sono giornj in cui non riesco ad aprire i libri, a concentrarmi, giorni in cui non ho voglia neppure di uscire o di andare a fare un po' di sport. Zero. Mi sento pesante, ogni giorno che passa e che seguo questa dieta "ingrassante" mi sento sempre più pesante e questo mi fa paura, ma nello stesso tempo si affievolisce anche il (un po' malato) pensiero di fare sport e di muovermi/muovermi/muovermi. Così sai cosa faccio? Mi sospendo. Mi arrendo, ma in questa arresa cerco di trovare i lati positivi: la riflessione, il concedersi riposo, mi convinco (forse anche giustamente) che sia il mio corpo a chiedermi una tregua perettersi in sesto, fisicamente e psicologicamente. E penso. Penso a quanto sarà bello quando il mio corpo, la mia mente, il mio spirito avranno raggiunto il loro equilibrio, e io potrò nuovamente godere a pieno della vita, con la mente finalmente vuota di pensieri ossessivi, e piena di progetti fantastici. Un grande abbraccio.

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    1. Sì, è il nostro corpo che chiede rispetto, che chiede una pausa.
      Mi allevia un po' sapere che non sono sola ad attraversare questa fase...
      Ti stringo forte

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